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Rimini: riprendono con educatori e insegnanti di sostegno le attività, a scuola, per i bimbi da 0 a 6 anni

Sono i più piccoli della fascia 0/6 anni con bisogni educativi speciali quelli ad aver sofferto di più l’assenza di un contatto diretto con i propri educatori ed insegnanti di sostegno. Per questo saranno loro i primi a tornare nelle scuole materne e di infanzia – con il rispetto di tutte le precauzioni previste dalla legge di tipo sanitario e comportamentale – per svolgere attività in presenza con i loro educatori. Dopo aver mantenuto i contatti video e telefonici nella prima fase, Con l’avvio della Fase 2 e l’allentamento delle misure di distanziamento sociale sono infatti possibili gli spostamenti degli operatori e delle famiglie, rendendo finalmente attivabili queste prime attività scolastiche che, anche a livello simbolico, rappresentano l’inizio di un progressivo ritorno alla normalità. Il progetto è rivolto a tutti i bambini con certificazione iscritti ai nidi ed alle scuole dell’infanzia del Comune di Rimini, mettendo a disposizione i locali e gli spazi esterni di nidi e scuole dell’infanzia. Sarà una apertura nel segno della sicurezza. Prima della riapertura delle strutture saranno infatti effettuate una pulizia ed una sanificazione preliminari; il personale ausiliario, inoltre, sarà quotidianamente impegnato nel presidio degli accessi, nella sanificazione fra un accesso e il successivo e la pulizia-sanificazione per la chiusura. Ogni accesso dovrà essere preceduto dalla verifica dello stato di salute del minore e dei conviventi mediante una check list che verrà quotidianamente somministrata a cura dell’educatore. 

Come funzionano le attività in presenza

L’attivazione dell’educativa in presenza fra educatore e bambino sarà organizzata secondo turni di accesso che evitino i rischi di assembramento e che permettano di rispristinare la sanificazione degli ambienti fra un accesso e il successivo. 

Sono previsti interventi dal lunedì al venerdì, per un massimo di 2 ore al giorno, realizzabili al mattino oppure al pomeriggio, in considerazione di un’organizzazione complessiva che eviti assembramenti. Ogni intervento prevede una predisposizione dell’ambiente, la programmazione della sessione, la somministrazione della check list di triage e l’accoglienza. Al termine dell’intervento l’educatore redige il diario di bordo e, se necessario, si confronto col proprio coordinatore di riferimento o con i referenti AUSL. 

La progettazione e l’esecuzione delle attività viene effettuata dal Coordinamento Pedagogico comunale in stretta collaborazione con il Ceis, che fornirà gli educatori e il loro storico know-how in materia. Il primo contatto con le famiglie per la formulazione della proposta e per concordare orari e sedi di intervento verrà effettuato dal coordinatore pedagogico di riferimento. 

Saranno proprio i bimbi con bisogni speciali – commenta l’Amministrazione comunale di Rimini – a riaprire le nostre scuole. Si tratta di un progetto a cui teniamo molto perché, anche simbolicamente, ci riappropriamo di questi spazi pubblici a partire da chi ne ha più sofferto la distanza. La didattica a distanza, pur importantissima, è servita a mantenere un contatto minimo ma, particolarmente in questi casi, non riesce ad avere l’efficacia e profondità richiesta da questi bimbi. Un carico di lavoro dunque che, seppur condiviso a distanza con educatori, ha gravato in particolare sulle spalle delle famiglie. Dare un sollievo a loro è l’altra parte delle motivazioni che ci hanno spinto a insistere su questa strada. I progetti sono stati pensati insieme alle associazioni dei famigliari e proposti agli educatori, con i quali finalmente siamo riusciti a mettere tutto in fila. Si tratta di un parziale ma importante primo passo verso un ritorno alla normalità che, anche attraverso i centri estivi che seguiranno, ci traghetteranno nel prossimo anno scolastico”.

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