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Sacchetti (Pd): “Lisi ha fatto una scelta irresponsabile per una poltrona”

Se dicessimo che quella di Gloria Lisi è una scelta dell’ultima ora o che ci coglie di sorpresa, diremmo una bugia. Nel lungo, e non facile, percorso che ha portato alla candidatura di Jamil c’è chi ci ha messo la politica e chi le proprie ambizioni.

Difendiamo la scelta di un tandem come sintesi alta nel dibattito perché nasce dall’intesa sui contenuti e l’indicazione di una vicesindaca per portare energie e idee al progetto.
La politica, e il lavoro, e lo spirito collaborativo, perfino la pazienza, l’hanno messa forze civiche e partiti di centrosinistra, da gennaio seduti al tavolo della coalizione che ha prodotto una formale unità d’intenti programmatica. Le ambizioni personali, neanche tanto recenti e comunque malcelate dietro a una cortina di ‘fuffa’, le ha aggiunte ieri Lisi recitando uno copione stanco, ancorché vecchio come il mondo: prima il mio destino/poltrona poi il resto, coerenza compresa.

Tutti ringraziamo Lisi per il lavoro fatto in questi 10 anni. Per questo stride ancora di più leggere di averlo fatto con la rabbia e la rivalsa di considerarsi ‘stampella del PD’ e non semmai a servizio di una cosa chiamata comunità. In questo rapporto reciproco per Rimini, lo stesso PD ha difeso e protetto più volte il vice sindaco, anche in quelle occasioni in cui più discutibile e non collegiale è stata la sua azione amministrativa. Un esempio tra tutti, la conduzione della partita microaree.

Deve essere chiaro che con la sua mossa di ieri, Lisi scarica un progetto politico amministrativo che trae forza dal lavoro di questi 10 anni della Giunta Gnassi, si rinvigorisce dal tavolo della coalizione in cui sono rappresentate con pari dignità partiti e forze civiche e si proietta nel futuro con idee nuove che intercettino il nuovo scenario, le nuove domande della società, uscite dalla pandemia.

Che sia un ‘partito’ personale, antagonista al centrosinistra, lo rendono palese le ‘ola’ immediate del centrodestra e gli inviti al confronto. Quella di Lisi è una banale operazione di contrasto al centrosinistra, con un (involontario?) endorsement a Lega e Fratelli d’Italia.
Se c’è un atto distruttivo è quello della Lisi. Distruttivo nei confronti degli ultimi 10 anni, distruttivo nei confronti della città, distruttivo verso le forze civiche che non hanno potuto far altro che prendere atto della fuga per la poltrona, distruttivo per gli stessi rapporti tra persone.

L’amministrazione, cui Lisi ha dato il proprio contributo da 10 anni come vice sindaco, ha rivoluzionato la città di Rimini come mai era successo in così poco tempo, accendendo motori culturali, ambientali, che alimentano il turismo, nuovi protagonisti d’impresa e tenuta nella crisi della rete dei servizi. Un progetto che è stato capace di allargare i confini del consenso oltre il centrosinistra perché a forte trazione concreta e innovativa. Questa rivoluzione non si ferma e ha trovato in Jamil il candidato che tiene insieme il centro sinistra nelle sue componenti politiche e civiche.

Gloria è salpata con la propria barca dal porto e possiamo augurarle buona navigazione, non potendo non ricordarle che il centro sinistra quando si disgrega rischia di naufragare e questi gesti irresponsabili saranno come tali giudicati.

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