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A San Marino nemmeno il Vescovo riesce a placare la guerra delle liste

Ultima settimana di campagna elettorale a San Marino. E nelle ultime ore sono accadute cose mai viste nella storia politica della piccola Repubblica: quattro liste, delle sei in competizione, sono andate in udienza privata dai Capitani Reggenti (la massima autorità istituzionale) per consegnare un documento in cui si richiede un loro intervento per far abbassare i toni polemici e di scontro che in questi ultimi giorni di campagna elettorale stanno attraversando il Titano.

Il documento è stato firmato da PDCS, R.E.T.E/Domani Motus Liberi, Noi per la Repubblica ed E’lego. Sono rimaste fuori le liste Libera e Repubblica Futura.

Il capogruppo PDCS in Consiglio Grande e Generale Alessandro Cardelli ha dichiarato: “tornare a concentrarsi sui temi e non su attacchi personali e violenti da parte sia di forze politiche che di organi di informazione” (il riferimento è probabilmente al giornale locale L’Informazione diretto da Carlo Filippini, sostenitore della lista Repubblica Futura, che edita articoli di fuoco contro tutti).

Gian Nicola Berti, della lista Noi per la Repubblica, confida in un intervento dei Capitani Reggenti che inviti al rispetto reciproco: “La mancanza di rispetto appartiene ai singoli ma fa male a tutti”. Francesco Morganti di E’lego: “il livello di scontro è molto alto nonostante la campagna elettorale sia sul versante programmatico e progettuale piuttosto assopita”.

Prima di proseguire nel riferire i fatti di queste ultime ore, vorrei però ricordare il messaggio del Vescovo di San Marino-Montefeltro Andrea Turazzi di qualche giorno fa che, con le sue parole, anticipava ciò che è accaduto: “Tutti siamo chiamati ad una grande responsabilità: la crisi economica è solo un aspetto, più drammatica quella valoriale che attraversa relazioni, famiglie, giustizia e coscienze. Guardo con rispetto tutti i candidati, indipendentemente dall’appartenenza partitica. Di qualcuno conosco quanto sia stata sofferta la decisione di partecipare. E questo fa onore. Fa pensare alla politica come servizio. Di tutti apprezzo il desiderio di dare il proprio contributo alla comunità e il proposito di cercare il bene comune (…). In tutti gli schieramenti ci sono giovani candidati. Questo è significativo e promettente per un duplice motivo. Senza nulla togliere agli adulti e agli adultissimi della politica, che portano competenze ed esperienza, i giovani testimoniano il superamento dei soliti pregiudizi che sfiduciano la prassi politica”.

“Inoltre– prosegue il presule – i giovani possono offrire entusiasmo, proposte originali, rinnovamento. Politica è anche confronto, scontro, passione. Peggio è l’egoismo, secondo la celebre frase di don Lorenzo Milani: «Affrontare i problemi da soli è l’egoismo, sortirne insieme è la politica». Se confronto, scontro e passione devono esserci, non scadano mai in mancanza di rispetto, chiusura nella trincea del proprio interesse, o inimicizia. Avversari sì, nemici mai! Senza venir meno ai propri principi ideali e al mandato ricevuto è possibile il compromesso – intendo una mediazione virtuosa – sul “da farsi” in concreto per il bene comune”.

Ma né i Capitani Reggenti né il Vescovo Turazzi sono stati in grado di bloccare lo scontro in corso che è proseguito in queste ore senza risparmio di colpi fra le diverse liste.

Fernando Bindi, candidato di Repubblica Futura, che denuncia il rischio di un ritorno al passato, in una intervista a RTV San Marino ha detto: “Gabriele Gatti regista dell’operazione Domani Motus Liberi, lista civetta coalizzata con Rete: un movimento che ha messo il doppiopetto ministeriale, mentre tesse accordi sotterranei con il partito della Restaurazione, anche a causa di una legge elettorale che impedisce di chiarire, prima, alleanze e programmi (…) onorati di non essere stati scelti per future alleanze né da Rete né dalla Dc”.

Ma Gatti non ci sta: replica, sempre su RTV San Marino, su ciò che sta succedendo in questa campagna elettorale: “molto triste, le proposte non si vedono, proliferano calunnie, dossieraggi, lettere anonime … non è quello che serve al Paese”. Dice anche che non sa per chi voterà, lui leader incontrastato del PDCS per trent’anni, ma al prossimo Governo chiede un progetto organico e che veda l’Italia come primo interlocutore in un rapporto di piena collaborazione “non perché dobbiamo cedere di sovranità ma perché ce lo richiede la nostra collocazione geografica. Dobbiamo avere un rapporto organico e vero. E’ indispensabile. La Segreteria agli Esteri uscente [Nicola Renzi di Repubblica Futura] credo che abbia fatto il peggio, credo che negli ultimi 50 anni nessuno abbia fatto peggio”. E poi l’affondo: “un gruppo di potere esterno con addentellati interni a San Marino che volevano portare il paese al default per poi azzannare la preda e divenirne i padroni, a costo zero”.

Repubblica Futura, in un comunicato emesso ieri, “Le giuste nozze”, rincara la dose: “Dopo due anni e mezzo di convivenza more uxorio, RETE e DC sono in trepida attesa di convolare a giuste nozze. Le pubblicazioni di matrimonio sono già ufficiali e sono quelle pre-dichiarazioni di voto in cui RETE e DC si promettono vicendevolmente la fedeltà. Certamente è servito un “ruffiano” (inteso come facilitatore), interpretato provvidenzialmente da certi dirigenti di LIBERA. Così è”. Ma “i reciproci parenti non si sopportano granché in quanto la pensano diversamente su molti argomenti”.

R.E.T.E. ribatte colpo su colpo, non ci sta ad essere additata come nemico del paese. Racconta Roberto Ciavatta:La novità di queste elezioni è che nel porta a porta i candidati non presentano programmi, ma diffamano gli avversari. Repubblica Futura, obnubilata dall’odio, è andata avanti così per mesi. Siamo rinviati a giudizio, ma con gran onore, poiché denunciati da quelli di Repubblica Futura. Vogliamo liberare San Marino da chi vuole tornare al passato, all’avventurismo finanziario”.

Alessandro Rossi, candidato di Noi per la Repubblica, ha sostenuto che “in questa campagna elettorale c’è troppo veleno e pochi contenuti. E’ avvilente assistere al ritorno della macchina del fango mentre il Paese attende risposte alle emergenze. Congetture, illazioni e dossieraggi aiutano a portare alla ribalta persone del passato [riferimento a Gatti?] che sarebbe bene rimanessero nel cassetto. Noi abbiamo invitato a ragionare sui temi, grandi assenti dalla campagna elettorale”.

Gerardo Giovagnoli, Segretario del Partito dei Socialisti e dei Democratici e candidato al Consiglio Grande e Generale nella lista Noi per la Repubblica: “La legislatura più divisoria di sempre ha lasciato il suo frutto avvelenato. La restaurazione non è legata a certi personaggi che non torneranno più, ma all’incapacità di generare un paese nuovo, rischio che la campagna elettorale ha dimostrato”. Noi per la Repubblica chiede che dopo le elezioni si proceda rapidamente al formarsi del nuovo Governo. Se gli elettori daranno alla lista il consenso necessario “al Governo non ci andremo a tutti i costi, ma solo se ci saranno condizioni di compatibilità, di analisi e di visione comune sulle soluzioni da dare al paese”.

In questi ultimi giorni di campagna elettorale probabilmente i cittadini sammarinesi vedranno ancora altre prese di posizione da scontro frontale, del tutti contro tutti, ma ormai i “decisori” stanno incominciando a guardare agli scenari post-elettorali. Se in Consiglio Grande e Generale non ci sarà una maggioranza chiara, tutti gli scenari saranno possibili. Italia docet.

Paolo Zaghini

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