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Rimini, politici e balneari tutti in trincea per salvare il “valore aziendale”

Tutti in trincea per salvare “il valore aziendale” degli stabilimenti balneari. Valore che al momento non è riconosciuto nel progetto di riforma del Governo sulle concessioni demaniali. Quindi auditorium di Confcommercio della provincia di Rimini gremito per il convegno “La riforma delle concessioni demaniale per un futuro delle imprese balneari” organizzato insieme al SIB-Fipe nazionale. Politici di ogni colore e associazioni di categoria, tutti sulla stessa linea del Piave, pur con qualche sfumatura: se proprio le aste si dovranno fare, agli attuali concessionari qualcosa deve essere rconosciuto.

Dopo i saluti del presidente Gianni Indino e del sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, è stato analizzato nei particolari dai rappresentanti del SIB-Fipe (presenti il presidente nazionale Antonio Capacchione e il presidente regionale Simone Battistoni) e dai rappresentanti della politica italiana che stanno lavorando all’emendamento al DL Concorrenza da fare pervenire al governo. Presenti i senatori Antonio Barboni (Forza Italia), Stefano Collina (Pd, relatore sul tema nella X Commissione al Senato), Marco Croatti (Movimento 5 Stelle), l’Onorevole della Lega, Jacopo Morrone e l’assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna, Andrea Corsini.

Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini (nell’immagine in apertura): “Vivendo la realtà del nostro territorio, vocato al turismo, non si può non tutelare una componente così determinante per l’offerta turistica come le imprese balneari. Consapevoli che si debba trovare un punto d’incontro, quello su cui non possiamo transigere è ricordare anche nel momento dell’evidenza pubblica, il lavoro che hanno fatto tutelando il valore aziendale e gli investimenti”.

Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini: “È arrivato il momento di fare chiarezza: la riforma delle concessioni nel nostro Comune interessa 400 operatori tra operatori di spiaggia e chioschisti, nei decenni elemento fondamentale per fare conoscere e apprezzare Rimini in Italia e nel mondo. Chiediamo che siano messi nelle condizioni giuste per lavorare e investire. Lo possono fare solo se verranno date certezze, dopo che per tanti anni c’è stata paralisi. L’appello sottoscritto da noi amministratori nei giorni scorsi e inviato al governo, dove si invoca chiarezza e soprattutto che vengano riconosciute le competenze e il valore d’impresa di queste attività credo sia una presa di posizione importante”.

Jamil Sadegholvaad

Stefano Collina, senatore PD: “Il confronto in Senato sta andando avanti in modo positivo  e da relatore ho finora registrato una sostanziale convergenza da parte di tutti i colleghi delle forze politiche di governo per arrivare a un giusto contemperamento tra le esigenze della concorrenza e delle legittime aspettative degli operatori attualmente esistenti. Riteniamo che ci siano stati errori da parte del governo, ma confidiamo che il parlamento li saprà correggere. A breve ci attendiamo un intervento risolutore che dia fiducia agli operatori e faccia ripartire gli investimenti al momento bloccati. Riteniamo che il valore aziendale di questi operatori debba venire salvaguardato”.

Stefano Collina

Marco Croatti, senatore Movimento 5 stelle: “Tre sono gli elementi che dobbiamo tutelare: le imprese, appunto, ma anche gli utenti che vogliono scegliere di che servizi fruire e il nostro Paese, che nel turismo ha un asset strategico. Le imprese vanno tutelate per gli investimenti fatti, ma il mercato va aperto alle migliorie e ad operatori che vogliono entrare su questo mercato. Siamo pronti a farci punto d’incontro per convogliare in un testo condiviso tutte queste realtà”.

Marco Croatti

Antonio Barboni, senatore Forza Italia: “Si dovrà fare molto velocemente, perché l’intento del governo è chiudere la discussione del DdL Concorrenza entro il mese di giugno per arrivare ai decreti attuativi entro la fine dell’anno. Lavoriamo, ognuno con le istanze del proprio territorio e cerchiamo un minimo comune denominatore che possa essere soddisfacente da poter proporre in fase legislativa. Problemi ce ne sono, ma verranno affrontati uno ad uno e troveremo un punto di sintesi che non è affatto impossibile”.

Antonio Barboni

Jacopo Morrone, deputato Lega: “Ci sono 30.000 aziende da salvare in Italia, un patrimonio culturale tipicamente nostro e l’Emilia Romagna deve essere in prima fila nella revisione della norma. Fondamentale la mappatura per capire se realmente è necessario applicare la Bolkestein e quanto è scarsa la risorsa, ma anche per capire quali sono le aree e le spiagge ancora da assegnare. Il valore aziendale si dovrà definire certo guardando beni materiali e immateriali, ma anche l’attività, il lavoro delle famiglie e la valorizzazione che hanno dato ai luoghi. Le spiagge sono un patrimonio dello Stato italiano che va preservato e che deve rimanere nella nostra disponibilità Ci siamo sempre battuti, prima con Centinaio, oggi con Garavaglia e abbiamo ben chiari gli obiettivi: tutelare le piccole impese e il loro valore. Lo faremo convincendo il governo dell’importanza, a maggior ragione in questo particolare e difficile momento”.

Jacopo Morrone

Antonio Capacchione, presidente SIB-Fipe Confcommercio: “Il modello romagnolo di balneazione attrezzata è costituito da piccole aziende ed è quello prevalente e paradigmatico nel nostro Paese. Un modello che si è rivelato efficiente e vincente nel mercato internazionale delle vacanze e anche per questo meritevole di essere tutelato e salvaguardato. Così come sta facendo la Regione Emilia-Romagna unitamente a tutte le altre regioni costiere prima legiferando e da ultimo contestando l’emendamento del Governo al Ddl Concorrenza. Sulla questione è urgente un intervento legislativo nazionale che elimini gli effetti devastanti della sentenza del Consiglio di Stato dando certezze agli operatori attualmente concessionari liberandoli dal timore di perdere ciò che faticosamente hanno costruito. Solamente così possono ripartire gli investimenti ad oggi bloccati. Riteniamo che questo intervento nazionale debba essere accompagnato dall’applicazione della Legge vigente sul federalismo demaniale che non ha avuto futuro perché mancante di un Dpcm. Sinora le Regioni si sono tutte manifestate molto più attente e competenti dello Stato nel disciplinare la materia e nel difendere la balneazione attrezzata italiana sopperendo alla latitanza centrale sia con proprie leggi che con circolari amministrative. E la Regione Emilia-Romagna è stata la prima, con la legge regionale nr. 8 del 2010, a tentare di disciplinare la materia con un giusto bilanciamento fra incentivo agli investimenti e tutela dei bagnini attualmente operanti”.

Antonio Capacchione

Andrea Corsini, assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna: “È giunto il momento di dare risposte certe, ma soprattutto giuste. Il governo affronta in maniera seria il tema, forse per la prima volta, con la consapevolezza che essendo dentro una direttiva europea le gare sono imprescindibili, ma c’è modo e modo di farle e soprattutto di prevedere tutele e garanzie per le imprese balneari che al momento non sono scritte nella proposta del governo. Confido e sono fiducioso che l’unità delle forze politiche che sostiene il governo Draghi e il lavoro dei parlamenti possa correggere e migliorare in maniera significativa questo provvedimento”.

Andrea Corsini

Simone Battistoni, presidente regionale SIB-Fipe Confcommercio: “Se non cambia il testo della legge e non viene riconosciuto il valore delle aziende non ci sarà un futuro per le imprese, per chi lavora da generazioni e ha fatto delle spiagge italiane, soprattutto sul nostro territorio, vere e proprie eccellenze per i servizi proposti. Non ci arrendiamo. Servono tutele e serve un tempo di transizione: non vogliamo prendere tempo, ma solo salvaguardare le imprese di un asset strategico del nostro territorio. Solo con queste certezze possiamo tornare ad investire e ad essere competitivi”.

Simone Battistoni

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