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Rimini, operazione “Pony Express”: sgominata banda di trafficanti e spacciatori incensurati

Un sodalizio criminale composto da incensurati, criminali insospettabili e difficili da stanare. Un’organizzazione dedita al traffico di droga anche internazionale. Nessun pregiudicato, facce e nomi sconosciuti alle forze dell’ordine capaci però di far fruttar un giro da circa un milione di euro, con canali attivati fuori regione e fuori dal Paese per riversare in Riviera e in particolare a Rimini fiumi di droga, per lo più marijuana dall’Albania e dalla Spagna e cocaina dal circondario di Roma e dalla Brianza.

Al termine delle indagini (legate a doppio filo con un’operazione portate a termine due anni fa e denominata “Frutta Market) durate 19 mesi e coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani – l’operazione si chiama “Pony Express – all’alba di oggi i Carabinieri del comando Provinciale di Rimini hanno sgominato la banda arrestando 6 persone (2 in carcere e 4 ai domiciliari) e denunciandone 13 a piede libero per il reato di spaccio di sostanze stupefaenti. Tra di loro uno dei due boss, un 26enne riminese che era già stato arrestato mesi fa e che non aveva più sgarrato per quanto ancora in attesa dell’esito processo.

A capo figuravano i due grossisti sono D.F. Classe 1994, pizzaiolo riminese socio di alcuni negozi di Kebab a Rimini già arrestato per spaccio e rilasciato  nel corso delle indagini (ora è indagato a piede libero) e L..I. , 32 enne albanese, arrestato questa mattina e già in carcere su disposizione del gip.

Il primo acquistava grossi quantitativi di marijuana dalla Spagna e dalla Provincia di Roma. In particolare i Carabinieri hanno documentato uno scambio di 70 kg di droga (anche se ne erano attesi 150 k) nello spiazzo dedicato ai tir nei dintorni del casello di Rimini Nord grazie alla complicità di B.R un 38enne che si occupava del “supporto logistico” alla banda. Scambio avvenuto alla luce del sole nel corso del 2019 tra un tir arrivato dalla Spagna e un furgone . In particolare D.F aveva attivato un canale di approvvigionamento anche con la Brianza grazie alla complicità di M.S., pakistano 53enne e H.P. 29enne di origine ucraina, impiegati come corrieri.

L.I, l’altro grossista, acquistava grossi quantitativi di droga dalla Provincia di Ravenna ed è residente a Forlì.

Il sodalizio criminale si avvaleva anche di altri soggetti. Alcuni custodivano la droga nelle loro case. Sono C.A., 32enne e C.V. 45enne entrambi italiani ed entrambi sconosciuti alla giustizia.

Nel gradino più basso della piramide criminale figuravano tre spacciatori, due fratelli di 28 e 26 anni e un 23enne, P.g tutti italiani.

Tutta la droga veniva poi riversate nella piazza di spaccio di Rimini, dove specie in estate la richiesta sale di pari passo con l’incremento degli arrivi e delle presenze turistiche.

Il giro d’affari è stato stimato intorno a 1 milione di euro mentre sono stati sequestrati 480.000 euro al grossista 26enne nonchè un automobile e parte di un appartamento, quale profitto del reato di spaccio di sostanze stupefacenti che in piccola parte finiva sul mercato anche nelle Province di Forlì e Cesena attraverso una rete di piccoli spacciatori.

Ma chi sono veramente i componenti della banda? Alcuni sono nullafacenti, altri un lavoro di facciata lo avevano. E’ il caso del grossista riminese pizzaiolo o di uno degli spacciatori, un 26enne che lavorava come personal trainer.

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