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Rivoluzione green: ridurre l’impatto sull’ambiente con un impianto fotovoltaico

La rivoluzione green richiede il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, per contrastare i cambiamenti climatici e contenere l’aumento della temperatura globale. 

In questo contesto, l’energia solare rappresenta la tecnologia più importante, un settore in grado di crescere del 50% negli ultimi 5 anni, con prospettive positive per il futuro grazie al sostegno dei programmi europei.

Per produrre un chilowattora elettrico vengono bruciati mediamente l’equivalente di 2.56kWh sotto forma di combustibili fossili e, di conseguenza, vengono immessi nell’aria circa 0.5kg di anidride carbonica. Un impianto fotovoltaico, invece, permette di evitare l’immissione in atmosfera di 0,5 Kg di anidride carbonica per ogni kWh di energia prodotta, fornendo un importante contributo sul fronte della sostenibilità ambientale.

Nel dettaglio, l’energia elettrica rinnovabile prodotta dai pannelli fotovoltaici può essere sfruttata per alimentare in modo green elettrodomestici e impianti di riscaldamento, per la produzione di acqua calda sanitaria, ma anche per ricaricare in autonomia veicoli elettrici.

Il fotovoltaico, dunque, risulta utile anche per la diffusione della mobilità a zero emissioni, su cui sarebbe necessario concentrarsi sempre di più nel prossimo futuro per ridurre ulteriormente il quantitativo di CO2 presente nell’atmosfera.

Ovviamente, per l’installazione è indispensabile rivolgersi a dei professionisti qualificati come gli specialisti di Sorgenia, in quanto è fondamentale realizzare un impianto fotovoltaico correttamente dimensionato, affinché il sistema possa fornire un alto livello di efficienza e un rendimento ottimale in base al fabbisogno energetico dell’abitazione. 

Il modo di procedere migliore consiste nel richiedere un preventivo gratuito, in questo modo i tecnici potranno effettuare un sopralluogo e proporre tutte le soluzioni più convenienti e adatte ad ogni determinata applicazione.

Il ruolo delle comunità energetiche per la diffusione del fotovoltaico

Nel 2020 in Italia è iniziata la sperimentazione di soluzioni alternative per la produzione sostenibile di energia, già presenti nel Nord Europa, ovvero le comunità energetiche rinnovabili: collettività di cittadini che possono riunirsi per produrre e consumare in modo ecologico l’energia di cui hanno bisogno.

Le comunità energetiche sono promosse dalla stessa Unione Europea, infatti fanno parte dei programmi di sostegno delle fonti verdi, in accordo con gli obiettivi del Green Deal europeo per la decarbonizzazione del continente entro il 2050. Oggi queste entità sono inquadrate come realtà giuridiche, quindi possono occuparsi di tutte le fasi energetiche che vanno dalla generazione alla distribuzione.

Si tratta di iniziative utili soprattutto in alcuni contesti, ad esempio nei piccoli comuni e nelle cittadine isolate, luoghi spesso ubicati fuori dalle grandi aree urbane dove è necessario un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Uno dei primi progetti è stato realizzato proprio con la collaborazione di Sorgenia, per favorire l’autoconsumo tra due comuni del lodigiano: Bertonico e Turano Lodigiano.

Senza dubbio le comunità energetiche rappresentano un’opzione importante per la riduzione dell’impatto ambientale, favorendo la crescita del fotovoltaico grazie alla sinergia tra le comunità locali e le aziende specializzate. 

Gli effetti a lungo termine possono garantire una forte diminuzione delle emissioni inquinanti, specialmente con la conversione elettrica di impianti per il riscaldamento domestico, per la fornitura di acqua calda ad uso sanitario e per alimentare i veicoli destinati alla mobilità.

Quanto il fotovoltaico può contribuire alla riduzione delle emissioni

Le potenzialità delle fonti rinnovabili sono considerevoli, soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico e le tecnologie integrate come il sistema di accumulo, che permette di recuperare e utilizzare successivamente l’energia prodotta in eccesso, così da ridurre gli sprechi.

Recentemente, l’Unione Europea ha rivisto il target per la diminuzione delle emissioni di gas serra, stabilendo un nuovo ambizioso obiettivo di riduzione del 55% entro il 2030, aumentando l’originaria quota del 40% per cercare di creare davvero un continente climaticamente neutro non oltre il 2050.

Le previsioni della UE indicano la necessità di installare una impianti per una capacità di 455-605 GW entro il 2030, promuovendo il settore con programmi specifici per sostenere sia le famiglie che le imprese. 

Secondo le stime dei tecnici, un tasso di crescita superiore al 10% per il mercato legato al fotovoltaico potrebbe avere ricadute positive non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia e l’occupazione, creando una domanda di oltre 100 mila nuovi lavori green.

Un valore aggiunto notevole, dunque, che fa capire quanto sia importante investire nella riduzione delle emissioni inquinanti, in quanto, anche un piccolo sforzo all’interno della propria casa, può avere effetti enormi sull’ambiente e la società. 

L’impegno rimane elevato, ad ogni modo è necessaria una maggiore sensibilità, cominciando a scoprire quali sono le soluzioni disponibili oggi per pianificare investimenti di lungo termine per la salute del pianeta e per il nostro futuro.

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