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Rimini, torna il festival “Le Voci dell’Anima” con due spettacoli a serata

Il festival Le Voci dell’Anima è pronto per la sua XVI edizione che dal 29 settembre al 4 ottobre porterà al Teatro degli Atti di Rimini espressioni autentiche e di qualità nel nome del teatro e della danza.

Danzare, poetare, teatrare…. Lo stupore sempre nuovo, quasi inaspettato ogni volta, di sentirsi in una rete di anime belle, tenaci, vitali ci fa sorridere, ci fa alzare la testa, cantare e gridare!…A noi serve fare arte, seguire la traccia profumata della sua bellezza che ogni sera sotto le luci dei riflettori,  le luci di una ribalta fatta di occhi attenti e belli, si traduce in parole, gesti, suoni

Queste le parole di Ilaria Drago a introdurre ASINI D’AMORE la XVI edizione di Le Voci dell’Anima. Il festival, diretto da Maurizio Argàn e Alessandro Carli, presenta un intenso programma: tredici spettacoli, di cui cinque in concorso e otto ospiti, per sei serate all’insegna di teatro e danza che si concluderanno con la premiazione della compagnia vincitrice del festival 2018.

Maurizio Argan e Teresio Troll

Con l’intento di portare a teatro il maggior numero possibile di persone, specialmente neofiti, per questa edizione è stata introdotta un’interessante novità: ogni sera per cinque giorni consecutivi verranno presentati due spettacoli, uno alle ore 21.00 (spettacolo ospite) e un altro, a seguire, alle ore 22.00 (spettacolo in concorso); il pubblico potrà partecipare ad entrambi con il medesimo biglietto di 10€ oppure abbonarsi a tutta la rassegna a soli 40€. La serata conclusiva prevede tre spettacoli ospiti e la premiazione.

Inoltre ogni sera, dalle ore 20.30 alle 21.00, Animali da palco: nella saletta foyer, Teresio Massimo Troll ed Elisa Barucchieri intratterranno gli ospiti e il pubblico del festival presentando autori/poeti indipendenti.

Diversi i temi trattati negli spettacoli teatrali e nelle performance di danza: spazio, vita, morte, desideri, paure, ambiguità sessuale, guerra, prigionia, libertà, potere.

Si apre il sipario sabato 29 settembre con lo spettacolo ospite Studi per piccoli spazi – Solo woman di Elisa Barucchieri, ResExtensa Dance Company. Il festival vanta una collaborazione ormai consolidata con la compagnia di Bari che quest’anno è in programma con due spettacoli (il secondo domenica 30). Questo spettacolo ragiona sullo spazio come possibilità di movimento, cerca il confine tra il nostro corpo e l’altro: assoli, gruppi ristretti e costipati che danzano il loro limite, la loro fuga, la loro follia.
Segue, alle 22 il primo spettacolo in concorso La fanciulla con la cesta di frutta della compagnia teatrale The Ghepards, nata nel 2016. Il personaggio raffigurato nel quadro di Caravaggio “Il fanciullo con la canestra di frutta”, rompe il silenzio che regna nella sala ed inizia a parlare dando vita ad un dialogo surreale con il suo creatore, l’atmosfera onirica è farcita di comicità e poesia, di esuberanza e misura al tempo stesso. Ma anche altre opere d’arte prendono vita e partecipano al folle battibecco, che fa esplodere la domanda centrale del testo: “Chi è l’opera? Chi l’artista?”.
Una curiosità: tra gli attori in scena il riminese Marco Celli, diplomato recentemente all’accademia teatrale Silvio D’Amico di Roma.

Domenica 30 settembre alle 21 presentazione pubblica del laboratorio di teatro e movimento intensivo svolto il giorno stesso da ResExtensa Dance Company e Danilo di Roma: un’esperienza intensa che affronta simultaneamente gli aspetti performativi e creativi. Una giornata di laboratorio, modellato ad hoc in base ai partecipanti, che mira a creare, entro sera, un evento di spettacolo/performance unico ed irripetibile.
Alle 22 la compagnia Teatrogrimaldello presenta lo spettacolo Le Porte del Rigurgito. Le porte sputano, trasformano e vomitano come materia estranea i cinque personaggi, in balia del continuo dentro e fuori. Ogni volta che uno attraversa la soglia, supera un confine al di là di ogni verità. E lo spazio scenico diventa un mondo sospeso, dove le creature orbitano, confuse e inermi, teneramente amabili. Come in un giudizio universale, i personaggi si staccano dalle mura d’intonaco per restituirci quel che furono.

Lunedì 1 ottobre, alle ore 21 la compagnia ospite Eboli/Mastrangelo presenta lo spettacolo teatrale Il miracolo – Delirio tragicomico di sopravvissuti alla scena.
Il tema sono gli Attori; persone che rinunciano a tutto e tutti perché la vita fuori la scena è troppo “noiosa” e che si ritrovano inadeguati a vivere nel mondo reale restando “fra un buio e l’altro”, in attesa di un copione che li renda vivi ed immortali.
Alle 22, in concorso, di Valentino Infuso e con Valentina Cidda, PFF – Trisonata per corpo femminile e pianoforte: un’opera inedita, dove corpo, parola e musica, composta appositamente ed eseguita dal vivo dall’attrice e performer stessa, vanno a creare una tela fisica e narrativa dalle innumerevoli sfumature.

Martedì 2 ottobre, alle ore 21 Teatro Dallarmadio presenta lo spettacolo Alfonsina Panciavuota. In una Sardegna del secondo dopoguerra, alla crisi legata alla caduta del regime si aggiunge la crisi del sistema. In questo contesto si intreccia la tragedia personale di Alfonsina Panciavuota, classe 1932, l’ultima di nove figli, venduta a 10 anni come serva, al padrone della miniera, Caterino Spinetti, a servizio dalle sue tre sorelle. Quattro lunghi anni di soprusi e abusi che segneranno indelebilmente il resto della sua vita. La visione dello spettacolo è consigliata a un pubblico adulto.
Alle 22, in concorso uno spettacolo che parla della guerra, o meglio è proprio la guerra a parlarci, a raccontare le sue gesta, la sua bellezza, il suo potere.. La compagnia Teatro Dei Cipis presenta Iliade – La guerra nel cervello per dirci di come nulla cambia negli anni, di come la guerra sia rimasta costante, negli occhi della gente, nei cuori dei popoli, nella testa degli uomini.

Mercoledì 3 ottobre, alle ore 21 torna la danza, la Compagniakha presenta lo spettacolo ospite Atman con Kea Tonetti e la musica dal vivo di Tivitavi.
L’ Atman è il Sè, il soffio che dà la vita, l’assoluto in noi. La danza e il suono attraversano un continuo stato di trasformazione: libero, vibrante e al contempo immobile e silenzioso. Messaggera è una Kitsune, donna volpe. In Giappone portatrici di abbondanza e fertilità, seducenti, incantatrici, si possono trasformare in qualsiasi cosa desiderino. Più sono vecchie e più sono sagge e onniscienti: vedono e sentono tutto ciò che accade nel mondo, sono specchio dei pensieri, delle paure, della follia e degli attaccamenti umani.
Alle 22, il quinto e ultimo spettacolo in concorso Tre civette sul comò della compagnia Il Naufragarmèdolce. Un mirabolante gioco comico sulla comunicazione, sul linguaggio – sia fisico che verbale – sui rapporti tra le persone, la società ed il potere. Uno studio sul linguaggio del corpo e ciò che sottende.

Giovedì 4 ottobre, tre spettacoli per la serata conclusiva della sedicesima edizione del festival: alle 20.30 la compagnia Korekané presenta un estratto dello spettacolo People-gente sul ponte, esito finale con i partecipanti al corso ‘Il corpo in azione’. In un continuo movimento nello spazio, quattro personaggi ci daranno brevi stralci delle loro biografie, lasciandoci intravedere quella crepa che li accomuna e li distingue. Solo quando tutto appare definitivamente perduto, arriviamo alla massima profondità, scoprendo ciò che è veramente importante.
Alle 21.00, a seguito del successo nella passata edizione, torna in scena Maurizio Argàn con lo spettacolo Crepare di rabbia, probabilmente scritto da Ilaria Drago e diretto da Fabio Biondi. Una scrittura scenica elaborata a partire dalle emozioni e dai racconti dell’attore che riflette sulla condizione dolorosa del vivere di oggi.
Alle 22.00 Kuziba Teatro e Bottega Degli Apocrifi presentano L’estranea di casa.
La storia di Luminiia, un’insegnante rumena che suo malgrado diventa badante in Italia, ma anche la storia di Chella, un’anziana signora restia ad accettare un’estranea in casa sua, e la storia di Alexi, il marito rimasto in Romania, capo di famiglia ‘perdente’, e di Mariangela, figlia dell’anziana donna che per la sua realizzazione fuori dall’ambito familiare paga un prezzo troppo alto fatto di rimorsi e sensi di colpa.

A seguire premiazione della compagnia vincitrice del festival 2018.

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