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Rimini: “Sanità ingolfata e la riabilitazione non arriva mai”

Spettabile Redazione,

in data 3/7 sono stato ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’Ospedale Infermi di Rimini a seguito di un brutto infortunio alla caviglia. Dopo una degenza di 2 settimane in Ospedale, due operazioni chirurgiche ed un necessario periodo di riposo, in data 20/08 vengo operato (per la terza volta) in Day Ospital per la rimozione programmata di due viti e dimesso nello stesso giorno.

Sin dal primo giorno dell’infortunio mi è stato detto che avrei dovuto affrontare una lunga riabilitazione per cui rimango molto sorpreso quando, nel foglio di dimissioni, il medico di reparto non mi prescrive la visita fisiatrica necessaria per programmare e prenotare il percorso riabilitativo.

A seguito di mia richiesta di chiarimenti, il medico di reparto, mi spiega telefonicamente che la riabilitazione/fisioterapia “pubblica” ha tempi molto lunghi, che sono “ingolfati”, che hanno molti casi.

Per cui. nel mio caso, essendo necessario partire subito con le cure hanno preferito non prendermi in carico perché avrei fatto prima in altro modo. Ah bene, penso. Quindi? Cosa devo fare? A chi mi devo rivolgere? A spese di chi?

Insisto per farmi prescrivere una visita fisiatrica. Il medico me la prescrive con carattere prioritario ma, in fase di prenotazione, scopro che la prima data utile è il 2 Settembre. A Riccione. Ok farò un giretto a Riccione penso, in carrozzina.

Visita fisiatrica fatta e prescrizione di iniziali 15 sedute di fisioterapia da effettuarsi all’Ospedale o a Villa Salus. “La chiamano loro, indicativamente entro 10 giorni”. Bene penso, nel frattempo sono passati 13 giorni dall’ultima operazione ed io sono ancora in carrozzina.

Passano i giorni e nessuno chiama. Effettuo qualche chiamata all’unità riabilitativa dell’Ospedale Infermi di Rimini per verificare di essere effettivamente in lista d’attesa. Mi confermano di sì ma che mediamente “chiamano” a 20 giorni perché sono “ingolfati”.

Passano ancora giorni ed oggi, 24 Settembre, 34 giorni dall’ultima operazione sono ancora in attesa di essere chiamato.

Ora, fortunatamente, per non rimanere inerme con la caviglia bloccata senza possibilità di camminare, lavorare, farsi una doccia mi ero attivato privatamente con un fisioterapista privato che mi ha rimesso in piedi e guidato in questo lungo percorso.

Ma se un privato cittadino non avesse la possibilità di pagarsi diverse sedute di fisioterapia e riabilitazione, cosa succederebbe? Quale danno si arrecherebbe alla salute del malcapitato?

Possibile che la sanità pubblica “abbandoni” coscientemente i pazienti non appena dimessi dall’Ospedale perché “ingolfata”?

Spero si possa risolvere in fretta questa situazione. Per tutti quei cittadini che si affidano alla Sanità Pubblica con la speranza di essere presi in cura dall’inizio alla fine e non solo a metà.

In alternativa si riconoscano i tanti e competenti studi di fisioterapia come strutture convenzionate alle quali affidarsi.

Un cittadino riminese

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