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Rimini sogna crociere, Bellaria monorotaie, Coriano e San Leo l’indipendenza vaccinale

Concessioni spiaggia

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Dopo anni di proroghe, di rinvii di una legge seria di riordino della materia, di proposte demagogiche ed insostenibili, dalla vendita delle spiagge a darle in diritto di superfice agli attuali concessionari per 99 anni, tutti o quasi i protagonisti si stanno rendendo conto che la situazione è arrivata al limite.

Sentenze del Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale, Corte di Giustizia Europea ed ora l’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato che sta intimando i Comuni costieri italiani a non rinnovare le concessioni fino al 2033. Tra questi Comuni vi è anche quello di Rimini. Diffide che mettono in difficoltà i dirigenti comunali con rischi anche di rispondere di danni erariali.

Nel frattempo l’Europa ha aperto una procedura di pre-infrazione, con tutto quello che comporta.  Il motivo di tutto è questo è semplice. Le concessioni di spiaggia non possono essere detenute per sempre da un concessionario ma debbono passare da evidenze pubbliche. Ho sempre sostenuto questa tesi, insieme a pochi altri. Spiace che il Comune di Rimini abbia rinunciato, negli anni passati, a sostenere una nuova legge in coerenza con le norme italiane ed europee.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Immobilismo nell’innovazione della spiaggia in Italia. Basti guardare Rimini nella parte dove è stato fatto il nuovo arredo urbano del lungomare e gli stabilimenti balneari rimasti uguali a 30 anni fa.

Rimane ancora qualche giapponese che chiede di escludere le spiagge dalle norme di concorrenza. Tra questi l’on Gasparri, che minaccia una crisi di governo, e ovviamente i sindacati dei bagnini. Una posizione che ha fatto solo danni in questi anni, soprattutto agli attuali concessionari.

Bellaria e la ferrovia

Passano gli anni, ma nel comune costiero di Bellaria Igea Marina sembra che il tempo non passi. Quando si parla di ferrovia siamo sempre fermi all’idea, coltivata da una parte dei bellariesi, di eliminare la ferrovia e farci altro. Dopo la soluzione di smantellare la strada ferrata per sostituirla con una strada di asfalto per i veicoli privati. ora siamo arrivati ad una proposta avveniristica.

Alzare la linea ferroviaria per ’liberare’ la città dai passaggi a livello e relative code, creando nel contempo dei sottopassi ’naturali’. Una monorotaia sopraelevata tipo People Mover che collega l’aeroporto Marconi alla stazione di Bologna.

Peccato che nessuno abbia spiegato all’azienda svizzera interessata a realizzare questo progetto che non si può fare. La programmazione regionale prevede da Cattolica a Ravenna una metropolitana di superfice che nel tratto Rimini-Ravenna utilizzerà l’attuale sede ferroviaria.

Il problema dei passaggi a livello che creano intoppi da decenni si risolvono con i sottopassi, come è stato fatto dai comuni costieri da Rimini a Cattolica per la ferrovia Milano-Taranto. Bellaria dovrebbe insistere per realizzare il progetto previsto che include l’eliminazione di tutti i passaggi a livello. L’occasione è vicina, si chiama Fondi Europei.

Sindaci buoni per tutte le città

Renzi di Italia Viva ha proposto come sindaco di Bologna Isabella Conti attuale sindaco di San Lazzaro. Lei ci sta pensando e non esclude di partecipare eventualmente a primarie di coalizione.

In Italia c’è una legge che prevede il massimo due mandati per la candidatura a sindaco. La ratio della norma è chiaro: favorire il ricambio ai vertici dell’amministrazione locale ed evitare la soggettivizzazione dell’uso del potere dell’amministrazione locale.

In Italia ovviamente si trova subito la soluzione per aggirare la legge. Ai sindaci gli facciamo cambiare comune. Da San Lazzaro a Bologna. Gli assessori dopo 10 anni diventano sindaci (proposte di candidature a sindaco di assessori con 10 anni alle spalle nello stesso comune vi sono non solo a Rimini, ma anche in altre realtà). Mancano solo i sindaci che diventano vicesindaci per continuare rimanere in un Comune. In realtà è già successo, ma non nel Pd o centrosinistra. Ritengo tutto questo un errore politico.

Un grave errore politico, soprattutto per un partito come il Pd. La stessa norma dello statuto, che limita a due mandati in una istituzione, in questo modo viene aggirata in modo inaccettabile.

Per qualche titolo su un giornale

Il vaccino? Lo compriamo noi. I sindaci di Coriano e San Leo, Mimma Spinelli e Leonardo Bindi, hanno le idee chiare. Emanare due ordinanze urgenti in materia di sanità per autorizzare i due comuni ad acquistare i vaccini per i loro cittadini. Non è dato sapere quale vaccino che intendono acquistare e neanche con quale procedura.

C’è chi dice che la preferenza sarebbe data allo Sputnik di fabbricazione Russa. Fosse così, senza autorizzazione dell’agenzia del Farmaco italiana (Aifa) non si può. La distribuzione dei vaccini è centralizzata dal commissario generale Figliuolo e questo vale per tutti, comuni di Coriano e San Leo compresi. Tra un mese, ha dichiarato il sindaco di Coriano, firmerà l’ordinanza. Vedremo.

La guerra dei Porti 2

Nei giorni scorsi il Comune di Rimini ha incontrato l’assessore regionale con delega ai porti per fare il punto sulla realtà riminese. Oltre alle richieste già avanzate da tempo, come quello della realizzazione del Centro servizi per la pesca che possa ospitare servizi  per la marineria locale, oppure il completamento dell’avamporto che permetterebbe maggiore sicurezza per l’entrata in porto, il Comune ha presentato una nuova proposta: realizzare una infrastruttura che permetta l’ormeggio di navi da crociera.

Non solo. Secondo il Comune di Rimini “questo deve essere un obiettivo-faro da raggiungere anche nella città di Rimini su cui si stanno investendo tante risorse per farne una destinazione anche legata alla sua cultura, arte e storia.” Un terminal crociere è già funzionante da anni nel porto di Ravenna. Ma evidentemente, dopo l’esperienza degli aeroporti, si ritiene utile usare i replicanti anche con i terminal da crociere. Dall’area vasta si sta ritornando ai campanili di cui siamo stati sempre dei maestri.

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