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Rimini: stasera agli Agostiniani “Momenti di trascurabile felicità”

Nella serata di oggi martedì 20 agosto alle ore 21.30, presso la Corte degli Agostiniani, verrà proiettato il film Momenti di trascurabile felicità (93’, ITA 2019) di Daniele Lucchetti, in occasione della rassegna Cinema sotto le stelle che si terrà fino al 25 agosto.

Libero adattamento dei due successi letterari dello scrittore Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità e Momenti di trascurabile infelicità, la pellicola del Premio David di Donatello Daniele Luchetti cerca di far convivere l’ormai celebre maschera televisiva e cinematografica di Pif (Pierfrancesco Diliberto), e il testo del Premio Strega campano – che tra l’altro, in coppia, hanno girato l’Italia con uno spettacolo teatrale.

La vicenda narrativa muove da una premessa fondamentale: a Paolo (Pif) viene concesso dopo la morte di tornare sulla Terra per novantadue minuti. Un’ora e mezza piena di bilanci: avrà il tempo di fare i conti con gli aspetti più importanti della propria vita, o gli torneranno in mente solo “i frivoli momenti di trascurabile felicità”?

Si tratta tuttavia di un ibrido che non riesce a riproporre la levità e l’ironia esistenziale dei due fortunati romanzi, e finisce per dilagare troppo spesso in situazioni al limite dello stucchevole, in una indefinita piattezza dai contorni favolistici e surreali: un mix di toni ed elementi che finisce spesso per apparire come una serie irrelata di sketch, ora malinconici e ora romantici.

Pif riesce a rendere il tutto se non altro piacevole, anche se l’attore si dimostra poco a suo agio nei panni del protagonista, ripetendo all’infinito i suoi fortunati tic televisivi, tra cui ovviamente il voice over. Convince poco, inoltre, l’introduzione “palermitana” che, rispetto al libro, ha l’unico scopo di omaggiare e creare riferimenti intertestuali con il regista de La mafia uccide solo d’estate (2013).

Geniale è invece il ruolo e l’interpretazione di Renato Carpentieri che, alle prese con una vera e propria seconda giovinezza dopo La tenerezza di Gianni Amelio, veste i panni di un impiegato ultraterreno fra i meandri di una burocrazia distopica sul genere di Brazil (1985).

Edoardo Bassetti

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