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Rivoluzione urbanistica a Rimini, 30mila mq da costruire nell’area della nuova questura

L’area della nuova questura di via Ugo Bassi, nelle intenzioni della Giunta comunale che ha approvato lo studio urbanistico dell’area, oltre al complesso dello stadio comunale Romeo Neri, agli edifici residenziali di via Ballila e alla caserma Giulio Cesare, prevede una riorganizzazione delle funzioni urbanistiche che cambiano radicalmente precedenti scelte territoriali. Vediamo nei dettagli.

  • La cittadella della sicurezza non sarà più nella nuova questura di via Ugo Bassi ma collocata nella caserma Giulio Cesare. Una caserma non più utilizzata dai militari dell’esercito e passata al demanio statale.
  • Gli uffici comunali attualmente nella sede di via Rosaspina (in affitto) più altre sedi non vengono più realizzate nell’area della stazione, ma nell’area della nuova questura. Qui è previsto anche nuovo comparto residenziale e commerciale
  • Nell’area di Via Balil­la, dove sono presenti proprietà del Comune di Rimini in gestione ad Acer 79 appartamenti, e 78 appartamenti di proprietà privata si prevedono due tipologie di interventi: la riqualificazione dello spazio pubblico; la qualificazione degli immobili, per l’adeguamento energetico e si­smico. La riqualificazione degli spazi pubblici, prende già l’avvio con l’intervento della nuova pista ciclabile, prevista nella proposta di intervento, e si completerà con la riqualificazione dello Stadio.  La qualificazione degli immobili richiede pre­liminarmente che il Comune di Rimini ed Acer rientrino nella piena proprietà degli stessi, operando delle permute con i privati residenti, utilizzando allo scopo parte del patrimonio residenziale che si verrà a creare nel Programma di Intervento.
  • Per lo Stadio, si prevede una riqualificazione che lo trasformi in una struttura contempora­nea. L’ipotesi è quella di avere su tre lati un fronte urbano, dove si aprano spazi commerciali, ristorativi e attrezzature sportive; mentre il lato con l’edificio storico viene recuperato e mantenuto inalterato. La presenza di attività che funzionino tutto l’anno, vuole da un lato rendere attrattivo e vivibile lo Stadio e gli spazi pubblici al contorno; dall’altro, in particolare per le attività remunerative, una fonte di sostegno a tutta la riqualificazione. Il programma prevede la rimozione della pista di atletica dall’attuale Stadio e una nuova re­alizzazione nella “cittadella dello sport” a Vi­serba, da realizzarsi all’interno dell’accordo quadro Comune di Rimini-ASL.

Complessivamente il Programma Integra­to prevede circa 15.750 mq di superficie complessiva (esclusi i garage interrati) per la residenza, pari a circa 150 alloggi (l’alloggio convenzionale a Rimi­ni è considerato di 105 mq di Sc); di questa quantità circa la metà (7.000 mq circa) è pre­vista per alloggi ERS e ERP; quota che po­trebbe crescere.

Gli uffici pubblici sviluppano una superficie di più di 12.000 mq di superficie totale

Infine l’attività commerciale sviluppa una su­perficie totale  di 2.100 mq.

Un intervento di 30mila metri quadrati di superficie totale. Vanno aggiunte a queste superfici le funzioni commerciali previste per la riqualificazione dello stadio.

Un programma integrato che compie un cambiamento radicale delle funzioni previste in altre parti del territorio riminese, come ad esempio le funzioni direzioni pubbliche previste da sempre nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area della stazione.

Ne fanno parte 16.900 mq di parchi e piazze, 8430 mq di parcheggi e 926 mq di funzioni pubbliche (sale polivalenti).

Un piano che incrementa le previsioni urbanistiche di residenziale tra pubblico e privato e commerciale di oltre 15mila mq rispetto alle precedenti previsioni.

Un intervento che pone alcuni interrogativi.

Il primo riguarda l’area della nuova questura di via Ugo Bassi. Si tratta dell’area strategica dove vengono previsti 30mila mq di nuova costruzione con funzioni residenziali, commerciali e direzionali. Un’area di proprietà privata ed in mano attualmente alla curatela fallimentare della società DA.MA. Le attuali previsioni urbanistiche, dopo la revoca del precedente piano urbanistico,  prevedono il solo edificio con destinazione questura.

Con questo piano integrato la curatela fallimentare si trova una valorizzazione dell’area consistente che farà incrementare il valore di tutta l’area. Una domanda gli addetti ai lavori se la stanno ponendo. Per quale ragione viene concesso alla curatela fallimentare ciò che era stato revocato alla proprietà fallita DA.MA?

Se invece il Comune intende entrare in possesso dell’area con quali procedure intende farlo, senza creare turbative di asta e salvaguardando, come sempre, l’interesse pubblico?

Domande che sicuramente avranno già delle risposte da parte dei consulenti che hanno studiato il piano, ma che interessano anche la pubblica opinione.

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