Dieci mesi, occhi vispi e una incontenibile voglia di correre, nonostante un’andatura un po incerta che racconta più di mille parole. Leo è un cucciolo di Pastore Belga Malinois, taglia medio-grande, arrivato al canile comunale "Stefano Cerni" di Rimini da un contesto difficile, portando con sé, oltre all’entusiasmo e alla voglia di giocare, anche una zoppia che nessuno aveva ancora indagato. Gli esami diagnostici hanno confermato quello che si temeva: una displasia importante a un arto, una condizione seria che potrebbe richiedere anche un intervento chirurgico. Il canile ha già attivato una raccolta fondi dedicata, che verrà ufficialmente lanciata domenica prossima. Leo aspetta una casa e domenica scende in spiaggia, con altri amici a 4 zampe, i volontari e gli operatori del canile riminese. Domenica 10 maggio, dalle ore 10.00, il canile "Stefano Cerni" approda al Bagno 80 Vidaloca Beach con l'evento "Onde di Adozione": una mattinata aperta a tutti, pensata per avvicinare la cittadinanza ai cani ospiti della struttura e promuovere la cultura dell'adozione responsabile. L'iniziativa, organizzata con il Bagno 80 e con il patrocinio del Comune di Rimini, porterà in spiaggia una decina di cani attualmente in custodia - Leo compreso - pronti a incontrare famiglie, curiosi e appassionati in un contesto
Rimini è stata scelta per il 32° raduno nazionale cani di Terranova. Così Isabella Cardea, organizzatrice dell'evento, ricorda la nascita di questa iniziativa: “Siamo nati più o meno 18 anni fa quando alcuni di noi si sono ritrovati su un forum dove ci scambiavamo opinioni sui nostri amici a quattro zampe. Nel 2008 è nata l’idea di vederci per un pranzo e poi di fare altri incontri fino a quello di oggi. Questo raduno è il 32esimo e il gruppo si riunisce due volte l’anno: una volta in una città del centro sud e un’altra volta al nord”. Il motivo è voler passare una giornata insieme ad amici di tutta Italia con la stessa passione per i cani di razza Terranova ed allo stesso tempo far conoscere città e borghi della nostra bellissima penisola". "Circa 80 gli esemplari di Terranova che domenica 10 maggio sfileranno e passeggeranno per il centro storico di Rimini. Ad accompagnarli e accudirli i loro proprietari, circa 120. L’appuntamento è alle 9:30 a Castel Sismondo, da lì la prima foto nell'arena Francesca da Rimini ed il via per la passeggiata. Prima tappa alla Piazza dei Sogni in onore del maestro Fellini, luogo in cui saluteranno simbolicamente i cani che
Nello scorso articolo ho parlato del guinzaglio, ma prima di quello, nell’ educazione di cane, c’è il richiamo. Ossia abituare il nostro cane a tornare da noi appena lo chiamiamo. Questo tipo di educazione è fondamentale per riprendere il controllo del cane, soprattutto quando si presenta una situazione critica. Ci tengo a sottolineare che il richiamo è uno dei punti focali della relazione! Ma ecco qualche piccolo segreto. Il primo: il cane deve associare il richiamo a qualcosa di positivo: quando arriva dopo averlo chiamata va premiato con una carezza e un ‘bravo’ o un biscotto. Se il richiamo è associato a qualcosa di negativo sarà inefficace. La costanza e la pazienza del padrone sono fondamentali. Mai urlare, mai perdere la pazienza, il cane in quel momento ci considera persone poco autorevoli, quindi difficilmente verrà! Usare un comando semplice e mai cambiarlo, piuttosto, in alcuni casi cambiare la postura. “Fido, vieni!” questo è il richiamo più semplice. Quanto al tono, anch’esso è importante e spesso è ciò che fa la differenza: un tono allegro e motivante è quello giusto. Se il cane non viene, l’ordine non va ripetuto subito, non vanno aggiunte altre parole; ci si deve allontanare, correndo dalla parte opposta e poi riprovare, magari accovacciandosi e se
Il guinzaglio è oggi uno strumento insostituibile, di cui ce ne sono diversi tipi: corto, lungo, Flexy, coi i tre anelli (ogni anello ha un suo perché), retriever, insomma la varietà è tanta. Ma chi ha inventato il guinzaglio? Diciamo che non c’è un nome, almeno fino alla seconda metà del secolo scorso. Il guinzaglio è nato quando l’uomo ha iniziato a selezionare il lupo isolando nei vari esemplari delle particolari doti (neotenia), guardia della casa e si è evoluto come la relazione tra uomini e cani. Anche se poi, la genetica (cani che si legavano al padrone e alla casa) è stata la prima vera antenata del guinzaglio. Comunque le prime testimonianze risalgono a migliaia di anni fa, in Mesopotamia, i cani erano dei grossi mastini usati per la battaglia e la guardia. I materiali dei guinzagli erano principalmente: canapa e cuoio fatto a strisce. Nell’antico Egitto il guinzaglio era impreziosito con pezzi di cuoio colorati, questo era un modo per mostrare lo status del proprietario. Nel Medio Evo esisteva un guinzaglio chiamo Lyam ed era corto, serviva per tenere i cani da caccia (Bloodhound) quando individuavano la traccia di una preda, ed erano fatti di cuoio e avevano anelli in metallo come maniglia. Fine ‘800 il
Nel riminese si è aperta la "caccia estiva" alla volpe, ma la Lipu non ci sta. "In occasione della notizia dell’ennesimo piano di abbattimento della volpe, ci teniamo come Lipu Rimini a ricordare il nostro progetto dal titolo Natural Helpers. Un progetto dedicato alla tutela dei rapaci che predano i roditori e alla sensibilizzazione verso i danni causati dai rodenticidi sulla biodiversità. Non solo, il progetto porta attenzione su tante specie che ci aiutano in ambito agricolo e tra queste, oltre alla rondine, alla civetta, al biacco, al barbagianni e al gheppio rientra anche la volpe. Elenchiamo sinteticamente alcuni dei motivi" - spiegano gli animalisti. Questo animale è fondamentale per l'equilibro naturale della flora e della fauna: "La volpe svolge un ruolo importante nel regolare la presenza di alcune specie, come le arvicole, che possono causare danni agli agricoltori. La volpe si autoregola adattando il suo tasso di fecondità alla disponibilità di cibo. Cosa significa questo? Significa che con la volpe non sussiste il rischio di sovrappopolazione. La volpe svolge anche un ruolo nella diffusione dei semi e nella diversità di alberi e arbusti nei paesaggi rurali - prosegue Lipu Rimini -. E ancora. La volpe aiuta l’equilibrio delle nostre campagne,
Un luogo di accoglienza e recupero, ma da oggi anche un moderno centro servizi per il cane e il gatto. Il canile intercomunale di Riccione si rinnova e inaugura una nuova fase della sua storia diventando un punto di riferimento per la cura, l’accoglienza, la formazione e la diffusione della cultura del rispetto degli animali. Domenica 26 aprile il canile di viale Albana ha inaugurato i nuovi spazi e i nuovi servizi che trasformano il centro in un punto di riferimento per l’intera comunità e segnano il passaggio da canile tradizionale a polo integrato capace di rispondere in modo più ampio alle esigenze del territorio. All’inaugurazione erano presenti la sindaca del Comune di Riccione, Daniela Angelini, l’assessore all’Ambiente, Christian Andruccioli. “Questo centro è il risultato di un lavoro corale – è stato evidenziato dalla sindaca Angelini e dall’assessore Andruccioli – che, partendo dalla partecipazione del Comune e dell’ufficio Ambiente e dall’impegno dei professionisti della società The Lorenz’s Pack e dell’associazione K. Lorenz, ha potuto coinvolgere altre realtà e molti cittadini che hanno sostenuto il progetto. Questi nuovi spazi e servizi rappresentano ora molto più di una struttura di accoglienza: sono un luogo dove passione, competenze e impegno civico si incontrano e ci
"Il Resto del Carlino ci informa che nel Riminese si torna a cacciare le volpi. "Sono troppe", dice la Provincia. Troppe rispetto a cosa? L'articolo non cita un solo dato di censimento, non un ecologo, non uno studio indipendente. L'unica voce è quella del responsabile regionale per la fauna e la caccia — cioè la stessa categoria che beneficia del piano. Il motivo ufficiale? Le volpi minacciano lepri, fagiani e altra selvaggina. Ma vale la pena fermarsi un momento. Molti degli animali "a rischio" non sono fauna selvatica nel senso proprio: sono specie immesse artificialmente dai cacciatori — fagiani, starne, lepri da allevamento — cresciuti in gabbia, privi degli istinti di sopravvivenza di un animale selvatico vero. Sono prede facili non perché le volpi siano "troppe", ma perché questi animali non sono attrezzati per vivere in natura. La volpe fa esattamente quello che un predatore deve fare. I cacciatori acquistano animali da ripopolamento, li liberano sul territorio, e quando i predatori naturali li cacciano chiedono alla Provincia di eliminare i predatori. Il piano di "controllo" diventa così un sussidio indiretto a un'attività privata — pagato con soldi pubblici e con la vita di animali selvatici. È vero che occasionalmente le volpi predano anche animali
Il canile intercomunale di Riccione si trasforma in un centro servizi dedicato ai cani e ai gatti e ai loro proprietari. L’inaugurazione è in programma domenica 26 aprile alle 16, quando la struttura presenterà ufficialmente i nuovi spazi e le attività pensate per rispondere in modo più completo alle esigenze del territorio. Presenti all’inaugurazione saranno i professionisti di “The Lorenz’s Pack” insieme ai volontari dell’associazione “E l’uomo incontrò il cane K. Lorenz”, affiancati da Roberto Marchesini, etologo di fama internazionale, fondatore della zooantropologia e studioso delle scienze cognitive. In occasione della giornata inaugurale, Marchesini sarà presente sia al mattino, per valutare il lavoro dello staff, sia nel pomeriggio, per incontrare il pubblico e condividere la propria esperienza. Tra le principali novità spiccano le aree rinnovate dedicate ai gatti, con spazi interni organizzati per rispondere alle diverse esigenze sanitarie: ricoveri di prima accoglienza e isolamento, reparti post-operatori, area infettivi, spazi per gatti affetti da immunodeficienza felina (Fiv) o da leucemia felina (Felv), reparto cuccioli, ambulatorio veterinario e sala operatoria. All’esterno è stato realizzato un piccolo gattile con zone distinte per i gatti in attesa di adozione e per il recupero post-operatorio. Importanti interventi anche per i cani: su una superficie di circa 1.200 metri
Il cavallo è sinonimo di libertà, ma i cavalli selvaggi sono la libertà all’ennesima potenza. È bellissimo vedere una mandria galoppare in piena libertà nelle praterie immense. Ma i cavalli selvatici ci sono ancora? E soprattutto ci sono in Italia? La risposta è sì ad entrambe le domande. I più famosi sono i mustang dell’America Nord Occidentale. Questo tipo di cavallo è il discendente dei cavalli spagnoli che furono portati nel 1500. I cavalli furono liberati dall’ uomo o dall’uomo erano scappati, riprendendo la loro natura selvaggia ed ora, oltre cinquecento anni dopo, hanno colonizzato le vaste pianure adattandosi ad un ambiente ostile. Vivono in mandrie con a capo uno stallone. Oltre cento anni fa furono quasi sterminati perché causavano danni agli allevatori. Ora la loro gestione è del Bureau of Land Management (BLM) che deve gestire le varie controversie che oscillano tra chi vuole i cavalli e chi non li vuole! In passato questi cavalli venivano prelevanti per vari scopi, tra cui per uso militare, per essere macellati. Attualmente continuano ad essere prelevati per la macellazione anche se ci sono molte associazioni che si preoccupano di far adottare quelli prelevati. Per anni i mustang sono stati prelevanti e domati con metodi coercitivi.
Continuano gli avvistamenti cittadini di lupi in Romagna. L’ultimo è stato immortalato sulla spiaggia di Misano. Nella giornata di ieri, mercoledì 15 aprile, un utente ha pubblicato un video su Facebook, in cui si vede un esemplare solitario girare sull’arenile, all’altezza dei bagni 57/58. Il video di Stefano Salvatori [video width="476" height="850" mp4="https://www.chiamamicitta.it/wp-content/uploads/2026/04/3.2K-views-·-17-reactions-_-Oggi-in-spiaggia-a-Misano-_-Stefano-Salvatori.mp4"][/video]
Il linguaggio del cane è molto articolato, raffinato e mai statico, ed è importante, al fine di creare una buona relazione, conoscerlo bene. La parte del linguaggio del cane che desidero parlare oggi sono I Segnali Calmanti. Ma cosa sono? Sono sostanzialmente dei micro - gesti che il cane mette in atto per comunicare emozioni, stati d’animo e intenzioni. Comunica che non ha intenzioni minacciose, quando è con altri cani; che la situazione nel quale è stato messo (il più delle volte da noi) lo sta mettendo a disagio come una sbagliata interazione, (come la mano sulla testa) o richiami insistenti o rumori forti, ma li può attuare quando ha un sovraccarico emotivo perché lo aiutano a calmarsi. Quando un cane li usa ripetutamente senza essere ascoltato, può sentirsi costretto a passare a segnali più forti come ringhio e il morso. Riconoscerli significa prevenire escalation e costruire una relazione più sicura e rispettosa. I Segnali Calmanti sono stati scoperti e studiati per anni da un’educatrice e ricercatrice norvegese: Turid Rugaas che ha scritto anche un libro. Ma quali sono questi movimenti? Inutile dire che bisogna avere un occhio attento per poterli cogliere. Metterò il movimento, significato e un probabile pensiero del cane: Sbadiglio —
Due piccoli di gufo reale sono nati a Oltremare 2.0, il parco zoologico di Riccione. La nascita dei due pulli rappresenta un risultato importante sul piano naturalistico e arriva al termine di un lungo lavoro di osservazione, cura e monitoraggio portato avanti dallo staff del parco. Come si legge nel comunicato, si tratta di “un evento di importante valore naturalistico”, frutto del percorso costruito attorno alla coppia formata da Goblin, esemplare maschio, e Kuma, femmina di gufo reale, già ospiti della struttura. I due animali erano stati inseriti nella stessa voliera alcuni mesi fa e, dopo una prima fase di conoscenza, hanno avviato i rituali di corteggiamento che hanno poi portato alla deposizione delle uova. La femmina ha covato per circa 34 giorni, in una fase che il parco definisce particolarmente delicata. Per seguire ogni passaggio senza interferire con i comportamenti naturali degli animali, lo staff ha utilizzato un sistema di controllo costante. Nel comunicato si spiega infatti che “la privacy e la sicurezza della coppia sono state garantite da un sistema di monitoraggio video h24” e che, grazie a “una telecamera fissa collegata via web, i falconieri e lo staff veterinario hanno potuto sorvegliare ogni istante della cova, senza interferire con