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Rimini. Troppo ubriaca per ricordare. Ragazzo accusato di stupro

La Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio per un albanese di 22 anni con l’accusa di violenza sessuale.

I fatti risalgono al gennaio 2018 quando una ragazza, ancora minorenne, si presenta in pronto soccorso per raccontare un ipotetico stupro di cui anche la ragazza non ricorda nulla. Quel sabato sera la minorenne esce insieme alla sua sorella maggiore con due ragazzi albanesi che conoscevano già da tempo. Passano la serata e la notte in giro per locali. Per ammissione delle stesse ragazze avevano bevuto abbastanza e decidono di andare tutti e quattro a casa della sorella maggiore.

Cosa sia successo nessuno ricorda. Solo al risveglio la minorenne vede, con stupore,  che vicino a lei nel letto, vi era anche il ragazzo albanese. Le lenzuola presentavano tracce di un rapporto sessuale. La minorenne si reca al pronto soccorso e racconta l’accaduto ripetendo più volte che lei non voleva quel rapporto sessuale. I medici hanno accertato il rapporto e l’assenza di segni di violenza. Neanche la sorella maggiore, che si era appartata con l’altro ragazzo,   ha saputo dire come sono andati i fatti nell’altra stanza.

Il Pm Paola Bonetti, dopo aver visto la documentazione medica ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per il ragazzo albanese.

Negli anni alcune sentenze e legislazioni si sono evolute sulla base del principio che un rapporto sessuale richieda l’esplicito consenso di tutte le persone coinvolte, e che non sia necessaria la violenza o la forza per parlare di reati sessuali. Questo il ragionamento che ha portato la Procura alla richiesta di rinvio a giudizio; se la ragazza non era lucida non era in grado di prestare il proprio esplicito consenso, condizione necessaria per qualsiasi rapporto intimo.

Il Gip si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a processo della Procura a luglio. Il ragazzo albanese è difeso dagli avvocati Giovanni Ollà e Serenella Zanni.

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