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Rimini: niente nuovo ingresso a castel Sismondo, nascosto il tubo che esce dalle mura

Niente porta nuova a Castel Sismondo: il Comune di Rimini fa dietrofront e rinuncia all’idea di aprire un ingresso per il nuovo museo Fellini sfondando il muro antico. “Apprendiamo con enorme soddisfazione – commenta Italia Nostra, che aveva scatenato la rivolta contro questo progetto, trovando subito seguaci anche in consiglio comunale – la decisione della Soprintendenza che ha portato a cancellare una scelta progettuale che da subito abbiamo giudicato necessitare approfondimenti e nuove valutazioni.

“E’ la vittoria del dialogo e del confronto e dell’amore che i riminesi hanno dimostrato verso il proprio patrimonio storico e culturale, è una vittoria di tanti, dalle istituzioni alle associazioni agli storici che si sono spesi con la loro capacità e intelligenza come Giovanni Rimondini e Giulio Zavatta”, esulta l’associazione.

Come spiega l’ingegner Vincenzo Napoli alla stampa locale, in quel punto una porta in realtà esisteva già, ma non è certo che sia stata murata in temi recenti. Quindi, secondo i criteri adottati dalla Soprintendenza, il muro diventa intoccabile.

Gli stessi criteri che hanno portato l’ente di Ravenna a ordinare a Hera di far scaturire il tubo di una fogna dalle mura medievali di Rimini: a 70 centimetri dal terreno e bene in vista si può passare con una conduttura da mezzo metro, perché in quel punto c’è una toppa moderna in cemento che può essere sfondata. Mentre non si può andare nel sottosuolo in quanto custodisce la muratura originaria antica e quindi intangibile. E pazienza per il pugno nell’occhio: il manufatto sarà coperto con la lamiera.

Un caso questo che ha trovato silenti sia Italia Nostra e altre associazioni affezionate al patrimonio culturale, così come nessun consigliere comunale ha trovato nulla da ridire. Intanto, però, il tubone è stato pudicamente celato con una recinzione in rete di plastica nera e con un cartello del PSBO, del quale peraltro non fa parte.

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