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Rimini, sorpresa a Porta Galliana: spunta una bombardiera intatta del ‘400

Porta Galliana continua a riservare sorprese. A parte il condotto fognario ottocentesco, che non si pensava proprio fosse rimasto così ben conservato e che ha rappresentato il primo ostacolo agli scavi, appaiono ormai tutte le strutture originarie del fortilizio che sorvegliava uno dei più importanti accessi alla città di Rimini, quello del porto.

I lavori archeologici, ormai conclusi, hanno ora riportato alla luce una “bombardiera” perfettamente conservata, ma di cui finora non si sapeva nulla. Una feritoia per un pezzo di artiglieria puntato dritto sul porto canale, per proteggerlo da visite indesiderate.

La bombardiera trovata a Porta Galliana

“Si tratta di una bombardiera molto simile a quelle che si possono osservare nelle mura del Borgo San Giuliano – precisa Marcello Cartoceti, l’archeologo che con Adarte sta conducendo gli scavi – quindi risalente al Quattrocento. Probabilmente ne esistevano altre, ma ancora non le abbiamo individuate. Siamo certi che Sigismondo restaurò questa porta, perché quando fu costruito il condotto fognario fu rinvenuto un orcio contenente ben 32 medaglie malatestiane”. Era tipico di Sigismondo lasciare questo tipo di “firma” preziosissima e segreta, nascosta nelle sue “grandi opere”. Quanto il signore di Rimini tenesse a questa, lo si può capire dal celebre bassorilievo “del Cancro” nel Tempio Malatestiano, la più antica cartolina della città giunta fino a noi: Porta Galliana appare esattamente al centro della scultura di Agostino di Duccio.

La città di Rimini e la cocca malatestiana nel “bassorilievo del Cancro” (Agostino di Duccio 1455 ca.)

E cosa è emerso ancora? “Come sempre in questi casi abbiamo trovato frammenti ceramici e di altro genere; insieme a tutto il resto del materiale sono al vaglio della Sovrintendenza per una loro precisa classificazione. Non moltissimo, in realtà, poiché questa porta ha avuto una vita piuttosto breve, dall’inizio del Quattrocento quando fu costruita, al Cinquecento quando venne deliberatamente chiusa e interrata per motivi difensivi. E così ora disponiamo di una visone completa di questo angolo della città con le sue stratificazioni dal Trecento all’Ottocento”.

Una fortuna, dal nostro punto vista. Perché Porta Galliana in questo modo si è conservata pressoché intatta come in uno scrigno: “Ora la possiamo vedere nella sua interezza e nei suoi dettagli. Ci sono le scanalature lungo le quali scorreva la saracinesca, che forse era in legno. E sono rimasti i cardini del portone che la chiudeva: un apparato difensivo piuttosto robusto. Abbiamo poi ritrovato il ‘ponte morto’, cioè il basamento su cui si appoggiava il ponte levatoio quando era calato. Perché di fronte alla porta sul lato mare c’era un profondo fossato”. 

Tutto questo è quasi pronto tornare alla città.  A breve dovrebbero uscire i bandi per affidare i lavori del progetto che prevede la sistemazione di tutta l’area, compreso il tratto superstite dei Bastioni Occidentali, uno dei punti dove le mura di Rimini sono rimaste più alte, quanto in deprecabile stato di conservazione. Un nuovo assetto avrà anche il verde. Quanto alla Porta, sarà consolidata, liberata dalla travatura di sicurezza che ora la regge e dopo quasi mezzo millennio si potrà tornare ad attraversarla.

“Ora che è stata liberata, certamente sarà possibile vedere Porta Galliana com’era, anche dal lato monte interno alla città”, assicura Cartoceti. E si tratterà dell’unica porta medievale di Rimini che ci è rimasta.

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