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Rimini, sei riminesi a processo per truffa da 1,2 milioni ai danni di Amazon

Sei persone tra amministratori e dipendenti di due società riminesi sono state accusate di truffa, bancarotta fraudolenta e auto-riciclaggio ai danni di Amazon per un ammontare di circa 1,2 milioni di euro. Tutto ha avuto inizio nel 2014 quando una società con sede in Valconca specializzata nella vendita di telefonini, accessori e apparecchiature elettroniche accreditata presso il sito di Amazon come seller (venditore). Secondo l’accusa, nel primo anno l’attività aveva regolarmente effettuato le vendite e le consegne, ma alla fine del 2015 la società aveva incamerato gli ordini senza mai spedirli. Ad Amazon però arrivavano regolarmente i codici di spedizione e quindi trasferiva regolarmente il denaro al venditore. Prima di sparire completamente dichiarando la bancarotta la società avrebbe truffato il colosso delle vendite on-line per 557mila euro. Nel 2016 gli stessi imputati avrebbero aperto una seconda società questa volta con sede a Rimini riattivando lo stesso sistema di finte vendite per un ammontare di 595mila euro. Amazon ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento. Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo dicembre.

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