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Rimini, offre marijuana ai poliziotti, insulta la figlia e picchia un agente

Mattinata concitata quella di domenica 21 giugno per gli agenti di una volante della Polizia di Stato di Rimini.

I poliziotti sono infatti intervenuti nell’abitazione di un 63enne ex tossicodipendente che stava furiosamente litigando con la figlia. L’uomo, in passato era stato sottoposto a cure psichiatriche e prima dell’arrivo dei poliziotti aveva probabilmente assunto sostanze stupefacenti.

All’arrivo delle divise il 63enne ha iniziato a pronunciare frasi senza senso per poi offrire marijuana agli agenti, che conservava in un sacchetto contenente 21 grammi di sostanza.

Loro, gli agenti, alla luce dello stato psicofisico dell’uomo avevano intanto deciso di allertare il 118. Per tutta risposta lui ha mostrato agli uomini in divisa una serra allestita sul balcone di casa. Una  serra temoisolata con tanto di apparecchiatura specifica per il riscaldamento e il monitoraggio della temperatura.

All’interno erano coltivati ben 5 vasi contenenti marijuana. Poi, il colpo di scena. L’uomo innervosito dalla presenza della figlia che cercava di riportarlo alla ragione ha iniziato ad avvicinarsi a lei con fare minaccioso. E’ stato necessario l’intervento di un poliziotto che si è frapposto tra la giovane e il padre per scongiurare il peggio. Ma non senza conseguenze, perchè l’agente è stato violentemente colpito dal soggetto con un pugno al torace finendo addirittura spalle al muro contro lo stipite della porta posta tra il corridoio e la cucina (le lesioni riportate sono giudicate guaribili in 5 giorni).

L’uomo, T.V., è stato quindi arrestato con l’accusa di coltivazione di sostanza stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Processato per direttissima ieri mattina si trova ora rinchiuso nella casa circondariale di Rimini.

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