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Salvini, da Rimini l’attacco al governo. “Il candidato sindaco? Decidono i cittadini”

Niente investitura per  Enzo Ceccarelli – malgrado l’ex sindaco di Bellaria fosse stato sempre al suo fianco – ma strali su strali sugli ultimi provvedimenti presi dal governo negli ultimi giorni, in primis contro il green pass e la decisione di non permettere la riapertura delle discoteche. Eccolo in sintesi il senso della visita di Matteo Salvini al gazebo della Lega allestito in Piazza Tre Martiri, dove è in corso la raccolta firme per il referendum sulla giustizia promosso dal Carroccio, trasformato in un palco occasionale utile per un comizio improvvisato.

«Sul candidato devono decidere i riminesi – ha detto Salvini – e serve unità tra le varie componenti della coalizione». Poi una lunga invettiva sulle scelta dell’esecutivo di introdurre il green pass.

«Io ieri mi sono vaccinato, ma nessuno deve essere obbligato a farlo, noi siamo per la libertà di scelta. Specie per i più giovani». A proposito il leader del Carroccio ha difeso chi esprime anche scendendo in piazza la propria contrarietà al certificato verde. «Il diritto a manifestare – ha detto – è garantito dalla Costituzione».

Poi ancora strali indiretti contro l’esecutivo, di cui per altro il partito fa parte. «Stiamo facendo di tutto perchè si ritorni in classe in presenza» ha detto l’ex ministro applaudito dai genitori presenti nella platea improvvisata della Piazza nel giorno di mercato (qualche centinaio di persone con anche tanti curiosi  già in giro per il centro).

Prevedibile anche il passaggio sulla chiusura delle discoteche, osteggiata dal Carroccio almeno quanto dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e numerosi amministratori della Provincia riminese.  «Farle restare chiuse è una punizione contro i giovani che hanno fatto sacrifici per questo lungo periodo», ha attaccato.  Quanto agli imprenditori e all’iniziative annunciata, tra cui ancora manifestazione «Fanno bene, fanno assolutamente bene: qualunque protesta facciano avranno il nostro sostegno perché è razzismo nei confronti delle discoteche e dei giovani. Questo è un Paese che non vuole bene a ragazzi e imprenditori».

Dal palco di Piazza Tre Martiri non è mancato neppure un passaggio sull’omicidio di un 39enne marocchino, ucciso da un colpo partito dalla pistola dell’assessore leghista Massimo Adriatici. «Se quella persona fosse stata espulsa quando era il momento di farlo non sarebbe morta» ha detto, attaccando gli altri partiti della maggioranza sul tema migranti. «Difficile su questo fronte governare con Pd e 5 stelle».

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