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Rimini, Parco eolico, Gennaro Mauro: “Se vogliamo fermare questo progetto offshore c’è bisogno di un territorio unito”

Il consiglio tematico indetto dall’opposizione di centrodestra, è l’occasione per dibattere in un luogo istituzionale un progetto che nasce da lontano su input della Regione Emilia Romagna (2006) e della giunta provinciale di Rimini (2007). Un tema così importante – dichiara Gennaro Mauro, consigliere comunale di Rimini – merita un’approfondita trattazione e lo faremo anche in assenza del Sindaco che ormai snobba da anni i lavori del Consiglio Comunale. Non ci stancheremo mai di denunciare che il suo atteggiamento svilisce il ruolo e le funzioni dei consiglieri comunali, e dal centrodestra gli ricordiamo che Rimini non ha bisogno di un uomo solo al comando che decide tutto sulla testa di tutti nelle stanze segrete di palazzo Garampi. La città – prosegue il consigliere di minoranza Mauro – ha bisogno di processi di partecipazione e condivisione attraverso un serio coinvolgimento di tutte le forze politiche e delle realtà associative cittadine.

Un progetto che presenta tantissime criticità come ben evidenziate in questi giorni, costruito sulla base di un elemento oggettivo che non può essere messo in discussione. Nel nostro territorio non ci sono condizioni di vento necessario per rendere il progetto compatibile con la nostra vocazione turistico culturale.

Non è un caso che il 90% dell’energia elettrica prodotta da fonte eolica in Italia (dati 2018) si concentra in 6 Regioni del Sud Italia, che l’Emilia Romagna ha solo 1,2% degli impianti eolici, e produce solo 0,1% dell’energia elettrica proveniente da fonte eolica. Nelle regioni del sud il vento che fa girare le turbine è quasi il doppio di quello presente nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale.

La mancanza di vento – considera ancora il consigliere Mauro – ha quindi fatto elaborare una progettualità che per avere una sostenibilità economica e finanziaria  è tanto impattante sul nostro territorio, pregiudica fortemente il normale svolgimento della pesca industriale e della navigazione da diporto, determina una trasformazione del naturale paesaggio marino ad uno artificiale, con effetti ancora non studiati sull’avifauna e la biodiversità, e pone problematiche legate al punto di approdo a terra con il suo impatto anche in termini elettromagnetici sul territorio, e alla dismissione dell’impianto a fine vita.

Non ci lasciamo attirare dalle lusinghe di un miliardo di investimenti, il nostro territorio non sarebbe interessato a neanche in un euro, in considerazione che si tratta di investimenti altamente tecnologici che riguardano poche aziende al mondo che realizzano gli aerogeneratori altamente tecnologici, e non siamo Taranto dove si può prevedere la realizzazione di hub metalmeccanico rivolto all’industria eolica. Nessun vantaggio è previsto in termini di riduzione del costo dell’energia elettrica per i riminesi.

Il consiglio tematico terminerà – conclude l’esponente del centro destra – con la votazione di un ordine del giorno da me presentato e rivolto a stanare il centrosinistra per comprendere se le parole di condanna espressa da Gnassi siano solo di circostanza, visto che non ha messo la sua penna nel redigere le osservazioni al progetto trasmesse alla Capitaneria di Porto che risultano essere molte timide.

Se vogliamo fermare questo progetto offshore, come già avvenuto in decine casi, c’è bisogno di un territorio unito nelle sue rappresentanze politiche di centrosinistra e centrodestra”.

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