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San Leo: “Abitare in questo paese è davvero difficile. Sempre tutto chiuso tranne che nel fine settimana”

Scriviamo questa lettera – riceviamo da un gruppo di cittadini di San Leo – a nome degli ormai pochi leontini che continuano ad abitare nel nostro comune, non senza sacrifici e compromessi, ma sempre con la speranza di poter continuare a farlo negli anni a venire.

Da un mesetto a questa parte ci stiamo ritrovando di fronte ad una situazione assolutamente avvilente: all’interno del borgo fin dalle prime ore del pomeriggio, per chiunque si ritrovi per caso a passeggiare come turista, o chi vi passa per abitudine, trova ogni esercizio commerciale che si tratti di bar o ristorante, chiuso, se non con l’eccezione del weekend.

Ma probabilmente la cosa che sconcerta maggiormente è che la fortezza, simbolo turistico visitato da decine di migliaia di persone annualmente, è allo stesso modo chiuso e il personale si ritrova a casa a gestirsi tra cassa integrazione e riduzione degli stipendi. Crediamo che l’amministrazione comunale – prosegue la lettera –  nel momento in cui ha scelto di prendere l’incarico di gestire questa realtà, ha sottinteso un patto di lealtà e rispetto (certo reciproco) nei confronti dei suoi cittadini, fatto anche di questo: essere d’esempio in situazioni di criticità, invece di trasformarsi nel primo a voltare le spalle ai propri abitanti, alimentando in questo modo un circolo vizioso di chiusure e menefreghismo.

Dal momento che durante l’estate parte dei nostri soldi pubblici sono investiti per l’organizzazione di eventi e feste a profitto degli stessi che ora decidono di chiudere le porte dei proprio locali, per riaprire in tempi più propizi, viene da pensare che gli unici a rimetterci siano proprio quei pochi leontini che continuano a credere e a sperare in questo piccolo borgo, che considerano casa, che vedono come il proprio futuro, che vivono di e per questo bellissimo paese.

Ci sentiamo abbandonati – conclude la lettera – proprio da quella stessa amministrazione che dovrebbe accompagnarci, che gode dei successi del nostro borgo come facciamo tutti con orgoglio, ma che d’altra parte non sembra stringere i denti quando la situazione si fa difficile”.

A nome dei pochi leontini che ancora ci sperano.

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