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Rimini, Santi alla Fiera: “Vietare l’ingresso dei minori all’Hit Show”

Questo pomeriggio, il presidente della Provincia Riziero Santi ha scritto a Lorenzo Cagnoni e Ugo Ravanelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato di I.E.G. SpA, la seguente lettera:

E’ imminente l’apertura a Vicenza della manifestazione “HIT SHOW – Outdoor Passion”, unica manifestazione fieristica nei Paesi dell’Unione Europea in cui vengono esposte tutte le tipologie di armi, escluse quelle definite “da guerra”. E’ noto che al salone fieristico è permesso l’accesso a tutti, minori compresi, invece che ai soli operatori di settore. E’ noto anche che, pur esplicitando il divieto per i minorenni “di maneggiare le armi esposte”, HIT Show non prevede alcun controllo né sanzione, tanto che sono state ripetutamente diffuse immagini di minorenni che maneggiano indisturbati le armi esposte.

Ci sono tanti motivi, seppur oggi colpevolmente ignorati o bistrattati, per esser orgogliosi di vivere in un Paese in cui l’uso delle armi è regolamentato in modo stringente, con quella cura che mi pare poter attribuire al buon padre di famiglia. Quando mi capita infatti di leggere la storia ed assistere alle sequenze tragiche dell’ennesima strage in una scuola statunitense penso, con un certo sollievo, che da noi quell’orrore, lungi dal non poter mai accadere (Utoya insegna), ha poche probabilità di materializzarsi. Non soltanto perché la normativa in materia di detenzione e uso delle armi è diversa da quella americana (sebbene sia oggi in corso un tentativo di rendere più facile la possibilità di usare le armi), ma anche e, soprattutto a mio avviso, perché la nostra cultura è fondata su una tradizione differente da quella che ha partorito il secondo emendamento della costituzione degli Stati Uniti, che è eredità dell’epoca coloniale ed elemento fondante del concetto stesso di cittadinanza in quel Paese. In Italia abbiamo una storia diversa. Da noi non è quindi facile e diffuso, come accade invece negli Stati Uniti, vedere un padre che mette in mano a un bambino un fucile per insegnargli a sparare. Questo gap che ci separa da una cultura che mette in mano ai bambini un’arma mi riempie non solo, come dicevo, di orgoglio ma mi consente anche di guardare al futuro nostro e soprattutto dei nostri figli con un po’ più di speranza. E dicendo questo ritengo di interpretare il sentimento di tanti uomini e donne della nostra comunità, a cominciare dal mondo delle associazioni che ha sollevato con forza la questione.

Sono consapevole di correre il rischio che il mio diventi un discorso retorico e che viviamo in un mondo in cui il cinismo si chiama più gentilmente realpolitik e business as usual (quando non The show must go on). Tuttavia, proprio per dare un po’ di sostanza e di consistenza a quelle idee così a rischio di retorica, va sottolineato che l’Ente che rappresento, pur non essendo socio diretto di IEG SpA, detiene una partecipazione del 31,91% in Rimini Congressi Srl che è socio di maggioranza di IEG SpA. Da questa diversa prospettiva penso che il mio dissenso, che non si sostanzia in un’avversione per la manifestazione “HIT SHOW – Outdoor Passion”, ma per l’assenza di un regolamento che disciplini l’accesso dei minori, conti qualcosa e debba contare qualcosa. Ritengo quindi che sarebbe un apprezzabile segnale di buona volontà che gli organizzatori della manifestazione, sabato 9 febbraio, vietassero l’ingresso ai minorenni. Non credo che tale divieto pregiudicherebbe il buon esito dell’evento mentre sono certo che con un atteggiamento di ascolto e con spirito costruttivo sia sempre possibile risolvere i problemi e collaborare per il raggiungimento dei miglior risultati”.

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