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Salvini non decide su Rimini, Cesena ritrova i quartieri, dubbi alta velocità e green pass

Elezioni
Centrodestra

Pensavo alla giornata di ieri come quella decisiva per la candidatura del centrodestra. La presenza di Matteo Salvini a Rimini poteva essere l’occasione per presentare la candidatura a sindaco. Speranza andata delusa. Matteo Salvini ha evitato di indicare un nome e un cognome. Anzi ha sostenuto: “Per Rimini non sceglie uno che viene da Milano, ma devono scegliere i riminesi”. Salvini aveva già deciso per Bologna, per Roma, per Napoli. Ma per Rimini no. Lascia fare ai riminesi. Questa frase consegna alcune interpretazioni.

Salvini sta lontano perché la Lega è spaccata tra chi sostiene l’ex sindaco di Bellaria Enzo Ceccarelli e chi sostiene Alessandro Ravaglioli? Scelgono i riminesi significa che ha scaricato Jacopo Morrone che notoriamente è di Forlì? Un fatto è certo. Non ha dato nessuna investitura. Non ha voluto sul palco nessun candidato e a domanda diretta se Ceccarelli era il candidato ha risposto: “vi sono altre candidature autorevoli”. Insomma se non è una bocciatura le assomiglia molto. Sta di fatto che con agosto che incombe e le elezioni sempre più vicine il candidato nel centrodestra non si vede ancora all’orizzonte. Salvini ha però colto l’occasione per criticare il decreto sul green pass approvato dal governo di cui fa parte e strizzare l’occhio ai No Vax.

Salvini il 24 luglio a Rimini

Centrosinistra

Tutto procede come da copione in questi casi. Il tandem Jamil Sadegholvaad e Chiara Bellini va avanti con il programma di coalizione e l’accordo con tutte le forze politiche del centro sinistra. Sono ancora da definire le liste che si presenteranno. Sicuramente vi sarà la lista del PD, di Coraggiosa, Lista Futura, Patto Civico, SiAmo Rimini.  Incerte altre liste soprattutto con riferimento all’area cattolica. Nei prossimi giorni verrà definito Comitato Elettorale, sede e programma di iniziative.

Il candidato a sindaco e vice Sadegholvaad-Bellini

 

Partecipazione e condivisione

Qualche giorno fa mi è capitato di sfogliare un inserto del Resto del Carlino edizione di Cesena su partecipazione, cultura, rigenerazione diffusa. L’iniziativa era promossa dal Comune di Cesena con il coinvolgimento anche delle forze politiche di minoranza. Un inserto corposo di 32 pagine. Mi ha colpito il protagonismo dei quartieri. A Cesena lo scorso maggio sono stati siglati i patti di quartiere. Come è noto per i comuni con meno di 250mila abitanti l’organizzazione in quartieri non è obbligatoria. A Rimini sono stati aboliti con le elezioni del 2011. Altri comuni hanno dato vita a forme di partecipazione volontaria. Uno di questi comuni è Cesena. Il sindaco Enzo Lattuca lo ha motivato in questo modo: “Questo ulteriore sforzo di ascolto, confronto e mediazione con le figure che sono più vicine territorialmente ai problemi affrontati una pratica fondamentale di conoscenza reciproca”. Il territorio di Cesena è stato suddiviso in 12 quartieri. I cittadini hanno scelto i loro rappresentanti il 20 settembre 2020. Si sono recati al voto circa 15mila elettori. Anche nel programma del centrosinistra di Rimini vi è il ripristino di una forma di partecipazione organizzata sul territorio. Penso sia una scelta importante per stringere un rapporto più saldo con i cittadini e condividere le scelte più importanti di un’amministrazione comunale.

Enzo Lattuca sindaco di Cesena mentre vota per i quartieri

Alta Velocità

Ritorno su questo argomento che, dal mio punto di vista è fondamentale, anche se non vedo un dibattito particolarmente interessato. Nella mia pillola di domenica scorsa avevo parlato del progetto di Confindustria Romagna di realizzare un tracciato nuovo di alta velocità tra Bologna e Rimini. Progetto che avevo bocciato come inutile, costoso e con tanto spreco di territorio. Sono stato invitato a leggere la proposta integrale dello studio di Confindustria. Purtroppo lo studio integrale non è disponibile per tutti. Comunque rimango della mia opinione. Una proposta sbagliata e costosa. Per altro non si comprende come si raccorda con l’attuale linea Bologna-Lecce a Rimini.

Vi è tuttavia un’altra novità. “I prossimi giorni saranno importanti per ufficializzare da parte di RFI il primo studio preliminare per l’Alta Velocità adriatica”. Queste le parole, pronunciate qualche giorno fa, dalla viceministra alle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Teresa Bellanova. “Un lavoro che RFI, dopo la mia sollecitazione, sta elaborando già dalla fine del mese di maggio”, ha proseguito Bellanova, e che “conterrà le ipotesi degli interventi da realizzare sulla linea Adriatica Bologna-Lecce, con i relativi costi, tempi di percorrenza e incremento della capacità (sia passeggeri che merci)”. Sarebbe interessante capire da Provincia e Regione di quali interventi si discute e cosa cambia per il nostro territorio.

Green pass

Il governo ha previsto l’utilizzo del green pass dal prossimo 6 agosto per accedere ad alcune attività al chiuso come ristoranti, bar, palestre, parchi tematici, sagre fiere (rimando a questo link per l’elenco completo). Puntuale è scattata la polemica. Gli albergatori (gli hotel sono fuori dall’obbligo del green pass) che dicono che perdono clienti ed arrivano disdette. I ristoratori che non vogliono controllare chi ha il certificato verde e chi no. I parchi tematici che dicono “è la mazzata finale”. Vi è anche chi si domanda se i dipendenti di un pubblico esercizio debbono essere vaccinati (la risposta la lascio all’immaginazione di chi legge). Non dovrebbe essere difficile capire che il green pass ha un doppio valore. Evitare di ritornare ai lockdown parziali o totali come sta avvenendo in queste ore in alcuni paesi del mondo. Incentivare i cittadini a vaccinarsi. Le prenotazioni di vaccinazione dopo l’annuncio del Governo si sono triplicate. Meno polemiche e più consapevolezza della situazione nella quale siamo sarebbe auspicabile soprattutto da parte di chi ha responsabilità pubbliche. Sulle discoteche sono per la riapertura con obbligo del green pass anche all’aperto.

Maurizio Melucci

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