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Salvare il clima del pianeta, grazie agli incentivi tanti vantaggi alle famiglie

Il Patto dei sindaci è il più grande movimento internazionale che coinvolge le città in azioni a favore del clima e dell’energia. Il nuovo Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 in Europa e ha riscontrato subito una significativa partecipazione, continuando oggi ad attirare nuovi enti locali e regionali anche al di fuori del territorio europeo.

Nel 2015 la Commissione europea ha promosso il Patto dei sindaci per il clima e l’energia, in cui mitigazione e adattamento si integrano, assumendo l’obiettivo di riduzione del 40% di gas serra con orizzonte temporale al 2030 e di rafforzamento della resilienza al cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi UE, nel Paesc.

Con Delibera di Giunta n. 2297 del 27 dicembre 2018 la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’invito, rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni, a manifestare l’interesse all’adesione al nuovo patto dei sindaci il sostegno all’avvio del percorso di definizione dei Piani di azione per l’Energia sostenibile e il Clima – Paesc attraverso un bando di successiva emanazione.

L’adesione al nuovo Patto dei sindaci prevede l’impegno a presentare il Paesc per gli enti locali che hanno già aderito al Patto dei sindaci e redatto il Paesc con gli obiettivi sottoscritti al 2020; è possibile implementare lo stesso con gli obiettivi al 2030 a partire dal monitoraggio completo (azioni ed emissioni) del Piano, prevedendo la strategia di adattamento come parte integrante del Paesc o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata (Paesc e strategia territoriale di adatta- mento climatico).

Il Consiglio comunale di Misano Adriatico ha approvato il percorso per aderire al nuovo Patto dei Sindaci per il clima e per l’energia. Si tratta di un programma promosso dalla Commissione Europea che mira al coinvolgimento delle amministrazioni locali nel contrasto agli effetti e alle vulnerabilità del cambiamento climatico attraverso un piano di azioni comune (Paesc, piano di azione per l’energia sostenibile e il clima).

La Commissione europea ha fissato come traguardo la riduzione delle emissioni di CO2 e di altri gas serra sul territorio comunale di almeno il 40% entro il 2030, attraverso una migliore efficienza energetica e un maggiore impiego di fonti di energia rinnovabile. Con la delibera discussa con parere favorevole in Consiglio, l’Amministra- zione oltre a sottoscrivere la proposta della commissione Europea e la sottoscrizione del Patto, si impegna ad avviare la realizzazione del Paesc, che prevede nello specifico:

a) la realizzazione di un inventario di base delle emissioni per pia- nificare un percorso di mitigazione (cioè azioni per la riduzione di emissioni);

b) preparazione di una valutazione dei rischi e delle vulnerabilità indotti dal cambiamento climatico al fine di pianificare il percorso di adattamento (cioè per anticipare le conseguenze avverse del cam- biamento climatico, per prevenire o minimizzare i potenziali danni o valorizzare le opportunità che potrebbero scaturirne);

c) predisposizione del Paesc, da approvare in consiglio comunale entro il 2020, con rapporto di monitoraggio ogni due anni.

Il Paesc rappresenta un aggiornamento del Piano di azione sostenibile approvato dall’Amministrazione nel 2015 e che attraverso un articolato ventaglio di interventi ha già riconsegnato importanti risultati, ad esempio con l’abbattimento del CO2 al 31 di- cembre 2014 pari al 15% rispetto al 2010. Per il 2020 si stima una riduzione delle emissioni stimata in 23.445 tonnellate di CO2e, pari ad una diminuzione del 24,7% rispetto all’inventario base delle emissioni del 2010. Sul fronte del risparmio energetico, la previsione per il 2020 è di arrivare ad una riduzione del 20%.

La Regione Emilia Romagna da sempre sensibile alla lotta ai cambiamenti climatici, ha approvato numerose delibere a riguardo, ed in particolare la DGR 967/2015 RER nell’art. 6 comma 3 cita :

Nel caso di edifici di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante di edifici esistenti che assicurino una copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento in misura superiore di almeno il 30 per cento rispetto ai valori minimi obbligatori di dotazione da fonti energetiche rinnovabili di cui al punto B.7 dell’Allegato 2, beneficiano, in sede di rilascio/presentazione del titolo edilizio, di un bonus volumetrico del 5 per cento, fermo restando il rispetto delle norme in materia di distanze minime e distanze minime di protezione del nastro stradale, e fatti salvi i casi in cui gli strumenti urbanistici non consentano la modifica della sagoma degli edifici nei centri storici e per gli edifici vincolati dal piano.

Tutto questo rappresenta una grossa opportunità anche per le famiglie, perché se nell’ambito della revisione dei piani urbanistici, si prevede l’ adozione di miglioramenti legati all’efficienza energetica di edifici esistenti con premialità legate a piccoli ampliamenti volumetrici, si otterrebbero due benefici importantissimi: il primo legato al miglioramento dell’ambiente, dal momento che gli edifici esistenti rappresentano uno dei più grossi problemi di consumo energetico e di emissioni di gas climalteranti, il secondo è rappresentato da un sostegno alle famiglie che potrebbero migliorare la propria abitazione e al tempo stesso effettuare dei piccoli ampliamenti della stessa.

Emanuele Barogi, Presidente del Consiglio comunale di Misano Adriatico

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