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San Marino dice sì alla depenalizzazione dell’aborto

A scrutinio ancora in corso il risultato era già inquivocabile: la stragrande maggioranza dei sammarinesi ha votato Sì al referendum che propone la depenalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza. Quando le sezioni scrutinate erano 26 sezioni su 37,  il Sì aveva ottenuto il 76,84%, con il  No al 23,16%.

Da parte degli oppositori alla depenalizzazione era già arrivata l’ammissione della sconfitta. Antonella Mularoni del Comitato per il no ha dichiarato: “Prendiamo atto del risultato dei sammarinesi, in democrazia si può perdere. Non si fermerà la nostra attività per dare una alternativa all’aborto.”

Quindi l’esito finale:  il SÌ trionfa con il 77,28% dei voti rispetto al 22,72% del NO.
I votanti totali sono stati 14.558. Il voto interno si è attestato sul 60,30% per un totale di 13.850 voti. Gli elettori esteri sono stati invece 708.

Commenta Elena Tonnini, Segretario di Stato per gli Affari Interni: “L’importante affluenza, in linea con quella del 2019, conferma l’attenzione dei sammarinesi per lo strumento del referendum con la differenza che, in questa occasione, si è chiesto alla cittadinanza di esprimersi su un unico quesito mentre nel recente passato i quesiti erano due o più. L’esito referendario, il grande divario tra sì e no evidenzia che i sammarinesi hanno le idee chiare sul tema dell’interruzione di gravidanza”.

Ora il parlamento sammarinese entro 6 mesi il parlamento dovrà approvare una legge conforme al referendum per legalizzare l’aborto. La Reggenza, ricevuto il progetto di legge, lo trasmetterà al Collegio Garante della costituzionalità delle norme perché si esprima sulla compatibilità della proposta. Il Congresso di Stato, apportati eventuali emendamenti, depositerà il progetto di legge all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale che lo inserirà all’ordine del giorno della prima seduta utile.

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