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Rimini, Sinistra Italiana su eolico: “Ci sono altre vie per le energie rinnovabili”

Luigino Garattoni di Sinistra Italiana si accoda al sindaco di Rimini, Andrea Gnassi per quel che riguarda leolico offshore e energia da fonti rinnovabili. “Sono d’accordo con il sindaco Andrea Gnassi, ma oltre a dire no “ai furbetti dell’energia” serve fare di più”, commenta.

“In questo momento si sente parlare dell’eolico offshore, l’eolico in mare, nel tratto di mare prospicente la costa riminese – continua – . Ovviamente l’energia che verrebbe prodotta da questa tecnologia, che utilizza il vento, è un’energia rinnovabile e non si può che essere favorevoli a questo. Esistono però delle importanti riserve che riguardano la valutazione sugli impatti ambientali: ecosistemi marini, pesca, navigazione, tutela del paesaggio che non possono essere nascosti. Il progetto riminese prevede 59/51 pale eoliche disposte su tre file a semicerchio dell’altezza di circa 220 metri con una apertura alare di 180 metri e un diametro di 5 metri disposte ad una distanza di circa 700 metri una dall’altra e sarebbero ben visibili dalla costa. L’area interdetta alla pesca e alla navigazione sarebbe di diverse decine e decine di km/q. La potenza che questo impianto svilupperebbe sarebbe pari a 320 MW, il triplo di quanto stabilisce il piano energetico regionale. Non si può accettare, poi, che la programmazione, che deve essere pubblica, venga assoggettata a quelli che sono interessi privati. La durata media di questi impianti è dell’ordine di 20/25 anni, una volta esaurito il ciclo vitale vi è la certezza del loro smontaggio? Oggi esistono anche decine di piattaforme metanifere fuori servizio che non vengono smontate e con l’usura del tempo possono pregiudicare la sicurezza della navigazione e diventare un pericolo anche dal punto di vista ambientale. Queste considerazioni mi fanno dire che questo impianto non è sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista dell’economia del nostro territorio: le priorità sono il turismo e la pesca”.

“Cosa fare in alternativa? – si chiede Garattoni – Oggi esistono gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, che sono stati prorogati a tutto il 2023 ed aumentati fino al 110% per interventi antisismici e per altre tipologie di interventi che migliorino l’efficienza energetica. Questi incentivi possono essere il volano per ristrutturare la gran parte degli edifici esistenti, costruiti negli anni 60/70, migliorando l’efficienza energetica degli stessi e possono creare nuovi posti di lavoro legati a questi interventi e a queste tecnologie”.

“L’amministrazione comunale dovrebbe creare un apposito ufficio per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e convocare assemblee pubbliche nei quartieri per fornire ai cittadini le informazioni per questi interventi e snellire la burocrazia legata alle pratiche necessarie.” Andrebbero favoriti e incentivati gli impianti di piccole dimensioni ( tetti fotovoltaici) per le famiglie, le piccole e medie imprese, gli edifici pubblici, le scuole e non quelli a terra e di grandi dimensioni. Le fonti rinnovabili debbono seguire un modello, per creare una vera democrazia energetica, che permetta a famiglie e imprese di risparmiare e di tagliare le emissioni di CO2 “ , questo era scritto nel programma elettorale di Gnassi”.

“A che punto siamo? – conclude -. L’amministrazione comunale uscente aveva anche proposto un forum riminese per le energie rinnovabili distribuite ( F.R.E.D.) che doveva coinvolgere tutti gli attori sociali , gli operatori economici che lavorano sulle energie rinnovabili. Occorre fare il punto su questo progetto, quanti sono gli impianti fotovoltaici installati, di quale potenza e a quanto ammonta la potenza complessiva fotovoltaica installata. Per i prossimi 5 anni bisognerebbe fare un piano per raggiungere la quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili”.

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