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Rimini: violentata minacciata con accetta e segregata, due indagati

Aveva perso il lavoro e disperata vagava in  stazione in questi giorni di quarantana e strade deserte, ma ancora freddi specie nelle ore serali e di notte, in uno stato di profondo disagio psicologico. Finché due settimane fa uno sconosciuto le aveva offerto un tetto e lei si era fidata, anche per non rischiare di finire nei guai in tempi di restrizioni.

Peccato che sotto quel tetto,un casolare abbandonato all’interno dell’ex Camping Carloni di Viserbella di Rimini,  lei una signora ucraina di mezza età, avrebbe presto trovato violenze e soprusi al posto che acqua, cibo e riscaldamento.  Il suo incubo è terminato nella notte tra sabato e domenica scorsi, grazie all’intervento degli agenti della Polizia di Stato della Questura di Rimini, l’incubo vissuto da una donna di origini ucraine  che  da oltre due settimane era caduta “in balia” di alcuni balordi che la trattenevano in un casolare di campagna abbandonato nella periferia riminese, abusando di lei e, in più occasioni, malmenandola e minacciandola con un’accetta.

Nella notte tra sabato e domenica la donna è riuscita a contattare un suo conoscente pugliese che a sua volta aveva lanciato l’allarme allertando il commissariato di Gallipoli. Gli agenti a loro volta hanno trasmesso la segnalazione ai loro colleghi di Rimini.

Tanto che alle 2 di notte partono le ricerche. Tutt’altro che facili perché il casolare abbandonato era parecchio difficile da trovare, le Volanti lo hanno scoperto anche grazie al sistema di geolocalizzazione del telefono della donna.

Qui, gli agenti hanno sorpreso quattro uomini intenti a bere e a scaldarsi davanti a un fuoco di fortuna. Dentro, la vittima, lasciata al freddo, inerme e senza nemmeno l’acqua. Non appena ha udito il trambusto, intuendo l’arrivo degli agenti è uscita fuori urlando e facendosi vedere.

La successiva ricostruzione dei fatti ha permesso di attribuire precise responsabilità a due dei quattro uomini che bivaccavano fuori dal casolare, utilizzato come riparo di fortuna, entrambi di origine rumena, in Italia senza fissa dimora, riconosciuti responsabili dalla donna: uno di ripetute violenze sessuali ai suoi danni e l’altro di ripetute percosse e minacce, tali da ingenerare un senso di soggezione e paura che non aveva permesso alla vittima, fino a quel momento, di intraprendere alcuna iniziativa per timore delle eventuali ripercussioni.

I due rumeni, rispettivamente di 52 e 36 anni, difesi dagli avvocati Andrea Muratori e Valentina Vulpinari del Foro di Rimini,  sono stati denunciati in stato di libertà e la loro posizione è adesso al vaglio, oltre che della magistratura riminese, anche del locale Ufficio Immigrazione per eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale.

La donna è stata ricoverata in Ospedale con 30 giorni di prognosi.

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