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Rimini, palestre, piscine e centri danza protestano contro le chiusure – FOTO

Monta la rabbia dei titolari e dei lavoratori di palestre, piscine e centri danza a Rimini. Circa 250 di loro si sono ritrovati questa mattina alle 10.30 al Parco XV Aprile per protestare contro le chiusure introdotte con il nuovo dpcm in vigore da lunedì e firmato domenica dal premier Giuseppe Conte.

Una mattinata scandita da interventi al megafono e applausi scroscianti di una “platea” in cui il distanziamento non sempre è stato rispettato anche se tutti, va detto, hanno indossato correttamente la mascherina.

Nel mirino dei manifestanti la decisione del governo di chiudere i centri sportivi piuttosto che introdurre misure per diminuire gli assembramenti sui mezzi pubblici e nei centri commerciali. “I nostri stessi clienti che non potranno frequentare le nostre palestre e le nostre piscine andranno ad assembrarsi nei centri commerciali” ha sentenziato qualcuno.

Abbiamo inaugurato la nostra piscina pochi giorni fa e ora dobbiamo chiudere. In piscina c’è il cloro che è un disinfettante, e chi frequenta le piscine si lava prima e dopo entrare in vasca. Come si può dire che non sono luoghi sicuri?“, ha detto Angela Tartaglia del Garden Sporting Center.

Tra i presenti c’era anche una ragazza di 28 anni, India Bonvento, che a fine febbraio ha costituito una società sportiva. L’apertura del suo centro a Santarcangelo di Romagna è stato posticipato causa Covid al 5 ottobre scorso. Tempo tre settimane ed era già ora di chiudere. “Siamo nati col Covid e ci siamo strutturati così”, in base alle norme anti-Covid, spiega.

“Abbiamo richiesto i controlli ma non sono arrivati. Speravamo che con i controlli, vedendo che eravamo in regola, ci fosse stata la possibilità di rimanere aperti”. Chiudere per lei che ha investito proprio quest’anno nell’apertura di una palestra “è un disastro – confessa -, l’inizio è tutto un investimento senza guadagni. Abbiamo collaboratori sportivi e dipendenti da pagare”. Anche Giulia Olivi, giovane personal trainer, non sta lavorando. “Sto facendo delle schede di allenamento per le mie clienti a casa”, però tutto gratis, “nessun guadagno sia dai miei clienti che dai clienti della palestra” per cui lavora.

I manifestanti hanno protestato sotto l’occhio vigile delle Forze dell’Ordine che non hanno segnalato interventi.

 

 

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