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Rimini zona Porto. Raffica di ricorsi contro il Comune. Il progetto “Triangolone” fermo al palo

Raffica di ricorsi al Tar Emilia Romagna da parte di alcuni concessionari del cosiddetto “Triangolone” della zona porto canale di Rimini. I ricorsi presentati sono 5. Il ristorante La Buca, la società Morri, Parco Peter Pan, “G.P.S.” snc, “De Milato e Salvatori”. Tutti chiedono che venga annullata la delibera del Comune che concede quelle aree e manufatti in concessione. Infatti le aree di proprietà pubblica sono stati registrate nel passaggio tra Stato e Comune di Rimini come demanio indisponibile. I ricorrenti chiedono viceversa di essere catalogati nel patrimonio disponibile ed usufruire pertanto di un contratto di affitto come attività commerciale di anni 6+6 per poter programmare l’attività futura.

Quella del Triangolone è una storia amministrativa particolare e complicata. Era il marzo 2017 quando il sindaco Andrea Gnassi annunciava che il Comune di Rimini “si riprende il cosiddetto Triangolone, cioè l’area di 22.780 metri quadri tra largo Boscovich, lungomare Tintori e viale Colombo. Da allora vi furono altri due atti della Giunta Comunale, su questo stesso argomento.

Dopo la soluzione dei super canoni demaniali risolti con l’ultima legge di bilancio dal Parlamento rimane aperto  un altro aspetto strategico.

Nel decreto dell’Agenzia del Demanio che passava i beni dallo Stato al Comune di Rimini vi era una clausola importante: “Trascorsi tre anni da presente trasferimento, qualora all’esito di apposito monitoraggio effettuato dall’Agenzia del Demanio risultasse che il Comune di Rimini non utilizzi il compendio oggetto del presente provvedimento, lo stesso rientrerà nella proprietà dello Stato nella situazione in cui si trova senza che il Comune di Rimini possa pretendere dallo Stato alcunchè a qualsiasi titolo o ragione.”. Il Comune di Rimini aveva chiesto la disponibilità di quelle aree allo Stato perché inserite nel progetto di riqualificazione del “Parco del Mare”. In realtà del 2017 ad oggi non è successo nulla. Nessuna manifestazione di interesse su quelle aree e nessun progetto di riqualificazione è stato presentato dalle attività presenti.

Il Comune è corso ai ripari ed ha richiesto a tutti i concessionari dell’Area del “Triangolone” di presentare un progetto di riqualificazione. Richiesta destinata a cadere nel vuoto vista la litigiosità tra gli operatori e i contenziosi e ricorsi amministrativi.

Questi ricorsi allontanano ancora di più nel tempo ogni possibile progetto di riqualificazione.

Anche la società “Nettuno” in Piazzale Kennedy fa ricorso. Questa volta al Tribunale di Rimini “per accertare e dichiarare la corretta determinazione del canone demaniale marittimo dovuto per l’anno 2020 dalla concessionaria “Nettuno snc” in relazione alla concessione n. 3/2007 e, conseguentemente, condannare il Comune di Rimini a rideterminare formalmente il canone della concessione demaniale marittima”

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