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Rimini, operazione GdF “Paper Moon”: altri 200mila euro sequestrati, lettere anonime per depistare indagini

Militari del Comando Provinciale di Rimini, nell’ambito dell’operazione di polizia economico-finanziaria PAPER MOON, sotto il coordinamento di questa Autorità Giudiziaria, hanno dato esecuzione ad un ulteriore Decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rimini, Dott. Manuel Bianchi, per un importo di poco inferiore a 200.000 euro. L’inchiesta aveva portato nell’ottobre scorso alla chiusura temporanea del bar, pizzeria, tabacchi e sala slot “Bigno” di Rimini, del bar antistante la stazione del Capoluogo romagnolo Otto e mezzo e del bar che a Santarcangelo si affaccia sulla Via Emilia “Autobar”.

Il provvedimento rappresenta una fase successiva delle delegate indagini, svolte dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle quali nello scorso ottobre militari del Nucleo PEF e del Gruppo di Rimini, avevano eseguito un primo provvedimento del GIP presso il Tribunale di Rimini, Dott. Manuel Bianchi, che aveva disposto l’applicazione della misura cautelare del “divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale” nei confronti di 3 indagati, nonché il sequestro preventivo di beni per l’evasione delle imposte per 1,3 milioni di euro, con l’apposizione dei sigilli a 3 aziende, disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e quote societarie di proprietà di una famiglia di imprenditori riminesi operante nei settori della ristorazione, gestione di slot machine, tabaccherie e locazione turistica di immobili; a seguito di conciliazione giudiziale con l’Agenzia delle Entrate di Forlì due delle attività sono state successivamente dissequestrate e restituite.

Il prosieguo delle indagini, coordinate e dal Sost. Proc. Luca Bertuzzi e condotte dalle fiamme gialle riminesi, ha permesso di accertare che uno degli indagati principali nell’annualità fiscale 2015 ha omesso di dichiarare ulteriori redditi per l’importo di euro 473.146,00, con conseguente evasione dell’imposta IRPEF per euro 195.884,00; somme impiegate dal medesimo nella commercializzazione di tabacchi, con il fine di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa delle stesse, e per cui dovrà rispondere anche del reato di “autoriciclaggio”.

Nel corso delle perquisizioni, effettuate nei giorni scorsi da parte dei militari del Nucleo PEF in esecuzione del nuovo decreto di sequestro emesso dal GIP di Rimini, sono stati rinvenuti presso soggetti terzi missive anonime inviate anche agli Organi istituzionali finalizzati a depistare le indagini. Questi importanti e nuovi aspetti sono al vaglio degli inquirenti per i successivi sviluppi investigativi.

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