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San Marino, Ciavatta: “Nessuna patente vaccinale” ma nel decreto c’è il certificato di vaccinazione

Nel condividere un nostro articolo, segretario di Stato alla Sanità e Sicurezza di San Marino Roberto Ciavatta scrive su Facebook:

“Continua la diffamazione a mezzo stampa, attraverso lo stravolgimento delle misure applicate. San Marino non ha mai chiesto la “patente vaccinale” per chi viene in Repubblica. Siccome chi entra a San Marino dall’estero (da alcuni mesi) deve fare un tampone 48 ore prima di venire, oppure deve comunicare il suo arrivo e fare un tampone appena entra in Repubblica;
E siccome nelle prossime settimane potrebbero iniziare a presentarsi casi di persone che pur venendo dall’estero hanno già fatto il vaccino, dunque non è opportuno né necessario che faccia un tampone;
Si è semplicemente stabilito che chi si è già vaccinato non è tenuto a fare anche il tampone.

Il DL n.15 pubblicato venerdì, del resto, è molto chiaro su questo”.

Effettivamente il Decreto – Legge 29 gennaio 2021 n.15, che del resto pubblichiamo in allegato all’aarticolo, è molro chiaro:

Art. 4
(Disposizioni in materia di ingresso a San Marino)1. L’ingresso nella Repubblica di San Marino, per coloro che provengano da paesi diversi da Italia e Città del Vaticano, o che abbiano soggiornato al di fuori di questi due paesi nei 14 giorni precedenti, è consentito a fronte della presentazione:
a) di apposito certificato di avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2;
b) di apposito certificato che attesti la negatività al coronavirus, tramite sottoposizione a
tampone molecolare non oltre 48 ore prima dell’ingresso e comunque in conformità ai protocolli
sanitari in vigore nella Repubblica di San Marino.

Se quella di Ciavatta vuole essere una smentita, stupisce innanzi tutto la modalità, oltre che il tono offensivo, dal momento che il Governo di San Marino non ha ritenuto di comunicarci ufficialmente nessuna richiesta di rettifica.

Il Segretario Ciavatta preferisce il termine “certificato di avvenuta vaccinazione” a quello di “patente vaccinale” che tutti i giornali usano per farsi capire, liberissimo. A parte il dettaglio che questo documento richiesto dal suo Governo nel suo post scompare e non viene nominato, nè in un modo nè nell’altro. Ai lettori giudicare quale sia la sostanza dei fatti.

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