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Rimini: Sigep. L’evoluzione nei consumi dei panettoni e arriva la “carta dei caffè”

È il siciliano Leandro Faraci, della Gelateria Pasticceria Geba di Enna, il vincitore della categoria pasticceria del Sigep Gelato d’Oro. «È un’emozione coronare un sogno che ho raggiunto con tanta perseveranza ad allenamento. Il volo della perseveranza è infatti il nome che ho dato ai miei elaborati in gara, perché è importante sempre impegnarsi per il massimo, comunque vada. Conto di continuare ad allenarmi duramente per rappresentare l’Italia alla semifinale, so che sarà molto impegnativo e voglio dare il meglio per lavorare in squadra con il giusto equilibrio», ha detto il vincitore nella Gelato Arena del Sigep, il Salone di Italian Exhibition Group in corso alla fiera di Rimini fino al 16 marzo. Faraci, assieme al gelatiere che vincerà la selezione di categoria mercoledì 16 marzo, sempre nell’ambito di Sigep Gelato d’Oro, competerà nella prima edizione della Gelato European Cup, dove saranno scelti i team nazionali europei che saranno ammessi alla finale mondiale in programma nel 2024 al Sigep Gelato World Cup.

ALTA QUALITÀ E DIGITALE INSIEME SI PUÒ

Pasticceria di alta qualità e canali distributivi come e-commerce e delivery possono andare d’accordo? La storia diceva no, ma la pandemia ha cambiato le regole del gioco. Alla seconda giornata di Sigep – The Dolce World Expo è l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani con il suo presidente Sal De Riso e Salvatore Gabbiano, consigliere AMPI, assieme al general manager di Valrhona Igor Maiellano e al fondatore e ceo di Cosaporto Stefano Manili a raccontare le nuove regole del gioco, a partire dai numeri. Sal De Riso, tra i primi pasticcieri a credere nell’ecommerce ha visto lievitare, assieme ai suoi panettoni le vendite online: «Negli ultimi due anni sono passate da 1.500 a quota 12 mila, nel periodo natalizio», dice il maestro. La chiave del successo sta nel desiderio di alta qualità e nella capacità di creare packaging che la mantenga sino al cliente. «Valrhona aveva la forte esigenza di arrivare al consumatore finale. La chiave del successo sta nei dati e nella logistica», aggiunge Maiellano. Varietà, poi, è l’altro ingrediente che fa la differenza. Per esempio nel caso di Cosaporto. «Un dolce, una bottiglia di vino, un mazzo di fiori. I nostri clienti possono acquistare da negozi diversi e recapitare con la delivery il regalo perfetto al destinatario», sorride Manili. È responsabilità della qualità della consegna far percepire la qualità del prodotto: «Sta a noi essere pronti e saper comunicare con i social quello che proponi, senza dover abbassare il prezzo» avverte Gabbiano. L’inventiva non manca, anzi: i maestri non smettono di sognare. Oggi un QR Code sul packaging apre un racconto di Sal De Riso su ricetta e ingredienti; domani aprirà un video che sostituirà i biglietti d’auguri. Pacco regalo, che arriva come sorpresa e fa comparire sul telefono baci e abbracci dei nostri cari.

 

RISTORAZIONE, THE NPD GROUP: È LA FEDELTÀ LA LEVA DELLA RIPRESA

La pandemia è stata dirompente sui comportamenti dei consumatori nel fuori casa. Tra i nuovi trend emergenti di consumo, è la fedeltà a diventare cruciale. Se ne è parlato nella seconda giornata di Sigep – The Dolce World Expo di Italian Exhibition Group, alla fiera di Rimini sino a mercoledì 16 marzo, in occasione di un talk di The NPD Group, società internazionale di analisi di mercato che da oltre trent’anni svolge attività di indagine tra i consumatori in 30 paesi diversi. Matteo Figura, direttore Foodservice Italia, ha sottolineato come la fedeltà sia un elemento importante per sostenere la ripresa dei consumi, e come sia stata anche un elemento di grande impatto durante la pandemia stessa. Jochen Pinsker, senior vice president foodservice Europe di The NPD Group, ha aggiunto che la fedeltà si basa su tre elementi: la fiducia, l’affinità e l’attaccamento. Tre consumatori su quattro oggi dicono di andare solo nei ristoranti di cui si fidano, in particolare in paesi come Spagna, Italia e Francia. Oggi i consumatori non si preoccupano tanto della location o del prezzo; quanto piuttosto della qualità del servizio, delle persone che trovano ad accoglierli e servirli. Per consolidare questa fedeltà i ricercatori di NPD suggeriscono inoltre di lavorare su una comunicazione che sia sempre più personalizzata verso il cliente che cerca un trattamento “speciale” da parte del suo ristorante preferito.

 

PANETTONE ARTIGIANALE, EVOLUZIONE DEI CONSUMI: DAVIDE CRESCE PIÙ DI GOLIA

Una produzione da 27 mila tonnellate per un mercato che sfiora i 217 milioni. I volumi artigianali che crescono più di quelli industriali e una stagionalità sempre più allargata nei trend di consumo. La metamorfosi del panettone, tema centro dell’incontro organizzato da AIBI – Associazione Italiana Bakery Ingredients, tenutosi nel corso della seconda giornata di Sigep – The Dolce World Expo 2022, manifestazione di Italian Exhibition Group in scena alla fiera di Rimini sino al 16 marzo. La buona notizia per il dolce artigianale arriva dalla ricerca Nielsen-CSM Ingredients sul mercato del grande lievitato italiano, analizzati da Cristina Ballarini, trade marketing director Europe & international CSM, e Palmino Poli, delegato alla presidenza ASSITOL. L’analisi ha evidenziato l’evoluzione nei consumi del panettone in Italia, le opportunità per il comparto, le leve di crescita e i driver di scelta del dolce italiano per eccellenza anche grazie agli interventi di alcuni pasticceri innovatori come Nicola Guariglia e Virgilio Orlandini. I risultati dell’analisi confermano la crescita del segmento artigianale degli ultimi anni raggiungendo una quota del 22% contro il 18% dello stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che equivalgono a tre punti di quota di mercato rispetto al prodotto dell’industria e che è finito sulle tavole di 3 milioni di famiglie su un totale di 11, per uno scontrino medio di 25,30 euro. Un prodotto che si avvicina sempre più ai giovani, mossi dai driver della qualità e dell’occasione regalo e di consumo a diverse occasioni della giornata, dalla colazione alla merenda, fino all’aperitivo.

 

ARRIVA LA “CARTA” DEI CAFFÈ FIRMATA FILICORI ZECCHINI. A CIASCUN LOCALE IL SUO AROMA

«Bere un caffè è l’ultima esperienza del gusto che congeda un commensale da un pranzo o una cena» ricorda Luca Filicori, Ad di Filicori Zecchini. La tazzina sale di rango nell’offerta enogastronomica di ogni locale: trattorie, osterie, pizzerie, locali gourmet hanno da oggi la possibilità di pensare e preparare un grande caffè per i loro ospiti. Come per i vini, ogni locale si presenta ai clienti con una carta finalmente dedicata solo al caffè. Ci ha pensato la torrefazione bolognese, una delle più antiche in Italia, che da più di un secolo serve i clienti di 43 Paesi. La novità è offrire al proprio cliente cinque differenti miscele di livello professionale: diventa così possibile consigliare al cliente un caffè in linea con le sue scelte di menu o fargli scegliere quella più vicina al suo gusto e abitudini.

 

SLOW FOOD COFFEE COALITION, LA RETE APERTA DELLA FILIERA DEL CAFFÈ

Insieme per un caffè buono, pulito e giusto. Questo il claim di Slow Food Coffee Coalition, una rete aperta e collaborativa che unisce tutti i partecipanti coinvolti nella lunga filiera del caffè, nata per creare connessioni e migliorare il rapporto tra produttori e consumatori. Un concetto che è ripreso anche nel Manifesto della “coalizione”, a cui è possibile aderire online. «Dalla California all’America Latina, dall’Europa alle Filippine, la rete si alimenta dei contributi di tutti gli attori della filiera dalle diverse parti del mondo e prende vita attraverso formazioni e training» ha dichiarato Emanuele Dughera, coordinatore dell’Ufficio per l’Africa e il Medio Oriente di Slow Food International, a Sigep – The Dolce World Expo, la manifestazione del foodservice artigianale di Italian Exhibition Group, in fiera a Rimini fino a mercoledì 16 marzo, in un talk a cura di Slow Food Coffee Coalition. Massimo Battaglia, agronomo tropicalista e research leader presso l’Accademia del Caffè Espresso de La Marzocco a Fiesole, ha commentato: «Aderendo a questa rete è possibile far dialogare mondi lontani e creare una maggiore consapevolezza nei consumatori di tutto ciò che sta dietro a una tazzina di caffè». Alessio Baschieri, fondatore della torrefazione artigianale L’Albero del Caffè, ha aggiunto che questo progetto è l’occasione di unire funzioni e professionalità diverse e modi diversi di collaborare per un fine comune.

 

FOOD SAFETY CULTURE, UNA NUOVA CULTURA DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

Promuovere una nuova cultura della sicurezza alimentare con il design e la comunicazione. Questo lo scopo dell’incontro promosso da FCSI (Foodservice Consultalts Society International), con il patrocinio di POLI.design e ESI – Euroservizi Impresa e la partnership del magazine Design Tellers , incontro che si è tenuto a Sigep – The Dolce World Expo, la manifestazione del foodservice artigianale di Italian Exhibition Group, in fiera a Rimini fino a mercoledì 16 marzo. Il team multidisciplinare di FCSI recepisce il nuovo Regolamento UE 382/2021 che inserisce l’obbligo per gli operatori del settore alimentare di istituire e mantenere un’adeguata “Cultura della Sicurezza Alimentare”, garantendo un impegno da parte della dirigenza e di tutti i dipendenti alla produzione e alla distribuzione sicure degli alimenti. «Un processo atto a toccare tutta la filiera in modo orizzontale in una linea che parte dall’industria agroalimentare, passa dalla progettazione dei locali e arriva fino alla tavola» ha dichiarato Gianpietro Sacchi, coordinator of the Scientific Committee FCSI Italian Unit, progettista, consulente strategico e direttore corsi di alta formazione HO.RE.CA di POLI.design. «Il primo pilastro è la comunicazione, perché bisogna saper trasmettere all’interno e all’esterno dell’azienda i valori e la cultura della sicurezza alimentare» ha spiegato Claudio Gallottini, membro FCSI Italian Unit e Ceo ITA Corporation. «Importante è la consapevolezza dei valori dell’azienda, che devono essere codificati, e delle funzionalità delle proprie proposte, che devono rispecchiarsi nella progettazione del punto vendita». ha spiegato Cosimo Libardo, co-fondatore di Nomad Consulting.

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