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Rimini, primarie inevitabili. Nessun accordo tra i candidati

Fumata nera. L’incontro di martedì  a Bologna tra Emma Petitti, Jamil Sadegholvaad, i segretari Filippo Sacchetti e Alberto Vanni Lazzari con i vertici regionali non ha prodotto l’esito, che chi ha convocato si auspicava. All’incontro era presente anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Trovare una soluzione unitaria per la candidatura a sindaco di Rimini ed evitare le primarie. Le condizioni per raggiungere quell’obiettivo erano note. Un ticket Petitti-Sadegholvaad (sindaco-vicesindaco) che l’assessore ha rifiutato ripetutamente non ritenendolo adeguato, oppure un passo indietro di entrambi i candidati per favorire una candidatura terza, autorevole e credibile nella città. Sadegholvaad, da parte sua, ha proposto un patto con la Petitti per coinvolgere nella futura giunta tutte le “anime” del Partito Democratico di Rimini. Soluzione ritenuta inutile per una vera ricomposizione unitaria.

Sul tavolo rimaneva solo la terza candidatura, Soluzione che ha avuto vita breve. Infatti se da una parte Emma Petitti ha ribadito la sua disponibilità ad un passo indietro per favorire una candidatura terza, da parte di Jamil Sadegholvaad vi è stato un netto rifiuto a questa ipotesi. La sua candidatura rimaneva in campo.

Inevitabili a questo punto le primarie. La direzione comunale del Pd dovrà definire il regolamento. Anche in questo caso non sarà una discussione semplice.

L’ipotesi fatta filtrare sui quotidiani che in caso di vittoria alle primarie di Emma Petitti alcune liste civiche si sfilerebbero dalla coalizione di centrosinistra candidando a sindaco Gloria Lisi ha prodotto più di un disappunto tra gli esponenti del Partito Democratico. La smentita da parte delle liste civiche presenti in consiglio comunale non ha dissipato tutti i dubbi.

Tuttavia rimane aperto un aspetto importante. Primarie di coalizione cioè aperte agli elettori del centrosinistra oppure primarie del Pd che coinvolgerebbero gli elettori del Partito Democratico. Per le primarie di coalizione ci vuole un accordo elettorale che allo stato attuale appare quanto meno confuso. Il tavolo che si è riunito in queste settimane non comprende tutte le potenziali forze politiche (5 Stelle ad esempio) o liste civiche.

In definitiva anche per le primarie vi sono nodi da risolvere, fermo restando che saranno aperte con le modalità conosciute da precedenti consultazioni analoghe: registrazione di chi vota, contributo per sostenere le spese, tetto di spesa della campagna elettorale dei candidati.

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