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San Marino, Repubblica Futura lista da battere ma che pastrocchio la legge elettorale

Una seduta del Consiglio Grande e Generale, quella del 5 agosto in cui è stata modificata la legge elettorale sammarinese, caotica e turbolenta. Susseguente al nuovo referendum in materia elettorale del 2 giugno di quest’anno.

La crisi di Governo era già nell’aria, ma per fare la modifica della legge elettorale era necessario ricercare a tutti i costi l’unanimità dei 60 consiglieri, in modo che nessuno potesse rimproverare ad altri quello che in realtà tutti volevano: togliere l’obbligo di formare coalizioni per la presentazione delle liste; riportare a tre le preferenze (andando contro quanto deciso dagli elettori con il referendum del 2016) per gli elettori interni, ma senza prevedere la rappresentanza di genere, e mantenere una sola preferenza per gli elettori esteri; elevare la soglia dello sbarramento dal 3,5% al 5% del voto degli elettori.

E in più veniva inserita la “dichiarazione preventiva e vincolante” di alleanza. Ovvero una norma che introduce l’obbligo per le liste di indicare con apposita pre-dichiarazione di apparentamento le “future alleanze”. In caso di crisi di Governo non sarà possibile creare nuove maggioranze con forze politiche diverse da quelle che sono state indicate prima delle elezioni. Una clausola che non è molto chiaro come funzionerà: se sia univoca, se necessiti di un pre-accordo. E poi, se l’alleanza pre-dichiarata non raggiunge la maggioranza dei seggi?

Ed ancora: quale programma sarà presentato ai cittadini fra quelli delle diverse liste che si devono alleare? Se tutte le possibile alleanze saltassero nei 30 giorni previsti dalla legge per la negoziazione, come si andrà al ballottaggio (che non è stato eliminato)? Se e come si applicherà l’antiribaltone?

L’unica cosa chiara è che se una lista raggiunge la maggioranza nel primo turno, non sarà necessaria procedere con la fase di negoziazione.

Il sistema elettorale vigente nella Repubblica di San Marino è proporzionale a collegio unico (l’insieme degli elettori sammarinesi che devono eleggere i 60 rappresentanti al Consiglio Grande e Generale). La lista, o la coalizione, vincitrice usufruirà di un premio di maggioranza al fine di garantire stabilità al Governo.

Una legge elettorale votata all’unanimità, da maggioranza e opposizioni, ma comunque verrebbe da dire: un pastrocchio. Ma è con questa legge elettorale che gli oltre 30 mila cittadini sammarinesi (interni ed esteri) l’8 dicembre prossimo dovranno esprimersi per eleggere il nuovo Consiglio Grande e Generale.

Visti i risultati elettorali nella notte dell’8 dicembre, la lista che otterrà il maggior numero dei voti (ammesso che non raggiunga la maggioranza da sola) sarà chiamata, sulla base della pre-dichiarazione di apparentamento, ad aprire un confronto con la lista, o le liste, indicate per trovare un accordo per la costituzione del Governo e, ritengo, scrivere un programma d’azione comune.

Ecco le sei liste hanno depositato queste pre-dichiarazioni (non si sa se concordate o per proprio libero arbitrio), liberi di dichiarare una o tutte le altre liste (la legge in questo senso non pone vincoli):

  • LIBERA ha indicato tutte le altre cinque liste
  • NOI PER LA REPUBBLICA ha indicato la DCS e R.E.T.E./Domani in Movimento
  • PARTITO DEMOCRATICO CRISTIANO SAMMARINESE ha indicato R.E.T.E./Domani in Movimento, Libera, Noi per la Repubblica, E’lego
  • REPUBBLICA FUTURA ha indicato solo Libera
  • R.E.T.E. e DOMANI IN MOVIMENTO hanno deciso di rendere noto le loro scelte solo dopo l’esame delle liste da parte della Commissione elettorale martedì 5 novembre
  • E’LEGO ha indicato tutte le altre cinque liste

Dunque un elettore, sulla base di queste pre-dichiarazioni, saprà con chi il suo partito (se non vince da solo) andrà a governare per i prossimi quattro anni.

Dalle indicazioni delle cinque liste finora rese pubbliche, emerge comunque chiaro che il “nemico” da battere sarà la lista Repubblica Futura, accusata di essere la responsabile di molti dei malanni della Repubblica.

Ma il quadro complessivo che emerge è quello che comunque il dopo elezioni vedrà impegnati i partiti in un ampio confronto sui temi “caldi” che, sulla base dei risultati elettorali, potrebbe portare anche ad un Governo di unità nazionale visto i problemi sul tappeto e la difficile situazione economica della Repubblica.

Per il quadro di riferimento generale sulla situazione politica in Repubblica rinvio ai miei due precedenti articoli: “Ancora elezioni anticipate: cosa sta succedendo a San Marino?” e “San Marino, le sei liste in gara”.

Paolo Zaghini

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