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Rimini, Pruccoli, PD: “Basta burocrazia. Procedure più snelle”

Centinaia di firme da apportare, pagine da vidimare, documenti da fotocopiare, bolli e lunghe procedure da espletare.
Gli adempimenti formali rappresentano ancora oggi un “laccio” che stringe alla vita cittadini, imprese e liberi professionisti, anche in una delle Regioni più avanzate d’Europa come l’Emilia-Romagna.
Si scrive burocratizzazione, si legge fastidio, pesantezza, tempi lunghi e difficoltà anche nei processi telematici, non solo in quelli tradizionali “cartacei”.
Meno burocrazia è una delle priorità che il candidato al Consiglio Regionale Giorgio Pruccoli (Lista del Partito Democratico per Bonaccini) si è dato, una volta eletto alle elezioni regionali del 26 gennaio.
Ogni registro e ogni attività e intervento richiede attualmente l’adempimento di una marea di adempimenti che invade anche le azioni più semplici. Spesso la burocratizzazione è contagiosa e causa paura di lavorare e il timore di non aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti, veri o presunti”.
Siamo in presenza di un terreno per certi versi minato. – prosegue Pruccoli – È vero che tanti obblighi derivano dalla necessità di salvaguardare la trasparenza, di affiancare l’anti corruzione, di prevenire ogni forma di illegalità e offrire a tutti e ciascuno le stesse opportunità. Tutte queste giuste forme di trasparenza – rilancia il candidato Pd – presentano l’altra faccia della medaglia: difficoltà nell’espletare pratiche farraginose, tempi lunghe che creano fastidio nei cittadini”.
“Anche le amministrazioni pubbliche specie dei piccoli comuni devono fare i conti con una legislazione che prolifera di carta e rigagnoli, e nella quale i dipendenti pubblici tendono ad annegare, con il rischio di paralizzare un intero sistema”.
Pruccoli ha le idee chiare su come affrontare la delicata questione: “Portarla all’ordine del giorno immediatamente in Assemblea Legislativa, prevedere più testi unii, istituire tavoli di lavoro pubblici-privati per affrontare in modo più snello e con buon senso gli adempimenti del caso, senza paralizzare interi mondi”.

La questione dei dehors nel Comune di Rimini fotografa purtroppo benissimo il rischio – e lo stallo – a cui purtroppo porta la burocratizzazione insistente.
Sui “tavolini e sedie negate”, Pruccoli la pensa così. “Le città respirano quando ci sono le persone e la vita. I dehors non rappresentano solo uno strumento per conseguire un legittimo interesse economico, ma sono un presidio reale di sicurezza, società e comunità. Contribuiscono a portare la luce dove prima c’era il buio, aggiungendo anche un tocco di bellezza”.

I “tavolino selvaggio” e l’anarchia dei comportamenti non sono accettabili né giustificabili: “è giusto colpire i furbi ma senza penalizzare la grande parte degli operatori onesti. – aggiunge Pruccoli – La strada intrapresa dal Comune di Rimini è quella giusta: l’Amministrazione comunale sta predisponendo un ‘Regolamento tende’ per dare certezza all’impresa. Ma è utile, anzi necessaria pure una norma regionale che rafforzi la cornice normativa comunale, in grado di persuadere gli operatori e regalare sicurezza a chi opera nel settore, ai residenti e alla città”.

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