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Rimini, sospesi altri tre medici che rifiutano il vaccino ma altrettanti “si pentono”

Calano i contagi e, più lentamente, i ricoveri covid dal 6 al 12 settembre il Romagna. In quella settimana si sono registrate 906 positività (3,9%) su un totale di 23.559 tamponi.

E intanto sono arrivate altre tre sospensioni per altrettanti medici della provincia di Rimini che rifiutano di vaccinarsi. I dottori sospesi restano però 41 perchè nel frattempo a compensare sono intervenuti tre “pentiti” che dopo la sanzione hanno accettato di farsi somministrare il siero; AUSL Romagna ha pertanto revocato i provvedimenti a loro carico, facendo notare che “per tutte le categorie la percentuale sul totale del personale è inferiore all’1%”. 

Percentuale in linea con la media nazionale, che però a Rimini è doppia e quindi non soddisfa affatto il presidente dell’ordine dei medici e odontoiatri della provinca di Rimini, dottor Maurizio Grossi: “Sinceramente speravo che fossero di più quelli che dopo la sospensione avessero accettato il vaccino. Conforta che i medici di famiglia si sono vaccinati tutti. Fra i sospesi ci sono però tre pediatri, con i relativi problemi di trovare sostiituti che possano seguire i piccoli pazienti, che sono circa mille”.

Fra le motivazioni addotte al rifiuto del vaccino “molti ammettono candidamente di avere paura – riferisce Grossi – mentre altri accampano malattie che secondo loro sarebbero incompatibili con la vaccinazione, ma che non sono affatto comprese fra quelle indicate nei protocolli che fissano le esenzioni”. E i veri e propri no vax? “Mi sembrano pochi, un nucleo ristretto e che si raccoglie intorno a gruppi ben noti. Dei restanti francamente non si comprendono bene nemmeno le motivazioni”.

 

“Si registra un calo dei nuovi casi in termini assoluti (-93). Rispetto alle previsioni del Piano aziendale – precisa AUSL Romagna – si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID, che ci pone nel livello verde 2, ossia un livello di occupazione dei posti letto in malattie infettive maggiore del 70%. In totale sono ricoverati 75 pazienti, di cui 8 in terapia intensiva, il cui trend è costante e in leggero calo”.

In continuo aumento il numero dei soggetti vaccinati nei centri vaccinali aziendali (al 13 settembre 767.716 con prima
dose e 659.726 con seconda dose a cui vanno aggiunte 67.319 dosi somministrate dai MMG).

“Nonostante la variante delta rappresenti oramai la totalità dei nuovi casi – osserva l’Azienda sanitaria – l’efficacia della vaccinazione si conferma molto elevata anche in Emilia Romagna; i non vaccinati hanno in media un rischio 5 volte maggiore di infettarsi rispetto ai non vaccinati e circa 10 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale. Nel periodo dal 29 Luglio al 25 Agosto 2021, l’incidenza dei ricoveri in ospedale per COVID è stata di 11/10.000 nei non vaccinati, rispetto a 1,2 nei vaccinati. Queste differenze vengono confermate in tutte le fasce d’età compresa quella 12-39″.

“Assistiamo anche questa settimana – commenta Mattia Altini – direttore Sanitario Ausl Romagna, ad una ulteriore attenuazione della circolazione del virus, che non deve indurci in alcun modo ad abbandonare il mantenimento delle misure note di sicurezza, ma soprattutto a procrastinare la vaccinazione. Se oggi infatti siamo in questa situazione, lo dobbiamo all’importante copertura vaccinale raggiunta sul nostro territorio. Anche da parte dei ragazzi, che pur partendo dopo altre fasce di popolazione, hanno risposto in modo significativo alla chiamata vaccinale”.

“Lo sforzo organizzativo che anche in queste ore stiamo facendo, impiegando i nostri mezzi mobili (mercati, sagre, scuole) è teso ad informare e convincere le persone che ancora attendono o sono dubbiose sull’importanza vaccinale. Più si ritarda e maggiore è la possibilità che il virus riprenda a circolare, soprattutto adesso che l’autunno è alle porte” sottilinea Altini. 

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