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Rimini, un lettore: “Quotidianamente assillati da venditori abusivi e mendicanti molesti”

Egregio Direttore è di questi giorni la notizia, apparsa pure nel mezzo di informazione che Lei dirige, della vicenda di cui è stato protagonista il – solito – venditore abusivo di articoli con marchi falsi che opera nel mercato settimanale di Rimini. Come da tradizione, peraltro, al fatto è stata resa grande enfasi per l’operato dei servizi di contrasto all’abusivismo commerciale.

Però, leggendo oltre, balza all’occhio il fatto che sebbene “già noto al Comando della Polizia locale” e privo del permesso di soggiorno, costui continua a risiedere ed operare impunemente a Rimini. Perché ci si domanda?

Del resto il sottoscritto, già in data 19 giugno del 2019, aveva segnalato il caso in questione con un articolo specifico in un altro mezzo di informazione locale. Ma già a quel tempo, il suo stato e il suo operato erano già noti alle Forze dell’Ordine. 

Poiché da allora ad oggi l’“operatore commerciale” ha continuato indisturbato la propria attività, non sarebbe stato difficile intervenire in maniera incisiva e risolutiva fin dall’ora per farne cessare definitivamente l’attività. Al contrario, invece, così non è stato, e sono certo che dopo questa parentesi lo stato delle cose non cambierà. 

Lo dico con ragione dato che nell’intorno del Mercato Coperto, si è quotidianamente assillati da venditori abusivi e mendicanti molesti, che operano indisturbati nella totale tranquillità nell’inerzia di chi dovrebbe reprimere questo fenomeno; sempre gli stessi soggetti e negli stessi luoghi. 

Girando poi per il Centro di Rimini, attualmente come in passato, occorre poi fare i conti con figure analoghe tutte con un’altissima probabilità di essere stato di clandestinità; alcuni provenienti anche da altre località non molto distanti. E questo è ciò che accade in quella parte della città, che dovrebbe essere la migliore vetrina di sé stessa. 

Mentre dapprima quei costoro operavano solo nella zona della marina, ora hanno ampliato il loro raggio d’azione, sicuri dell’impunità tangibile oltreché reale. Perché la percezione concreta è che a Rimini si possa fare ciò che si vuole, ed è per questo i preposti al decoro e legalità, ad ogni livello, dovrebbero frequentare di più il territorio, per riprenderne il controllo evidentemente perso da lungo tempo. 

Sarebbe quindi opportuno e serio, per onestà politica, smetterla con l’enfatizzazione di questi episodi “a spot”, ma dimostrare di impegnarsi seriamente, se fermamente convinti, per eliminare questo che costituisce uno dei principali fattori di degrado. 

Diversamente si rende l’idea di non essere convinti in ciò, ma anche che manchino le capacità per poterlo fare, lasciando in ogni caso un sapore di beffa per coloro che leggono periodicamente queste inutili notizie, e un indiretto incoraggiamento a coloro che si dovrebbero perseguire. 

Salvatore de Vita 

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