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Rimini, stasera in anteprima al Fulgor “Siccità” di Virzì

Stasera giovedì 22 settembre, alle ore 21:00 presso il Cinema Fulgor di Rimini, verrà proiettato in anteprima Siccità (2022) del pluripremiato regista Paolo Virzì, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2022.

Il film, che vede un cast d’eccezione composto da Monica Bellucci, Valerio Mastandrea, Sara Serraiocco, Silvio Orlando, Claudia Pandolfi, Elena Lietti, Gabriel Montesi, Tommaso Ragno, Emanuela Fanelli, Max Tortora, Vinicio Marchioni ecc., è una delle prime opere finzione nostrane ad affrontare di petto il tema del cambiamento climatico sul grande schermo.

La vicenda è ambientata a Roma, nel bel mezzo di una crisi climatica senza precedenti, dove cresce sempre più l’esasperazione fra la popolazione. Il Tevere è completamente prosciugato, le strade pullulano di scarafaggi e un virus imperversa per la città. I romani sono costretti a cambiare stile di vita per provare a sopravvivere all’annunciata chiusura della rete idrica.

La regia di uno dei nostri migliori registi si presta dunque a un genere poco frequentato dal cinema italiano come quello della distopia ambientale: è significativa, in tal senso, la scelta di ambientare una storia simile in una Roma che, però, non sembra – ahinoi – affatto lontana, sia a livello spaziale che temporale.

Sin dall’inizio, la macchina narrativa si divide in più filoni, in cui moltissimi (forse troppi?) personaggi si intrecciano nei luoghi più disparati, fra un ospedale al penitenziario, studi televisivi, centri accoglienza, alberghi di lusso e case popolari.

La riflessione sulle imminenti conseguenze del cambiamento climatico (alle quali il nostro Paese, in particolare, sarà duramente interessato) si alterna a una critica rivolta al mondo della comunicazione e specie ai social media, strizzando l’occhio al periodo pandemico di questi ultimissimi anni.

Risulta non troppo efficace, forse, la scelta di trattare la tematica ambientale mescolandola con moltissimi altri argomenti, quasi come da sola non bastasse: fra i vari, basti ricordare il populismo dei partiti di oggi, il fenomeno preoccupante delle baby gang, la violenza sulle donne o la crisi dell’imprenditoria.

Ne viene fuori un film sicuramente originale per il panorama italiano, che però talvolta rischia di voler mettere troppa carne a fuoco: un’opera che ha avuto, inoltre, la sfortuna di uscire dopo un film di estremo successo come Don’t Look Up (2021) di Adam McKay, che toccava esattamente le stesse corde.

Edoardo Bassetti

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