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Rimini: pranzo di Natale per gli ospiti della Capanna di Betlemme. La casa dei “senzatetto”

Festa grande, oggi, a Marebello, per la “Capanna di Betlemme”, la struttura dell’associazione Papa Giovanni, che si occupa dei senzatetto. 

Al tradizionale pranzo di Natale c’erano tutti gli ospiti della struttura, un centinaio di persone. Ognuno di questi ha una condizione comune, erano o sono “senzatetto”. Gli operatori della Capanna, ogni giorno, battono il territorio, dalla stazione ai sottopassi, ai parchi, alla ricerca di qualcuno da aiutare, sia questo un clochard, o un rom, oppure una prostituta. A ognuno cerca di dare sostegno, per quello che può e per quello che è consentito dall’economia. Una coperta, un pasto, una doccia, quando può un ricovero e, infine, qualche volta, un lavoro. Insomma, per questi, la dignità.

 

L’organizzazione della Capanna si struttura in tre case: Ospedaletto, San Martino in Riparotta, Cerasolo, oltre a una decina di appartamenti, dove sono ospitate un centinaio di persone. Alcune di queste, una trentina,  lavorano all’interno della Cooperativa che lavora nell’assemblaggio di piccole parti meccaniche per le aziende locali, contribuendo, ognuno, al sostentamento della struttura che li ospita. Ad ognuno, sulla base dei  propri bisogni viene corrisposto un compenso. Diversa la situazione di chi ha una casa, con l’affitto e le utenze da pagare, rispetto a chi è alloggiato in una delle strutture della comunità e non si deve occupare di questo.

Nell’arco di un anno sono circa 900 le persone, fisse o casuali, che la “Capanna” aiuta, in un modo o in un altro, senza distinzione di religione o condizione.

Il pranzo di oggi, Natale – racconta uno dei responsabili della struttura – è nella continuità di quanto ci ha insegnato Don Benzi. Ogni casa, una famiglia. E oggi, qui, questo pranzo, in questa casa, è la festa della nostra grande famiglia”. 

 

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