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L’associazione nata nel 2017, organizza diverse attività per anziani e fragili

Quando si invecchia si diventa improvvisamente anche più fragili e spesso ci si sente soli. Ma a Rimini, dal 2017, esiste uno spazio sicuro dove i nostri nonni riescono a passare del tempo di qualità, seguiti da volontari amorevoli che li coinvolgono in diverse attività. Questo luogo è l’Associazione Tuttincentro. La presidente Rosaria Statella spiega che cosa l’ha spinta ad aiutare gli altri. [caption id="attachment_599980" align="aligncenter" width="1024"] Rosaria Statella[/caption] Presidente, qual è lo scopo di questa associazione? “È sempre stato quello di combattere la solitudine che spesso, purtroppo, colpisce un po’ tutte le persone, soprattutto gli anziani e quelle con malattie neurodegenerative come l’Alzheimer”. Che tipo di iniziative portate avanti? “Il nostro progetto principale ‘#InsiemeSiPuò’, è composto da vari laboratori di diverso tipo, da quelli artistico- manuali a quelli cognitivi, senza dimenticare il nostro fiore all’occhiello: il laboratorio di ginnastica dolce. Siamo molto attenti alle nostre proposte e proviamo dare il massimo per offrire laboratori mirati alle necessità dei nostri soci. In tutto, siamo circa sette volontari”. Quanto è difficile al giorno d’oggi fare volontariato? “Il mondo del volontariato è sicuramente ampio ed importante, ancora di più in un settore come il nostro dove ci si interfaccia quotidianamente con persone fragili ed è compito dei volontari garantire luoghi

Nata nel 2007, ha l’obiettivo di condividere concetti e buone pratiche per la comunità

“Fare comunità”. Una parola troppo spesso abusata, soprattutto ultimamente, ma che se applicata con buone pratiche può cambiare veramente la vita gli altri. È l’obiettivo che sta perseguendo, ormai dal 2007, Rigas Rimini, ovvero il Gruppo di Acquisto Solidale. Il presidente Andrea Ciotti prova a spiegare il senso di questa piccola grande realtà, che ad oggi conta circa 158 soci volontari. [caption id="attachment_594399" align="aligncenter" width="768"] Andrea Ciotti[/caption] Presidente, perché è nato RIGAS Rimini? “Circa 20 anni fa, si iniziava a parlare di GAS in Italia e a Rimini in zona San Raffaele, c’erano famiglie che ritiravano prodotti locali. Così è nata l’idea di un gruppo di acquisto solidale per iniziativa di alcune persone, tuttora soci attivi, mosse da un comune interesse per prodotti sani, buoni e biologici provenienti da produttori più vicini possibili, cercando di ‘fare comunità’, condividere concetti, buone pratiche, saperi importanti per la salute e per l’ambiente”. Quanto è cambiata la vostra realtà dal 2007? “Oggi il RIGAS permette ai nostri soci di acquistare, due volte la settimana, svariati generi alimentari e non solo: dal pane alla pasta, dalla verdura alla carne o frutta, solo per citare alcune tipologie maggiormente presenti nella nostra dieta. I soci immettono ordini sulla nostra piattaforma online, quindi il mercoledì

Il dottor Maurizio Lugli, medico cattolichino in pensione, ha fondato la onlus nel 2014

Una vita passare ad aiutare gli altri come medico. Poi è arrivata la decisione di farlo anche dopo il lavoro, senza chiedere nulla in cambio, con il solo obiettivo di restituire qualcosa agli altri. Maurizio Lugli, stimato dottore cattolichino (ora in pensione), attraverso la fondazione di Cattolica per la Tanzania, ha messo al servizio delle popolazioni africane e non solo, la sua professionalità di medico. Recentemente, ha presentato anche un libro che racconta la sua esperienza: “L’Africa è più vicina”. Dottore, quando è nata Cattolica per la Tanzania? “Siamo operativi dal 2007, quando eravamo affiliati all’Ada Onlus. Nel 2013 è nata l’associazione di volontariato “Cattolica per la Tanzania”, trasformata in Onlus nel 2014. Dal 2023 siamo ODV regolarmente iscritta nel Registro del Terzo Settore. L’associazione è composta da 13 iscritti”.   Quali progetti portate avanti? “Come ODV realizziamo iniziative di cooperazione internazionale. Abbiamo collaborato con una congregazione di preti tanzaniani sull’altopiano del Kilimangiaro fino al 2019, quando uno di questi è diventato vescovo. Da allora abbiamo deciso di seguirlo nella sua diocesi nella Regione di Rukwa, al confine con lo Zambia”   Siete attivi solo in Africa? “No, in caso di calamità naturale, interveniamo a sostegno di progetti specifici anche in Italia, come è avvenuto nel 2016, in

Matteo Fangarezzi ha dato vita a questa Odv nel 2021, dopo la prematura scomparsa di suo figlio Federico nel 2018

La perdita di una persona cara può portare una persona alla disperazione o dargli la spinta per andare avanti, magari aiutando il prossimo. È proprio quello che è successo a Matteo Fangarezzi, che a causa della perdita di suo figlio, a Rimini, ha dato vita, insieme a sua moglie Loredana, a “Scintille di Fede” con cui, da circa tre anni, entra in contatto con i più giovani per spiegare la felicità. [caption id="attachment_582816" align="aligncenter" width="1024"] Matteo Fangarezzi e sua moglie Loredana[/caption] Matteo, che tipo di iniziative e progetti portate avanti? “Organizziamo incontri, principalmente nelle scuole, con ragazzi dai 9 ai 18 anni. Al momento ci concentriamo su questa fascia d’età, ma stiamo valutando di ampliare l’offerta anche agli adulti, dato che diversi gruppi scout ci hanno contattato per incontrarci. In generale parliamo di felicità”. E di come ottenerla? “Sì, nel quotidiano senza aspettare che arrivi dall’esterno, del cambio di prospettiva nell’affrontare i problemi della vita che possono essere legati ai fallimenti o a eventi imprevisti che ci mettono di fronte al dolore e alla sofferenza e di come, proprio il dolore, se canalizzato, elaborato e trasformato, ci può insegnare tanto e portarci a un profondo cambiamento personale. Il nostro progetto si chiama ‘Siamo nati per essere felici’.

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