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San Giovanni in Marignano, donne Pd per l’8 marzo: “La resilienza è nel dna femminile”

In occasione della Giornata dedicata alla donna, l’8 marzo, le donne del Circolo PD di San Giovanni in Marignano hanno deciso di scrivere e e diffondere una lettera aperta raccontando le loro storie di resilienza durante la pandemia.

Ecco il testo integrale:

“Siamo collegate da remoto proprio come un anno fa. Ci ritroviamo sullo schermo dei nostri computer, tutte noi, donne del PD di San Giovanni in Marignano. L’8 marzo è vicino e in questo periodo l’anno  scorso ci comunicarono che il coronavirus purtroppo era già entrato anche in Italia e che iniziava a propagarsi o meglio a entrare nelle case degli italiani portando stravolgimenti che mai avremmo pensato di dover affrontare. La salute, il bene più prezioso, sarebbe stato colpito e la nostra normalità sarebbe diventata da quel momento in avanti un’eccezionalità. Ci siamo ritrovate a dover conoscere prima di tutto un emerito sconosciuto. Tra di noi c’è un’infermiera che l’ha dovuto affrontare in prima linea e ha visto con i suoi occhi cosa vuol dire la sofferenza e anche la devastazione quando non c’è più nulla da fare. Ha vissuto lo strazio dei pazienti che non hanno potuto ricevere l’amore dei propri cari isolati in una stanza di ospedale con i soli occhi di infermieri e dottori completamente bardati a dare l’unica forma di conforto possibile. Ci sono nonne allontanate dai loro figli e dai nipoti. Ci sono mamme lavoratrici che hanno dovuto separare i figli dai nonni e comunque dagli affetti più cari per poterli proteggere, hanno dovuto spiegare che gli amici come le maestre e i professori si dovevano guardare da uno schermo ma non toccare, non abbracciare, non stringere la mano e neppure baciare con affetto. Hanno dovuto spiegare ai loro figli che la mascherina sarebbe stata l’amichetta di sempre colorata e simpatica così come la loro casa dalla quale a seconda dei colori che si alternano come l’arcobaleno “ci protegge dall’esterno”. Ci sono libere professioniste e direttrici di banca che hanno dovuto iniziare a lavorare in smart working precludendosi il lavoro quotidiano in sede con colleghi, clienti spiegando a questi ultimi che ora non è più possibile l’accoglienza di una volta ma che uno schermo e tutti dispositivi di sicurezza da ora in avanti l’avrebbero fatta da padrone.
Ci sono amministratrici che hanno ascoltato e vissuto il dolore della propria comunità.
Abbiamo dovuto tutti indistintamente ascoltare il silenzio, abituarci al vuoto delle strade , delle vie del centro, alla chiusura delle saracinesche di tanti commercianti. Abbiamo dovuto con il cuore gonfio assorbire l’urto della chiusura dei teatri, delle arene di ogni forma di spettacolo e cultura.  Siamo donne che come tutte le donne unite all’amore delle loro famiglie hanno dovuto dare grande prova di resilienza e ad un anno dal paziente zero ancora siamo qua ad affrontare una situazione che alterna sicuramente momenti di sconforto a momenti di forza. La resilienza è nel dna femminile e la pandemia ne ha accentuato la virtù . In questa giornata dedicata alle donne diciamo di continuare a combattere questa volta soprattutto per la riconquista della nostra semplice ma bellissima normalità!

Firmato
Francesca, Carlotta, Katia, Claudia, Maura, Federica, Michela, Emanuela, Elisa, Michela, Francesca, Susy, Erika, Marina, Orietta, Vanessa, Elena, Marika, Veronica, Micaela, Valentina, Giuliana, Claudia, Michela, e tanti altri bellissimi volti”

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