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Rimini, il sindaco Gnassi sui dati turismo Istat: “Dopo 7 anni superati 16 milioni di pernottamenti”

La provincia di Rimini torna nel 2018 a superare i 16 milioni di pernottamenti, grazie alle performance in crescita di tutti i Comuni costieri. Dal 1999 solo altre due volte si superarono i 16 milioni di presenze complessive, per la precisazione nell’anno 2001 (16.044.480) e 2011 (16.242.831).

· Rimini capoluogo chiude l’anno con + 2,9 per cento di arrivi e + 1,1 per cento di pernottamenti. Si conferma anche per il 2018 un trend in crescita dal 2014.

Commenta il sindaco Andrea Gnassi: “Dopo quelli dell’Osservatorio Regionale, anche i dati Istat confermano la perfomance turistica del territorio della provincia di Rimini che accumula dati in crescita sia per arrivi che per presenze. Su quest’ultimo fronte in particolare si supera dopo 7 anni quota 16 milioni di pernottamenti”.

“Rimini capoluogo consolida la sua crescita nei numeri, ormai quadriennale, a conferma che non si tratta di fuochi di paglia o dovuti a qualche evento estemporaneo, ma di un trend che assume i contorni della strutturazione e che non si può non legare anche all’allargamento dell’offerta turistica complessiva, data dall’affiancamento al balneare della proposta fieristica, congressuale, culturale, dei tanti eventi durante l’intero corso dell’anno. Facendo un semplice confronto quinquennale, si vede come Rimini incrementi sensibilmente arrivi e presenze, a conferma di un aumento dell’attrattività e della ricaduta positiva in termini di occupazione e benessere (i circa 500 mila pernottamenti in più garantiscono una ‘ricchezza’ aggiuntiva di oltre 30 milioni di euro sulla città)”.

“Il 2019 si presenta come un anno delicato, in cui nessuno di noi potrà e dovrà sedersi sugli allori, visto che alcune tensioni internazionali e il difficile momento economico dell’Italia rischia di interferire sulla tasche e sulla capacità di fare vacanza sia degli italiani che di diverse popolazioni europee. Dovremo dare il meglio di noi stessi per consolidare il tanto e buono fatto dai Comuni della nostra provincia negli ultimi anni. E dare il meglio significa completare i processi di riqualificazione urbana, ambientale e culturale in corso; così come trovare coordinate comuni sul fronte della promozione e della valorizzazione manageriale delle nostre località e delle nostre eccellenze turistiche”.

“Visit Romagna, in questo senso, è uno strumento nuovo e dalle potenzialità infinite, sul quale bisogna investire in termini prima di tutto di convinzione. Questo quanto può, anzi deve, fare il pubblico. Altrettanto però tocca al privato, sia sul fronte complesso della riqualificazione alberghiera sia su quello dell’offerta commerciale più ampia, di cose e di servizi. In definitiva, bene il 2018 ma non abbiamo né tempo né spazio per cullarci sugli allori”, conclude Gnassi.

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