Home > Cronaca > Rischio alluvioni, con le nuove norme cosa succede ai cantieri?

Rischio alluvioni, con le nuove norme cosa succede ai cantieri?

Il giorno 1 giugno 2016 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 163, l’avviso di adozione del “Progetto di Variante di coordinamento tra il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni e il Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico”.
Si potrebbe pensare a prima vista di una dei tanti provvedimenti di carattere burocratico con poco impatto sulle comunità locali.

Non pare che sia questo il caso. Infatti il provvedimento in oggetto affronta un tema importante per il territorio come il rischio ideogeologico.

In particolare, le disposizioni del Progetto di Variante sono finalizzate alla riduzione delle potenziali conseguenze negative derivanti dalle alluvioni per la vita e la salute umana, per il territorio, per i beni, per l’ambiente, per il patrimonio culturale e per le attività economiche e sociali.
“Le disposizioni attuano, le misure relative alla costa previste dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), redatto in adempimento della Direttiva 2007/60/CE ed in conformità con il D.lgs. 23 febbraio 2010 n. 49, al fine di perseguire la riduzione delle potenziali conseguenze negative derivanti dalle alluvioni per la vita e la salute umana, per il territorio, per l’ambiente, per il patrimonio culturale e per le attività economiche e sociali.”
Al fine della mitigazione del rischio idraulico e per il coordinamento del presente piano con i contenuti del PGRA , nelle tavole 240E, 223E e 256O sono indicate le aree potenzialmente interessate da inondazioni secondo gli scenari alluvioni frequenti, poco frequenti o rare:
-aree potenzialmente interessate da alluvioni frequenti (contraddistinte dalla sigla P3)
aree potenzialmente interessate da alluvioni poco frequenti (contraddistinte dalla sigla P2)
– aree potenzialmente interessate da alluvioni rare (contraddistinte dalla sigla P1).

carta21carta11

Come si potrà notare a Rimini (ma vale anche per la restante parte della costa romagnola) buona parte del territorio a mare della statale ricade in fascia P3 o P2.

L’Art. 16 specifica:
Aree interessate da alluvioni frequenti e poco frequenti o rare
1. Nelle aree potenzialmente interessate da alluvioni frequenti (P3) o poco frequenti (P2), le
amministrazioni comunali, nell’esercizio delle attribuzioni di propria competenza
opereranno in riferimento alla strategia e ai contenuti del PGRA e, a tal fine, dovranno :

  • a. aggiornare i Piani di emergenza ai fini della Protezione Civile, conformi a quanto indicato nelle linee guida nazionali e regionali, in cui siano specificati lo scenario d’evento atteso e il modello d’intervento per ciò che concerne il rischio idraulico.
  • b. assicurare la congruenza dei propri strumenti urbanistici con il quadro dellapericolosità d’inondazione caratterizzante le aree facenti parte del proprio territorio, valutando la sostenibilità delle previsioni relativamente al rischio idraulico, facendo riferimento alle possibili alternative localizzative e all’adozione di misure diriduzione della vulnerabilità dei beni e delle persone esposte.
  • c. consentire, prevedere e/o promuovere, anche mediante meccanismi incentivanti, larealizzazione di interventi finalizzati alla riduzione della vulnerabilità alleinondazioni di edifici e infrastrutture.

Il provvedimento adottato dalla Regione Emilia-Romagna ha validità immediata e pertanto ha valore sovraordinato rispetto alle norme Comunali o Ptcp.

Ma quali sono le ripercussioni più importanti?

Gli aspetti più rilevanti per i progetti e gli interventi edilizi toccano la possibilità di fare gli interrati e l’altezza e del primo piano rispetto al “piano di campagna”.  Infatti, con il dichiarato obiettivo di preservare la vita umana in caso di inondazionipurtroppo sempre più frequenti, si va a porre tutta una serie di limitazioni alla realizzazione di ambienti considerati a rischio e si richiedono precisi accorgimenti nella loro realizzazione.
Sono però fatti salvi i progetti già approvati e che abbiamo avuto l’inizio lavori prima del 1 giugno 2016 (data di pubblicazione nel Bur).

Quali ripercussioni possa avere sui progetti approvati, ma i cui lavori non sono iniziati, non è dato saperlo. Le singole amministrazioni avranno un quadro puntuale che andrà verificato nei prossimi giorni.

Intanto abbiamo osservato due cantieri entrambi, ci pare, in zona P2. Ambedue prevedono ambienti interrati ed ambedue dichiarano l’inizio lavori dopo il 1 giugno 2016 (data di pubblicazione sul Bur della Variante regionale).

cantiere1

cantiere2

Uno dei due cantieri riguarda il “residence del lago” del complesso di Acquarena con data inizio lavori 28 agosto (almeno pare, dato che il cartello è stato scritto a mano).

Nei prossimi giorni vedremo come la questione sarà chiarita e come i cantieri e i progettisti dovranno tenerne conto.

Ultimi Articoli

Scroll Up