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Il Rimini in trionfo e i fantasmi dei “ramarri” di Sant’Agostino

Onore al merito…
Onore a chi ha stravinto un campionato che non è mai facile vincere, onore a chi ha segnato come nessuno e a chi ha preso meno gol di tutti.

Ho tributato onori e gloria alla nostra squadra dal momento in cui ha cominciato a inanellare il filotto di 17 vittorie consecutive che ci ha fatto vincere l’annata e la mia verve polemica non è più entrata nei commenti sul Rimini FC dopo il pezzo che scrissi all’indomani della gara persa a Sant’Agostino in una fredda e nebbiosa domenica di dicembre scorso.

Non fui tenero; ammetto che l’amarezza della sconfitta e la situazione complicata che si andava creando mi portarono a fare nomi e cognomi.
Presi di mira gli anziani della squadra, scrissi che nel campaccio di Sant’Agostino era franato il gruppo ed erano mancati gli attributi alla parte esperta della squadra.

Non parlai di attributi a caso. Fu il presidente dei “ramarri” ferraresi a scherzarci sopra, ponendo l’accento sul perché nel paese delle lucertole il loro soprannome fosse andato verso la lucertola con gli attributi.
Attributi che, suggeriva lui, dovevano essere mancati parecchio ai nostri per soccombere al cospetto della sua squadra.

Nonostante la vittoria sul campo del Progresso sette giorni dopo, questa sconfitta avvelenò il clima pre natalizio. Furono affrontate e risolte varie situazioni all’interno della squadra e in seno alla società proprio nei giorni che precedevano la pausa festiva.

Sappiamo che ad un certo punto Mastronicola non era praticamente più l’allenatore; sappiamo che la conferma della fiducia in Alessandro è passata anche, se non soprattutto, attraverso una posizione compatta e decisa della squadra che si è spesa affinchè rimanesse.

Già, quella squadra disunita e spaesata di Sant’Agostino, stimolata e ricompattata dietro la stima e il rispetto per il loro coach, ritrova gli attributi e intercede con la proprietà garantendo impegno e risultati.

Risultati che arrivano inesorabilmente, macinando gol a grappoli e blindando una difesa che sarà praticamente impenetrabile sino agli attuali periodi.

Squadra che diventa gruppo, ritrova gli attributi e a quel punto riesce a far valere i valori importanti che gli consentiranno di vincere, dominando, questo campionato.

Rendo omaggio a questa squadra e a questo gruppo; non sapremo probabilmente mai cosa è successo esattamente in quei giorni in cui si rischiava di dilapidare tutto e invece si sono messe le basi per una stagione formidabile.

Di una cosa pero’ sono certo: il mio “sfogo” risultò indigesto perchè ci avevo preso.
“Chi si loda si imbroda”; eppure rivendico,nel mio piccolo, di aver dato una piccola spinta verso la risalita della china in quel momento non bello.

Domani il Sant’Agostino, salvo e tranquillo, verrà a disputare la gara di ritorno al Romeo Neri.
Difficile, ormai, inventare motivazioni o spunti interessanti che le gare di fine campionato, degradate ad amichevoli di lusso, difficilmente riescono a dare.

Ci sarà di certo la voglia, da parte dei biancorossi, di cancellare quella sconfitta, anche se in cuor loro tutti sanno che quel ceffone preso tra le nebbie della bassa ferrarese fu importante quanto una vittoria, perché aprì le porte a un chiarimento franco e decisivo una volta rientrati alla base.

Avremo tempo e modo di parlare del futuro prossimo che attende i biancorossi con una D riconquistata sul campo tutta da preparare e definire.

Tra campagne abbonamenti che partono senza aver chiarito per quale squadra e quale staff ci si abbona ed estemporanei sondaggi modello talent, credo non mancheranno gli spunti.
Non prima di quelli della gara col Progresso che, fra sette giorni, chiuderà ufficialmente questo campionato.

Da lunedì 8 maggio avremo già, probabilmente, le prime indicazioni in merito al Rimini del futuro.
Forza Rimini!

Emanuele Pironi

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