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San Marino, cosa fa la DC? Intervista virtuale con i leader

Abbiamo vanamente inseguito per otto giorni il Segretario del PDCS Gian Carlo Venturini e il capogruppo consiliare Alessandro Cardelli con telefonate, e-mail, sms, messaggi al centralino del partito. Abbiamo inviato le domande a cui volevamo che un esponente del PDCS rispondesse. Nulla da fare. Dal che deduciamo che il nostro giornale on-line non interessa (non vogliamo pensare peggio). Ma siccome il Direttore sbraita chiedendomi dov’è l’intervista al PDCS, sono stato costretto a mettere insieme questo collage di testi con cui ho cercato di far rispondere a vari esponenti del PDCS sui temi sui quali cercavo risposte. Non è il massimo, ma tant’è. Sicuramente sono tutti impegnatissimi in campagna elettorale, anche se dal PDCS finora sono trapelate ben poche informazioni e dichiarazioni, così come incontri pubblici. Per un partito che si ricandida a governare San Marino (è dato fra i possibili vincitori) forse un po’ più di comunicazione e di disponibilità verso gli organi di informazione sarebbe utile.

Gian Carlo Venturini

Dopo tre anni all’opposizione del governo di Adesso.sm, la DCS è nuovamente pronta a tornare a governare la Repubblica di San Marino?

«La DCS di oggi non deve difendere niente e nessuno del passato. Siamo un partito popolare che deve continuare la sua fase di rinnovamento. E’ un percorso non facile, tanto più fatto dall’opposizione in cui ci ha cacciato questa legge elettorale. Il nostro rinnovamento deve portarci nuovamente a garantire al Paese una governabilità che questo Governo è incapace di dare. Con una nuova classe dirigente giovane e capace» (dall’intervista ad Alessandro Cardelli, capogruppo PDCS in Consiglio Grande e Generale a Chiamamicitta.it del 12 novembre 2017).

Civico 10, movimento facente parte della lista Adesso.sm al Governo, ha più volte contestato alla DCS le responsabilità pregresse per la situazione attuale delle banche sammarinesi, la crisi della sanità e l’affermazione, fatta dal Segretario della DCS Venturini, sul fatto che “San Marino sia in piena recessione”. Per il nuovo gruppo dirigente della DC sammarinese le responsabilità passate sono dimenticate e si guarda solo avanti oppure del passato si fa tesoro per fare politica in maniera diversa, più trasparente?

Sul Governo: «Gli accadimenti e le vicende politiche confermano l’inadeguatezza nel metodo e nel merito dell’attuale Esecutivo e della maggioranza. E’ sotto gli occhi di tutti che il Governo e i partiti di maggioranza non hanno operato nell’interesse del Paese e dei sammarinesi. Una tremenda miscela di ideologia e di incapacità ha caratterizzato l’azione di questa maggioranza di Governo, producendo l’aggravarsi dei problemi esistenti e provocandone di nuovi».

Alessandro Cardelli

Sulle banche: «La condivisione del provvedimento ‘salva banche’ non significa in alcun modo annullare le responsabilità politiche di chi, con le scelte messe in atto fin dall’inizio della legislatura riguardo al sistema bancario (Banca Centrale, Asset e Carisp e la stessa Banca CIS), ha in buona parte contribuito alla situazione di dissesto a cui ora dobbiamo porre rimedio».

Sulla crisi economica: «Siamo in piena recessione, con un debito pubblico che lievita continuamente per le scelte ‘particolari’ di questa maggioranza. Di un dato dobbiamo prendere atto, un dato prettamente politico: il fallimento dell’indirizzo politico voluto da Adesso.sm».

Sul ruolo della DC: «Il prossimo Governo deve iniziare ad operare al più presto, con il contributo determinante della Democrazia Cristiana, per affrontare con determinazione e realismo le sfide che attendono il nostro Paese. Un impegno che la Democrazia Cristiana è pronta ad affrontare, come ha fatto nella sua storia di oltre 70 anni, creando ed assicurando il benessere di questo Paese e dei suoi cittadini».
(Estratti dall’intervento del Segretario del PDCS Venturini alla Festa dell’Amicizia il 18 agosto 2019)

Un avvio di campagna elettorale molto tranquilla la Vostra, mentre le altre liste litigano vivacemente. Da cosa deriva questa Vostra serenità, dalla sicurezza di vincere le elezioni e di essere quelli che gestiranno la formazione del nuovo Governo?

«Forti delle caratteristiche di un partito popolare e della rappresentatività che lo stesso è capace di esprimere, siamo determinati a condurre la nostra azione politica con l’obiettivo di promuovere la rinascita economica del Paese e ristabilire una nuova coesione sociale» (dal Programma del PDCS per le elezioni 2019)».

«In meno di tre anni il PDCS, dopo la grossa batosta nelle ultime elezioni politiche del 20 novembre e 4 dicembre 2016, inverte la rotta e si accinge a risalire la china, come dimostra le elezioni a Capitano Reggente l’1 ottobre del consigliere Mariella Mularoni. Pur essendo ancora un partito di opposizione. La elezione della Mularoni è avvenuta per la nuova considerazione verso la DC emersa fra le forze politiche della coalizione di governo, Adesso.sm, le quali cercano alleanze in vista delle elezioni da tutti ritenute ormai prossime. Di detta considerazione si è avuta la prima evidente e concreta prova nelle settimane scorse, quando dalla coalizione di governo si cercò un primo contatto con le forze di opposizione per farsi aiutare a superare l’attuale difficile momento del Paese»

(estratto dall’articolo “La Democrazia Cristiana a San Marino al centro della politica. Con o senza l’aiuto di Gatti?” dal giornale on-line sammarinese “Libertas” del 17 settembre 2019).

Vi siete presentati alle elezioni da soli contrariamente agli altri partiti. Nelle pre-indicazioni di alleanze future avete indicato tutte le altre liste, tranne Repubblica Futura. Nel caso foste Voi i primi, a che tipo di Governo guarderete? A un Governo di unità nazionale?

«Abbiamo deciso di correre da soli con il nostro simbolo, evitando accorpamenti forzati e cambi di look, perché siamo forti della nostra identità e dei valori che il nostro partito porta avanti da 71 anni. Valori quali tutela della persona e dei diritti, tutela dello Stato»

(dichiarazione del Segretario Gian Carlo Venturini alla conferenza stampa di presentazione della Lista del PDCS il 6 novembre 2019).

Sugli apparentamenti: «Già da fine luglio la Direzione Dc ha indicato la disponibilità a ragionare per il nuovo governo con tutti fuorché con Repubblica futura. Quindi siamo stati coerenti. Con RF c’è una impossibilità nel costruire qualcosa, visto il metodo che utilizzano. Tra l’altro RF è l’unico che ha escluso la Dc dagli apparentamenti, mentre accogliamo con favore le indicazioni di tutti gli altri, che dimostra il ruolo centrare del nostro partito. La prossima maggioranza deve partire dalle cose da fare e sui programmi»

(dichiarazione del Capogruppo consiliare Alessandro Cardelli alla conferenza stampa di presentazione della Lista del PDCS il 6 novembre 2019).

«Non è attraverso una gestione ordinaria della situazione che si potrà addivenire alla risoluzione delle attuali criticità. È necessario un approccio strutturato ai problemi, realizzabile attraverso una strategia di lungo respiro, che potrebbe svilupparsi anche oltre l’arco temporale di una sola legislatura. Occorre ripensare dalle fondamenta il modello economico dello Stato, senza paura del cambiamento, con la capacità di intervenire dove necessario e con l’obiettivo di garantire davvero il bene di tutta la comunità sammarinese. Non tutti i problemi richiedono per la loro risoluzione il varo di riforme, così come non tutte le lacune sono colmabili solo attraverso una sana e prudente gestione. Per una tale “rivoluzione” servono persone che vogliano mettersi in gioco, capaci di stimolare e di favorire l’iniziativa di altre persone ed in grado di ricreare coesione sociale. Il PDCS è disposto a raccogliere questa sfida, non perché composto da donne e uomini infallibili, ma in forza di una storia ricca di testimoni, che hanno saputo coniugare nel tempo i grandi ideali con la concretezza dei bisogni e delle attese dei Sammarinesi» (dal Programma del PDCS per le elezioni 2019).
«Chi si troverà a governare deve partire dal presupposto che il rilancio è possibile ma non può farlo con misure conservative o ordinarie. Puntiamo ad un governo con una maggioranza ampiamente rappresentativa e penso che ci siano i presupposti per costruirla»

(dichiarazione di Luca Beccari, presidente del PDCS a Il Resto del Carlino il 7 novembre 2011)

Luca Beccari

Nei vostri interventi e nei vostri documenti parlate di fallimento della politica estera sammarinese. In particolare verso l’Europa e l’Italia. Se voi tornerete al Governo come pensate di riprendere in mano e ricucire i fili delle relazioni verso l’Europa e l’Italia?

«E’ evidente che qualcosa di importante non ha funzionato nei rapporti con l’Italia e, soprattutto, quello che emerge è una politica estera non condivisa e non in grado di rispondere alle esigenze ed alle richieste della società sammarinese».

Sull’accordo di associazione alla Unione Europea: «Una trattativa di cui poco o nulla si sa nel merito: cosa ha chiesto il Governo all’Unione Europea. Cosa ha proposto e risposto l’Unione Europea. In pratica il contenuto della trattativa resta ancora un segreto di Stato, alla faccia della tanto sbandierata politica della trasparenza e della condivisione di Adesso.sm. E’ troppo importante per San Marino e per le sue prospettive di sviluppo, il superamento degli ostacoli con l’UE, al punto che non possiamo permetterci la non conoscenza o la non condivisione possano impedire o ritardare questo percorso»

(dall’intervento del Segretario del PDCS alla Festa dell’Amicizia il 18 agosto 2019).

«Il mantenimento e la tutela della nostra sovranità, nonché le condizioni di vita nel Paese ancora invidiabili, sono stati obiettivi raggiungibili nel tempo grazie a fondamentali conquiste di politica estera delle quali, dal dopoguerra a oggi, il PDCS è sempre stato protagonista. San Marino ha oggi, più che mai, la necessità di ristabilire un dialogo forte e stabile con l’Italia e con i nostri principali partner commerciali, dopo avere intrapreso negli ultimi anni percorsi che sono apparsi talvolta incoerenti con la propria tradizione di relazioni internazionali»

(dal Programma del PDCS per le elezioni 2019).

Paolo Zaghini

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