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Rimini, Raffaelli (Lega) : “Sicurezza, Jamil scansa responsabilità”

Pur reduce da “un’estate difficile” contrassegnata dalle imprese delle baby gang, come ha scritto lo stesso sindaco di Riccione Reanata Tosi al ministro Lamorgese, Elena Raffelli preferisce concentrasi su Rimini. L’onorevole della Lega, che a Riccione è assessore alla sicurezza vede infatti “Jamil Sadegholvaad in grave difficoltà”.

Secondo la Raffaelli, che è anche responsabile della Lega per la provincia di Rimini, “il candidato PD scansa le proprie responsabilità da assessore alla sicurezza, parlando genericamente di ‘polveroni’ e scaricando la mancata soluzione dei problemi su soggetti indefiniti come l’Italia e l’Europa. Eh, no, caro Jamil, qui le responsabilità delle scelte politiche in materia di sicurezza e di immigrazione irregolare sono chiare sia a livello governativo che a livello locale e recano la targa del Pd e del centrosinistra”.

“Se Rimini è stata ripetutamente (anche nel 2020) ai primi posti tra le città più insicure del Paese, nonostante la grande professionalità delle Forze dell’Ordine, qualche responsabilità la Giunta Gnassi dovrà assumersela”, attacca ancora l’onorevole, nonostante le statistiche si riferiscano sempre alla provincia di Rimini della quale fa parte  anche la sua Riccione.

E va avanti: “Ogni volta che la Lega ha sollecitato più attenzione sulla sicurezza l’avete beffeggiata. Ogni volta che si chiedeva più controllo del territorio e verifiche sulle presenze di migranti illegali ci avete deriso. Il Pd, a livello locale e nazionale, ha sconsideratamente preteso la cancellazione dei ‘decreti sicurezza’ del governo gialloverde. Pd e sinistra hanno sostenuto la politica dei ‘porti aperti’ a tutti, in contrasto perfino con le linee guida europee, e stanno tuttora caldeggiando la linea lassa dell’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Nulla importa se il sistema di accoglienza dei migranti illegali va in tilt. Nulla importa se dal primo gennaio al 13 settembre 2021 sono sbarcati 41.204 soggetti, contro i 5.856 del 2019, quando era ministro Matteo Salvini. Nessun dubbio del Pd se sia corretto o meno l’approccio dell’attuale ministro sull’immigrazione irregolare o sulla sicurezza anche a fronte dei dinieghi sull’invio di un maggior numero di rinforzi per l’ordine pubblico sollecitato dai comuni della riviera”.

“Facile oggi scaricare ritardi e inadempienze sul sistema burocratico, ma ci chiediamo quali azioni abbia intrapreso il centro-sinistra su questo fronte, visto che amministra da sempre questa città e questa regione ed è al governo, con poche parentesi, da quasi un ventennio. Non c’è quindi alcuna polemica ‘stravista, strasentita, stramiope’. Qui di miope c’è solo il Pd che ha imposto al Paese linee di azione perdenti e sbagliate, fregandosene delle ricadute sui territori e della sicurezza delle comunità sotto la spinta di un ‘buonismo’ spesso interessato, non dimentichiamoci, infatti, di quante associazioni e cooperative hanno lucrato in questi anni sull’accoglienza”, conclude Raffaelli.

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