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Rimini: sanzioni a 5 negozi che invadono marciapiedi, uno con frigo spento

Dopo numerose segnalazioni e telefonate da parte dei residenti, gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti in una zona di Rimini sud per risolvere alcuni disagi legati alla difficoltà di transito sui marciapiedi, occupati abusivamente dalla merce di alcune attività di vicinato.

Dai numerosi controlli, avvenuti nel corso di questa settimana – prima eseguiti con rilievi fotografici e poi tramite sopralluogo e identificazione dei commercianti – sono scattati, per 8 attività commerciali, di cui 3 alimentari,  le misurazioni esterne e la verifica dei titoli necessari all’occupazione del suolo pubblico, che in alcuni casi risultava occupare tutti il marciapiede, impedendo il passaggio di pedoni e carrozzine.
Su 8 esercizi  controllati, 5 sono stati quelli pizzicati senza nessun tipo di autorizzazione concessa da parte dell’ufficio COSAP del Comune, nonostante le recenti agevolazioni concesse dal Comune di Rimini, con il progetto “open space”, che consente di dimezzare il canone di occupazione di suolo pubblico alle imprese. Un meccanismo che ha consentito a centinaia di operatori di ampliare gli spazi, offrendo così un servizio in grado di rispettare le misure di prevenzione necessarie in questa fase di convivenza col Covid, a garanzia della salute dei clienti e dei lavoratori.
Per ciascuno dei 5 esercizi di vicinato sono scattate le sanzioni previste dall’art. 20 del Codice della Strada, che prevede una multa di € 173, violazioni che normalmente vengono riscontrare solo nel periodo estivo.

Durante questi controlli una delle attività alimentari, oltre a non avere l’autorizzazione per occupare il marciapiede con dei carrelli espositori, aveva i frigoriferi spenti con all’interno prodotti alimentari di vario genere la cui conservazione deve essere garantita ad una temperatura che va da 0 a 4 gradi. La violazione al Regolamento di Igiene per la conservazione degli alimenti posti in vendita, ha fatto scattare una sanzione € 400, notificata al commerciate extracomunitario che è stato segnalato anche al Dipartimento di Igiene Sanità Pubblica, come prevede la norma.

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