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Rimini: trovato un animale in via di estinzione

È stato durante un normale servizio rivolto al contrasto di maltrattamenti agli animali, che la pattuglia delle Guardie zoofile di Fare Ambiente ha potuto udire distintamente il verso di quello che, in apparenza, sembrava appartenere a un uccello esotico.
È stato così trovato un esemplare di “Amazona Oratix“, comunemente chiamato “Amazzone testa gialla”, considerato dalla normativa specifica, Convenzione di Washington (CITES), animale particolarmente protetto e inserito nell’allegato A, della predetta norma, come animale in via di estinzione.
La pattuglia ha così contattato i Carabinieri Forestali del servizio CITES di Forlì, i quali hanno avviato l’iter per il trasferimento presso una struttura idonea.
L’animale, infatti, era privo di documentazione, poiché rinvenuto libero e del relativo anello inamovibile che possa consentire la provenienza e il relativo proprietario.
Le Guardie sottolineano, riguardo alla normativa CITES, che la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna, come in questo caso, e flora minacciate di estinzione, è nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante, vivi o parte di essi, in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme all’antropizzazione, una delle principali cause dell’estinzione e riduzione in natura di numerose specie.
La CITES è attualmente applicata da 175 Stati. In Italia chi si occupa nello specifico di far rispettare la norma, sono, appunto i Carabinieri Forestali, i quali svolgono un ruolo fondamentale attraverso il servizio CITES.

In caso di rinvenimento di questi tipi di animali, oltre al numero 1515, la segnalazione può essere fatta al numero di servizio, 377 3131006. Si possono inviare infatti, oltre ai normali messaggi di testo, immagini o filmati che possono meglio descrivere le varie situazioni che i cittadini sono invitati a denunciare.

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E’ la prima volta – concludono le Guardie – che facciamo un ritrovamento simile. E auspichiamo anche l’ultima. La normativa, disincentiva il commercio di specie alloctone, e non possiamo che essere d’accordo“.

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