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“Nella nostra città vige un pensiero unico: non sembra esserci una visione alternativa a quella dell’attuale maggioranza”

Nonostante il fatto che le elezioni comunali siano previste a Rimini nel primo semestre del 2027, la campagna elettorale è già iniziata. Un esempio lo abbiamo avuto nei giorni scorsi nella polemica fra centrodestra e centrosinistra inerente alla costruzione del casello autostradale per la fiera. Si potrebbe pensare che, data l’importanza dell’investimento, sia naturale confrontarsi. Niente di tutto questo: entrambi gli schieramenti sono concordi sulla necessità dell’infrastruttura e sembrerebbe trattarsi piuttosto di una polemica a fini propagandistici ed elettorali. Lo dimostra il fatto che nessuno abbia manifestato dubbi su un aspetto evidente: se all’arrivo e al termine delle manifestazioni fieristiche il nuovo casello potrebbe anche assolvere al proprio compito, durante gli eventi i partecipanti dovranno comunque andare a mangiare, tornare in hotel o effettuare altri spostamenti, paralizzando il traffico proprio come succede ora. A parte la considerazione che polemiche del genere qualificano chi le fa, quello che lascia perplessi è che nella nostra città sembri vigere un pensiero unico. Non sembra esistere una visione realmente alternativa a quella dell’attuale maggioranza. E questo non è l’unico caso in cui tale convergenza si manifesta. Basti pensare ad alcuni esempi: la realizzazione del progetto immobiliare riguardante l’ex Questura; la creazione di nuovi parcheggi, anche attraverso l’acquisizione

La denuncia del Sindacato Autonomo di Polizia: "Colleghe e colleghi costretti a garantire servizi essenziali attraverso continui sacrifici"

Riceviamo e pubblichiamo. "L’operazione che ha portato alla cattura, a Marebello, di un latitante ricercato in tutta Europa per gravissimi reati rappresenta - scrive in una nota il SAP - Sindacato Autonomo di Polizia, segreteria provinciale di Rimini -  un risultato di assoluto rilievo investigativo e operativo. Alla Squadra Mobile della Questura di Rimini va il nostro plauso e il nostro ringraziamento per l’ennesima dimostrazione di professionalità, competenza e dedizione al servizio della collettività. Ancora una volta, le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno dimostrato di essere un presidio fondamentale di legalità e sicurezza per il territorio, operando con grande capacità investigativa, attenzione operativa e spirito di sacrificio. Dietro risultati come questo ci sono ore di lavoro silenzioso, attività investigative complesse, servizi sul territorio, turni pesanti e una costante assunzione di responsabilità. Un lavoro spesso svolto lontano dai riflettori, ma che garantisce quotidianamente sicurezza ai cittadini. Tutto questo, però, avviene in un contesto che continuiamo da tempo a denunciare come fortemente critico. La Squadra Mobile, così come altri uffici investigativi della provincia, opera con carenze di organico ormai strutturali. Il personale è insufficiente rispetto ai carichi di lavoro richiesti e alle esigenze operative sempre più complesse di un territorio

Rimini Ecosocialista scrive al consigliere del PD, Matteo Petrucci

Consigliere Petrucci, abbiamo letto con attenzione la sua annunciata mozione sul lupo nel territorio riminese. La morte del cane di Michele Serra è un fatto doloroso, e la preoccupazione degli allevatori è reale e merita risposte serie. Ma una cosa è ascoltare chi lavora la terra, altra cosa è trasformare un episodio emotivamente potente in una corsa a chi urla più forte contro un predatore. Il lupo non è tornato per caso. È tornato perché decenni di tutela normativa hanno funzionato — e questo dovrebbe essere, per chiunque si occupi di ambiente, una buona notizia. La sua presenza regola le popolazioni di ungulati selvatici, riduce i danni alla viticoltura e alla campicoltura causati da cinghiali e cervi, contribuisce alla salute degli ecosistemi boschivi. Non è folklore: è ecologia di base. Eppure nel dibattito pubblico di queste settimane questa informazione è quasi del tutto assente. La proposta del consigliere Petrucci — censimento, cabina di regia istituzionale — non è in sé scandalosa. Ma va detto con chiarezza: quella "cabina di regia" esiste già nella sostanza. La Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 150mila euro nel Riminese negli ultimi sette anni per prevenzione e indennizzi, ha aperto un bando straordinario da 2 milioni di euro per

Fabio Vergoni: "La detenzione nei classici box in cemento fa ammalare gli animali. I dati dell'Università di Milano parlano chiaro"

Gentile Direttore, leggiamo sempre più spesso allarmi sui costi insostenibili per il mantenimento dei cani nei rifugi pubblici, specialmente per i casi problematici o sotto sequestro. Ma limitarsi a fare la conta delle spese non serve: è il modello stesso del canile tradizionale a generare questo enorme danno economico. La detenzione nei classici box in cemento fa ammalare gli animali. I dati dell'Università di Milano parlano chiaro: le patologie comportamentali insorgono nel 51% dei cani già nella prima settimana, colpendo la quasi totalità dei soggetti entro il quarto mese. Un cane stressato diventa inabile all'adozione, trasformandosi in un "prigioniero" mantenuto a vita a spese dei contribuenti. La via d'uscita per le Amministrazioni esiste e si chiama Parco Canile. Questo modello risolve l'emergenza economica attraverso due pilastri: 1. Riabilitazione per sbloccare le adozioni: curare i "cani difficili" è un atto medico. Serve un Centro di Riabilitazione Comportamentale (CrC) interno, diretto da un Medico Veterinario esperto in comportamento. Solo emendando le patologie si rendono i cani adottabili, massimizzando il ricambio (turn-over) e abbattendo drasticamente la spesa pubblica per il loro mantenimento. 2. Autofinanziamento tramite i servizi: un moderno Parco Canile è una "piccola cittadella" aperta al pubblico. Integrando attività a pagamento per i cittadini privati – come ambulatori, pensioni

“Avrebbe dovuto essere un centro aperto e di ascolto e invece ha generato solo disagi”

Un ex fondatore della moschea di Borgo Marina, a Rimini, ne chiede la chiusura. Con una lettera indirizzata al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, Aadil Bouhlaoui, ex membro e tra i promotori dell’apertura del Centro Islamico Attawhid nel quartiere riminese, fa "mea culpa" e nella lettera spiega che il centro sarebbe dovuto essere un luogo aperto e di ascolto e non di insicurezza per tutta la zona, come è poi si è rivelato.     Alla cortese attenzione del Sindaco di Rimini e della cittadinanza riminese   Egregio Signor Sindaco, stimati cittadini,   Mi chiamo Aadil Bouhlaoui. Sono un ex membro della comunità musulmana di Rimini, nonché ideatore, fondatore e principale promotore dell'apertura del Centro Islamico Attawhid, spesso indicato come la moschea di Borgo Marina. In primo luogo, desidero scusarmi sinceramente con i residenti di Borgo Marina per il calvario che ho inavvertitamente causato. Ideando, pianificando e aprendo questo centro, ho gettato le basi per quella che purtroppo è diventata una fonte di profondo disagio e insicurezza per il quartiere. Non è mai stata mia intenzione causare tale disturbo, né avrei potuto prevedere la gestione irresponsabile e contraria ai principi islamici che ha caratterizzato il centro negli anni successivi alle mie dimissioni e al mio allontanamento dalla mia amata Rimini,

"Gli incentivi non sono privilegi, ma un enorme risparmio sulle esternalizzazioni. Chi ci attacca lotti per estendere questi diritti"

Riceviamo e pubblichiamo. I dipendenti comunali replicano al sindacato. "Gli incentivi non sono privilegi, ma un enorme risparmio sulle esternalizzazioni. Chi ci attacca lotti per estendere questi diritti" . Con profondo stupore e amarezza, in qualità di dipendenti di questo Comune destinatari dei legittimi incentivi previsti dalla legge, ci troviamo costretti a replicare pubblicamente a quanto diffuso a mezzo stampa e social dalla FP CGIL in data 06/05/2026. A lasciare maggiormente interdetti è il fatto che un attacco così frontale, denigratorio e fuorviante provenga proprio da una sigla sindacale. Un sindacato, per sua stessa natura e missione, conoscendo le normative nazionali che regolano il pubblico impiego e i contratti decentrati, dovrebbe, in primis, tutelare i lavoratori e il riconoscimento delle loro professionalità, e non certo strumentalizzarli, usandoli come leva per attaccare l’Amministrazione. Ci opponiamo fermamente a questa narrazione, che ha l’effetto di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri e sminuisce il lavoro di dipendenti che operano quotidianamente per il bene dell'Ente. Per amore di verità e per rispetto verso i cittadini, è doveroso fare luce sulle motivazioni e sulle normative che stanno alla base di questi riconoscimenti economici, i quali non sono regalie, ma istituti previsti e severamente normati dalla

“Anche i riminesi devono poter avere servizi di qualità, senza l'insicurezza che porta la chiusura dei negozi di vicinato”

Caro Diario, nel suo intervento al congresso Rimini Tourism Revolution tenutosi al centro congressi qualche giorno fa, il nostro sindaco ha sentenziato che la situazione del commercio non è recuperabile e che sostanzialmente bisogna farsene una ragione, perché persino a Rio de Janeiro si parla di crisi del commercio. Una resa incondizionata al mercato, figlia della globalizzazione e del capitalismo. Ma ha senso parlare di turismo escludendo il commercio? Cos’è una località turistica senza le attività commerciali? Può una località esistere solo con pizzerie, ristoranti, bazar, kebab, fast-food e centri commerciali? Hotel 4 stelle, co-living, senior living e appartamenti posso prosperare solo grazie a spiagge con piscina e servizi esclusivi dentro le strutture? Perché ad esempio non si è parlato di aree camper e spazi per il tempo libero? Perché ci si è concentrati totalmente sul settore alberghiero demandando a entità eteree la rinascita dei quartieri? Alcune considerazioni e proposte sul commercio in ordine sparso. La prima è basta grandi superfici. Qui so già che la volontà politica è nulla, soprattutto perchè le cooperative di consumo e le loro concorrenti finanziano le campagne elettorali in maniera sostanziale. Ma credo sia necessario mettere dei paletti chiari e il PUG è un’occasione importante per definire

Rimini EcoSocialista: "Esistono alternative non letali al fucile"

"Il Resto del Carlino ci informa che nel Riminese si torna a cacciare le volpi. "Sono troppe", dice la Provincia. Troppe rispetto a cosa? L'articolo non cita un solo dato di censimento, non un ecologo, non uno studio indipendente. L'unica voce è quella del responsabile regionale per la fauna e la caccia — cioè la stessa categoria che beneficia del piano. Il motivo ufficiale? Le volpi minacciano lepri, fagiani e altra selvaggina. Ma vale la pena fermarsi un momento. Molti degli animali "a rischio" non sono fauna selvatica nel senso proprio: sono specie immesse artificialmente dai cacciatori — fagiani, starne, lepri da allevamento — cresciuti in gabbia, privi degli istinti di sopravvivenza di un animale selvatico vero. Sono prede facili non perché le volpi siano "troppe", ma perché questi animali non sono attrezzati per vivere in natura. La volpe fa esattamente quello che un predatore deve fare. I cacciatori acquistano animali da ripopolamento, li liberano sul territorio, e quando i predatori naturali li cacciano chiedono alla Provincia di eliminare i predatori. Il piano di "controllo" diventa così un sussidio indiretto a un'attività privata — pagato con soldi pubblici e con la vita di animali selvatici. È vero che occasionalmente le volpi predano anche animali

"L’obiettivo non è entrare in polemica, ma avanzare idee concrete che possano contribuire a un progetto equilibrato"

In relazione al futuro dell’area dell’ex Cinema Settebello e delle zone limitrofe – anche alla luce della volontà espressa dall’Amministrazione comunale di procedere all’acquisizione dell’area da Ferrovie – riteniamo importante offrire un contributo costruttivo e orientato al bene della città. Si tratta infatti di uno spazio strategico per lo sviluppo urbano di Rimini e, proprio per questo, ogni scelta deve essere guidata da una visione chiara, integrata e di lungo periodo. L’obiettivo non è entrare in polemica, ma avanzare idee concrete che possano contribuire a un progetto equilibrato, capace di coniugare servizi, qualità urbana e sostenibilità. Un’area strategica da ripensare in modo integrato La posizione dell’area, la presenza di ampi spazi e parcheggi e la vicinanza ai principali collegamenti urbani la rendono particolarmente adatta a ospitare funzioni pubbliche di interesse cittadino. L’eventuale acquisizione pubblica rappresenterebbe un passaggio decisivo per orientarne lo sviluppo in funzione dell’interesse collettivo. Per questo riteniamo fondamentale evitare interventi frammentati e puntare invece a un progetto organico. Le proposte 1. Nuova sede per il Mercato Coperto L’area del Settebello rappresenta una soluzione ideale per ospitare il Mercato Coperto, grazie alla disponibilità di parcheggi e alla facilità di accesso. Questa scelta permetterebbe di migliorare il servizio e di riequilibrare i flussi nel centro urbano. 2. Polo educativo

La politica ai tempi dei social: più posa che sostanza

Riceviamo e pubblichiamo "Ormai è una sfilata permanente. Ministri, presidenti di regione, sindaci, assessori… manca solo il red carpet e siamo a posto. Ogni occasione è buona per mettersi in posa: inaugurazione di una panchina? Presente. Taglio del nastro? Presente. Sagra della piadina? In prima fila, sorriso d’ordinanza e mano pronta al selfie. Hanno sviluppato un riflesso condizionato: vedono una telecamera e scatta automaticamente la postura da copertina. Neanche gli attori più navigati. A questo punto mi viene un dubbio: lavorano negli uffici o sono diventati comparse a tempo pieno? Perché io quegli uffici me li immagino così: silenziosi, immacolati, quasi museali. Ogni tanto passa l’addetto alle pulizie, che ormai è l’unico a garantire una presenza stabile. A questo punto, proposta provocatoria: subaffittiamoli. Almeno rientra qualcosa nei conti pubblici. “Inidonei al ruolo”, li ha definiti Nicola Gratteri. E mai definizione fu più centrata. Perché il “ruolo” dovrebbe essere responsabilità, funzione, sostanza. Invece è diventato una parte da interpretare, una specie di casting continuo per costruirsi l’immagine giusta. E così eccoli ovunque: sul palco dei concerti (con tentazioni canore annesse), a consegnare medaglie come se avessero corso loro la gara, agli aperitivi istituzionali (che poi tanto istituzionali non sono), sempre pronti, sempre visibili, sempre impeccabili. Più

“Dal Comune solo una comunicazione unidirezionale, vagamente Orwelliana, abilmente esposta da consiglieri comunali”

Caro Diario, ho creato uno schema sui metodi comunicativi riminesi. Il comunicato stampa: arriva direttamente dell’ufficio comunicazione del Comune di Rimini, curato nei minimi dettagli, è fedele alla narrazione ufficiale, trasforma ogni atto amministrativo in un’opera prontamente realizzata. Stando ai comunicati stampa viviamo in una città dove il turismo va fortissimo, non esiste criminalità, siamo più belli di Cavallino Treporti e abbiamo già completato la scuola Fai Bene, il PSBO, il nuovo Stadio, l’ex Questura e il Belvedere a Torre Pedrera. Giudizio sintetico: Istituto Luce. L’intervista giornalistica al Sindaco e agli Assessori. Qui la situazione diventa un po' complicata da gestire, ma niente di preoccupante. Al nostro Sindaco gli si deve riconoscere un’abilità comunicativa molto elevata che difficilmente lo fa mettere nei guai. Gli Assessori invece a volte si lasciano andare un po' troppo, ma la lunga mano dell’ufficio stampa comunale arriva e sistema quasi sempre tutto. Giudizio sintetico: in un modo o nell’altro la rimediamo. Incontri Istituzionali. Qui la narrazione non subisce scossoni, tutti i membri della Giunta sono sempre perfetti. Mai domande scomode, mai attacchi frontali. Tutti patinati, sorridenti, belli come il sole. Giudizio sintetico: vi piace vincere facile Incontri con la cittadinanza. È in questi frangenti che si vede la vera

Rimini - "Egregio Assessore Morolli, le motivo il perché quello potrebbe essere il luogo adatto al posizionamento"

Egregio Assessore Morolli, In merito alla mia proposta di allocare la statua dedicata alla memoria di Marco Pantani sulla rotatoria prospiciente gli Uffici amministrativi e taluni ambulatori della nostra AUSL  in via Coriano lei mi  chiede quale attinenza ci sia tra detta statua ed il contesto costituito da detti Uffici sanitari e direzionali. Bene, allora  io le chiedo, adottando lo stesso metro di valutazione, con la soluzione di via XXIII Settembre che relazione c’è tra detta statua ed il Cimitero comunale ed il Market di proprietà dei cinesi presente in loco, oppure, nel caso della soluzione su via Repubblica, quale attinenza esiste tra detta statua e la Caserma dei Carabinieri ed il Deposito degli autobus delle linee del trasporto pubblico urbano? Mi domando poi perché questa riserva nei confronti degli Uffici amministrativi della nostra AUSL. Se ci fossero stati gli Uffici della Ragioneria o dell’Ufficio tecnico comunali, Studi professionali privati o i laboratori della SCM cambiava qualcosa? Ma ciò premesso, quello che mi preme è richiamare l’attenzione sul fatto che questa statua, il cui  valore artistico forse non è eccezionale (senza nulla togliere alla valentia dell’autore di cui va apprezzato invece il gesto di averla donata), è invece opera  soprattutto di dimensioni relativamente davvero