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Rimini, spacciatori insospettabili di coca ai bus-stop presi dopo pedinamenti in bici

Vivevano nell’ombra e si muovevano circospetti in sella alle loro bici lungo le ciclabili della Riviera riminese, o facendo finta di passeggiare sui marciapiedi lontano da occhi indiscreti. La notte, ma anche buona parte del giorno, la trascorrevano in un residence. Per la verità almeno due strutture, una di Bellariva e l’altra in Piazza Tripoli, dove erano regolarmente registrati. La loro attività? Spaccio di droga, in gran parte cocaina, che vendevano a caro prezzo. Due giorni passati a spacciare arrivavano a fruttare ben 9.000 euro, e il prezzo singolo di una dose si aggirava attorno ai 50 euro.

Gli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Riccione, tenenza di Cattolica, hanno arrestato ieri 5 giovani tra i 21 e i 28 anni di nazionalità albanese. Erano arrivati a Rimini a settembre e non avevano inizialmente destato sospetto. Nessun precedente di Polizia a loro carico, nessun controllo mai effettuato dalle Forze dell’ordine nei loro confronti, tanto erano insospettabili.

Eppure da quando avevano deciso di concentrare a Rimini le loro attività illecite arrivavano a macinare fino a 50 session di spaccio al giorno. Tra di loro una clientela che arrivava anche da Pesaro e San Mauro Pascoli.

Le consegne? Alle fermate dei bus – dalla 11 alla 24- della filovia Rimini – Riccione della linea 11. Al più, qualche volta si spostavano di qualche centinaio di metri e indicavano ai clienti di raggiungere uno dei sottopassi che attraversano la linea ferroviaria. Gli spacciatori si muovevano quasi sempre in bici, talvolta a piedi, tanto che per i militari dell’Arma si sono armati a loro volta delle due ruote per pedinarli. Fondamentali per il lavoro degli inquirenti le testimonianza degli acquirenti che acquistavano la droga per uso personale. Non si esclude tuttavia che fossero anche alcuni spacciatori minori a rifornirsi. A turno, inoltre, gli spacciatori facevano ritorno nel Paese d’origine per depositare il denaro incassato.

Il blitz scattato ieri ha coinvolto 15 uomini che hanno fatto irruzione nei due residence. Qui i militari hanno rinvenuto un’ingente quantità di denaro, probabile provento dell’attività illecita, nascosto nei luoghi più impensabili come le tende delle cucine. La droga veniva spesso nascosta nel tubo di scarico del wc, per agevolare il disfacimento in caso di necessità. In collaborazione con i vigili del fuoco i militari hanno infatti rinvenuto dosi persino nelle fogne. Nei due residence sono stati trovati anche cellulari usati per programmare gli appuntamenti prima di essere cestinati, ma anche coltelli a serramanico.

I cinque si trovano ora in carcere. Tre di loro erano destinatari di un provvedimento di fermo giudiziario cui si è aggiunto il reato di flagranza che è bastato per mandare dietro le sbarre i rimanenti due.

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