Home > Eventi Cultura e Spettacoli > Rimini, teatro degli Atti: dal 2 febbraio “Intrecci di gusto”

Rimini, teatro degli Atti: dal 2 febbraio “Intrecci di gusto”

Dal 2 al 4 febbraio 2019 a Rimini presso il Teatro degli Atti si è svolto la prima edizione di “Intrecci di Gusto”. È stata una tre giorni dedicata al vino e al cibo di Rimini. Una iniziativa lodevole attesa da dieci anni ed è servita per fare un’analisi critica sullo stato dell’arte dell’enogastronomia riminese. Il primo giorno hanno partecipato due importanti enologi di fama nazionale e un giovane tecnico esperto in gestione aziendale vitivinicola. In maniera molto intelligente hanno cercato di spiegare i pregi e le debolezze dei vini di Rimini e della Romagna. 

Fuori programma c’è stato l’intervento del Sindaco di Rimini, che ricopre anche il ruolo di Presidente della nuova Destinazione Turistica Romagna e in tale ruolo qualche tempo fa sulla stampa bacchettò i Sindaci dell’entroterra di Rimini accusandoli di non avere un progetto turistico, mentre lui faceva incetta di deleghe nazionali, regionali, provinciali e comunali. Come da suo stile è salito in cattedra per insegnare tutto a tutti, scaricando la responsabilità delle cose che non vanno sugli altri e accaparrandosi il merito di ciò che funziona. Ha scoperto l’enogastronomia turistica nel 2014, alla vigilia dell’EXPO di Milano, il cui tema era dedicato alla nutrizione mondiale. Tre anni dopo si è presentato a F.I.CO., la Disney italiana sul cibo di Bologna, con il cappello in mano con la speranza di intercettare qualche presenza turistica. 

La seconda giornata di “Intrecci di Gusto” si è svolta con un’interessante introduzione da parte di un preparato agronomo riminese, che ha narrato la storia dei vitigni e ha spiegato il valore del territorio. Seguito poi da un simpatico e istrionico sommelier AIS della provincia di Rimini che, con grande maestria ha consigliato gli abbinamenti vino e cibo riminese. Un importante contributo è stato 

l’intervento di un autorevole giornalista di enologia, il quale ha scelto di vivere in Romagna. 

La terza ed ultima giornata è stata dedicata al cibo presentato da tre importanti cuochi che operano nel territorio, due a Rimini e uno nel dimenticato Montefeltro riminese. Uno è di origine argentina, che con la propria professione sta dando lustro alla città di Rimini dedicandosi anche alla cucina locale, l’altro e piemontese ed ha scelto Rimini dove fare l’imprenditore e per gestire alcuni ristoranti, il terzo opera da anni con coraggio e spirito “marchignolo” ottenendo ottimi risultati aziendali. 

Tre bravi professionisti che soddisfano le esigenze dei consumatori di un certo livello qualitativo e che hanno messo in evidenza pregi e difetti dell’enogastronomia riminese. Tre giornate costruttive e istruttive sul vino e sul cibo. È emersa la criticità dovuta al sistema turistico balneare ed è stata confermata la crescita qualitativa dei vini riminesi e la capacità autocritica dei produttori, cosa che non si è mai sentita dagli amministratori pubblici locali capaci di guardare alla spiaggia e a chi affitta i posti letto alla faccia delle “emozioni”. Inoltre è emerso il ritardo ventennale della costa sul turismo storico enogastronomico. 

Si spera di recuperare il tempo perduto con la “Brigata del Diavolo” e con i “Cuochi Sognatori”. La ristorazione locale risulta un importante valore aggiunto se gli operatori diventano dei promotori dei prodotti e del territorio. Serve una moderna organizzazione territoriale che sappia distinguere i “prodotti Ambasciatori” dai “prodotti Calamita” come i grandi vini locali abbinati al cibo della tradizione che fanno da traino alle eccellenze produttive del territorio e al “Parco del Mare” se verrà realizzato. 

Alfredo Monterumisi, Ambasciatore Città del Vino d’Europa 

Scroll Up